Droni: l’evoluzione della ricognizione aerea nell’indagine archeologica

La��archeologia, oggi, si avvale di diversi strumenti tecnologicamente avanzati. Tra questi il DRONE o a�?APRa�? (Aeromobile a Pilotaggio Remoto), un velivolo privo di pilota, comandato a distanza, che sta rivoluzionando la��indagine archeologica. Utilizzato generalmente per le operazioni di ricognizione e sorveglianza militare, oggi il suo impiego interessa molteplici ambiti applicativi, quali: agricoltura, salvaguardia dell’ambiente, operazioni di forze dell’ordine e protezione civile, beni culturali, cinema e altro ancora.

Esempio di drone. (immagine presa da atsenterprise.com)
Esempio di drone.
(immagine presa da atsenterprise.com)

Nel campo da��interesse storico e archeologico, il drone, puA? essere adoperato secondo diverse modalitA�, in base alle esigenze e finalitA� di studio.

A? stato impiegato per mappare remoti siti funerari della cultura Moche, in PerA?, per ricostruire immagini tridimensionali delle rovine Gallo-Romane sepolte sotto le autostrade svizzere, per monitorare alcune aree archeologiche, in Giordania, oggetto di ripetute attivitA� di spoliazione e, ancora, per individuare un quasi inaccessibile sito di arte rupestre nel sud-ovest americano; ma questi sono solamente alcuni esempi.

Il drone A? uno strumento che interessa maggiormente la ricognizione aerea, fase fondamentale del lavoro sul campo della��archeologo, che permette di ottenere una quantitA� di informazioni utili, sul sito archeologico da��interesse, con la��impiego di tecniche di prospezioneA�non invasive. Mentre in precedenza, la ricognizione aerea, era prevalentemente utilizzata per scoprire ed individuare i siti archeologici, successivamente scavati, oggi A? una pratica di grande importanza per documentarli, interpretarli e per controllarne i cambiamenti avvenuti nel corso degli anni e il drone sta avendo in queste pratiche un posto da��eccellenza.

Ma torniamo indietro nel tempo, quasi agli albori del secolo scorso. Era il 1899 quando la��illustre archeologo Giacomo Boni, affiancato dal comandate della Brigata Specialisti del Genio Militare Maurizio Mario Moris, intuA� per primo la��utilitA� della fotografia aerea per la documentazione archeologica. Le prime foto vennero scattate, in occasione degli scavi del Foro Romano, da un pallone aerostatico.

Roma, Comizio, area centrale del Foro. Foto scattata da pallone aerostatico dalla Brigata Specialisti del Genio Militare (1899). (immagine presa da academia.edu/2063157)
Roma, Comizio, area centrale del Foro. Foto scattata da pallone aerostatico dalla Brigata Specialisti del Genio Militare (1899).
(Immagine presa da academia.edu/2063157)
Basilica di Massenzio, Roma. La sezione aerostatica del Genio Militare impegnata nella fase di decollo del pallone. Inizi del Novecento. (immagine presa da academia.edu/2063157)
Roma, Basilica di Massenzio. La sezione aerostatica del Genio Militare impegnata nella fase di decollo del pallone. Inizi del Novecento.
(Immagine presa da academia.edu/2063157)

Una��altra importante applicazione archeologica della tecnica fotografica aerea, sempre tramite pallone aerostatico, risale al 1911, quando vennero eseguite dalla��archeologo Dante Vaglieri le fotografie della cittA� di Ostia Antica.

Ostia antica (Vaglieri)
Ostia Antica, 1911. (Immagine presa da archeogr.unisi.it)

Negli stessi anni furono fotografate Pompei e il sito di Stonehenge in Inghilterra. Nel 1913 Sir Henry Wellcome eseguA� per mezzo di un aquilone fotografie zenitali (verticali) degli scavi da lui condotti in Sudan. E ancora, nel 1915 gli aviatori francesi fotografarono la cittA� di Troia, su suggerimento dello storico francese JA�rA?me Carcopino.

Gli archeologi si resero conto che la ricognizione aerea e di conseguenza la fotografia aerea avrebbe costituito, da lA� in avanti, una delle maggiori conquiste della��archeologia del XX secolo. Disporre di fotografie che permettevano di vedere dalla��alto il sito, oggetto di studio, nella sua totalitA� sarebbe stato certamente un elemento importante, da integrare alla ricognizione di superficie, utile nella scelta, nella definizione e nello studio della��area.

In Europa, le prime ricerche sistematiche furono ad opera del pioniere O.G.S. Crawford, che in collaborazione con il maggiore G.W.G. Allen della��aviazione militare inglese, diede il via, in Inghilterra, dal 1922 in avanti, ad un laborioso lavoro di ricognizione aerea, grazie al quale scoprA� un gran numero di insediamenti preistorici e protostorici. Raccolse, inoltre, importanti dati per ricostruire il quadro topografico della colonizzazione romana del suo paese.

In Siria, a partire dal 1925, un precursore come Padre Antoine Poidebard cominciA? a definire la situazione topografica degli insediamenti romani di Palmira, Chalcis, della��alto DjA�zirek e individuA? i porti di Tiro e Sidone. Pose inoltre le basi scientifiche della fotointerpretazione archeologica. Un lavoro parallelo venne svolto in Iran, qualche anno dopo, dalla��aviatore tedesco Erich Schmidt. Analogamente nel 1927 aeroplani militari fotografarono strutture su pali di quercia della fine della��EtA� del Bronzo, nelle acque del lago di NeuchA?tel, in Svizzera.

In America, la��archeologo Alfred Kidder volA?, nel 1929, insieme al pioniere della��aviazione Charles Lindberg, sopra le regioni centrali e orientali dello YuacatA?n, in Messico, scoprendo diversi nuovi siti.

In Italia A? nel 1938 che si possono avere le prime pratiche di fotointerpretazione. La��archeologo Giuseppe Lugli eseguA� una serie di ricerche di topografia antica, servendosi delle fotografie aeree scattate appositamente, delle cittA� di Anzio, del territorio di Ardea, Lavinio e Lanuvio, del tracciato della via Appia tra Gravina di Puglia e Taranto e della cittA� e del territorio di Crotone.

Durante il periodo bellico A? la��Italia il paese che offre i risultati piA? interessanti: il professore di etruscologia, Antonio Minto, pubblicA? uno studio sulla topografia di Populonia che costituA� uno dei primi esempi della��uso di materiale aerofotografico per la redazione di carte archeologiche. Il tenente John S. P. Bradford, usando aerofoto, riprese da lui stesso durante la guerra, identificA? numerosi abitati preistorici in Puglia, scoprA� ed individuA? un gran numero di tombe dei centri di Cerveteri e Tarquinia, mentre la��archeologo Ferdinando Castagnoli terminA? studi basilari sui resti della centuriazione, ricostruendo le divisioni agrarie di Luni, Lucca, Cosa, Cales, Alba Fucens, Nocera, Pompei, Nola, Alife, Aquino, Spello e i piani urbani dei principali centri antichi a pianta regolare; individuA?, inoltre, la Pyrgi etrusca. Egli, collaborA? con Giulio Schmiedt (responsabile della sezione di fotointerpretazione della��Istituto Geofisico Militare) alla realizzazione di schemi ricostruttivi della planimetria di molti centri greci della��Italia meridionale e della Sicilia. I due collaborarono anche al fondamentale studio su Norba, importante esempio metodologico di fotogrammetria finalizzata alla��uso archeologico.

Conseguenti sviluppi di queste pratiche si ebbero a partire dal termine della Seconda Guerra Mondiale, data laA�crescente disponibilitA� di materiale aerofotografico e grazie alle intuizioni e alle capacitA� di studiosi che portarono la��utilizzo della fotografia aerea, nella��indagine archeologica, ad un livello sempre piA? avanzato. Oramai, la��interesse era focalizzato, oltre che sulla��aspetto fotointerpretativo del documento fotografico, anche sulle modalitA� e tecniche della ripresa aerea e sulle rappresentazioni cartografiche del territorio, sia come cartografia di base (supporto indispensabile per la conoscenza e per la tutela)A�sia come fotogrammetria analizzata alla��uso archeologico.

Le fotografie aeree vennero successivamente raccolte in biblioteche specializzate, sia a livello regionale, sia in piA? grandi collezioni a livello nazionale. Ne A? un esempio la National Library of Air Photographs in Inghilterra che dispone di 0,75 milioni di stampe oblique specialistiche e di piA? di 3 milioni di fotografie di ricognizioni verticali che documentano un periodo che va dal 1940 al 1979. In Italia A? presente, dal 1958, l’Aerofototeca Nazionale, la struttura di raccolta e di studio del materiale aerofotografico relativo al territorio italiano,A�che ha acquisito nel corso degli anni un patrimonio di oltre 2 milioni di immagini, raccolto in diverse collezioni che vanno dalla fine della��Ottocento fino agli anni a��90 del Novecento.

Aquiloni, palloni aerostatici, velivoli con pilota, hanno dato il loro ampio contributo alla fotografia aerea archeologica. Adesso, sembra essere arrivato il tempo dei droni, strumenti che si stanno dimostrando, negli ultimi tempi, particolarmente utili per la ricognizione territoriale legata al rilievo, allo studio e alla tutela delle aree archeologiche.

“Negli ultimi 5-7 anni sono state sviluppate una serie di tecnologie che rendono i droni molto interessanti”, ha detto Austin Chad Hill, un archeologo ed esperto di questi velivoli alla University of Connecticut, che sta contribuendo alla ricerca della��archeologa Morag Kersel in Giordania, “si possono equipaggiare con magnetometri, barometri, GPS e tutti i tipi di telecamera. Possono fornire un’incredibile quantitA� di dati”. La��archeologo ha affermato che neanche la normale fotografia aerea A? altrettanto utile, poichA� il drone in volo riesce a catturare molti piA? dettagli portando, cosA�, notevoli vantaggi.

Austin Chad Hill alle prese con un drone. (Immagine presa da anthropology.uconn.edu)
Austin Chad Hill alle prese con un drone.
(Immagine presa da anthropology.uconn.edu)

Il costante crescendo del suo utilizzo, inoltre, sta incalzando lo sviluppo di software applicativi per la fotogrammetriaA�a livelli sempre piA? elevati per quanto riguarda risoluzione, precisione planimetrica e altimetrica.

Controllato da terra, questo velivolo, puA? registrare immagini ad alta risoluzione, sia in movimento sia stazionarie, trasmesse in tempo reale ad un visore o memorizzate. Una volta acquisite, le immagini vengono rettificate, interpretate e integrate con altri dati archeologici, per creare elaborazioni in 2D e 3D. A�Potendo scattare immagini geolocalizzate (Gps integrato) A? possibile avere una mappatura, della��area di studio, con una precisione centimetrica e modelli di rilievo tridimensionale, di cui si puA? disporre per una navigazione virtuale del sito archeologico, che offrono informazioni sulla distribuzione spaziale delle strutture e dei reperti della��area.

La funzione primaria di questo strumento A? di rendere realizzabili fotografie aeree a bassa quota, permettendo la��accesso aA�punti di vista non raggiungibili in altro modo e di realizzare in modo agevole fotografie zenitali, superando di gran lunga le possibilitA� offerte dalla��utilizzo dei metodi convenzionali, per quanto concerne prestazioni, costi e versatilitA� da��impiego.

La��archeologa Rita Paris, in collaborazione con la societA� ArcheoStudio, ha spiegato che A? stato possibile eseguire con il drone un rilievo sulle alte arcate della��acquedotto dei Quintili di Roma, per facilitarne i successivi lavori di restauro. a�?Senza di esso – ha affermato la Paris – non avremmo potuto eseguire un rilievo della sommitA� dell’acquedotto, se non montando dei ponteggi”, questo a conferma del fatto che l’utilizzo del drone riduce notevolmente sia i tempi che i costi di questo tipo di operazioni.

La crescita di questo strumento A? stata rapida, oltre che dal punto di vista tecnologico, dal punto di vista imprenditoriale. Negli ultimi due anni, si sono svolte iniziative, eventi e conferenze, in cui manager di aziende specializzate, sono intervenuti per presentare vari modelli di drone rivolti a tutti gli ambiti in cui, questo strumento, trova applicazione. Ed A? nella capitale italiana che si A? svolta, lo scorso anno, la prima edizione del a�?Roma Drone Expo&Showa�?, un vero e proprio luogo da��incontro e promozione, il primo grande evento in Italia dedicato agli Aeromobili a Pilotaggio Remoto, che ha visto questa��anno la seconda edizione.

roma drone
Roma Drone Expo&Show 2014 – Roma. stadio Berra. (Immagine presa da romadrone.it)

 

Da una parte alla��altra del pianeta, pare che gli archeologi si rivolgano alla moderna tecnologia del drone anche per difendere e monitorare siti in pericolo.

Luis Jaime Castillo, vice ministro della cultura del PerA? e docente di Archeologia presso la Pontificia UniversitA� Cattolica di Lima, dirige da anni le ricerche incentrate sulla civiltA� Moche (o Mochica) che fiorA�, nelle valli della zona settentrionale del PerA?, fra il 200 a.C. e il 1000 d.C. circa. Il dottor Castillo, negli ultimi anni, si A? avvalso della��impiego di droni per mappare, monitorare e salvaguardare gli antichi tesori del suo paese.

In molte zone del PerA?, la crescita costante della popolazione ha indotto le imprese di costruzioni, a edificare anche dove non si dovrebbe. Per far spazio a nuove abitazioni una di queste, ad esempio, A? stata capace di demolire una��antica piramide nei pressi di Lima. Per fronteggiare il problema, Castillo e il suo team, hanno attrezzato i droni con telecamere termiche, per individuare gli insediamenti sepolti sotto terra. Hanno creato le mappe del territorio per stabilire i confini di questi insediamenti entro cui proteggerli, iscrivendoli in pubblici registri, per prevenire la��evolversi di questa disastrosa situazione.

La loro, A? una corsa contro il tempo per proteggere il patrimonio archeologico del paese, che rischia di essere distrutto o sovrastato da costruzioni illegali.

Il PerA? ha circa 100.000 siti da��importanza archeologica, di questi, solo 2.500 circa sono stati mappati e solo 200 circa sono ufficialmente iscritti nei pubblici registri, questo a causa delle poche finanze e risorse umane disponibili. Ca��A?, indubbiamente, ancora molto da fare, ma sicuramente i droni stanno aiutando ad accelerare i lavori da��indagine, necessari, per preservare il patrimonio archeologico. Il dottor Castillo ha posto la��esempio di un gruppo di ricerca che ha trascorso due mesi, ad un costo di migliaia di dollari, per mappare l’area da��interesse utilizzando metodi convenzionali. Con un drone A? possibile ricoprire una superficie, simile, in meno di dieci minuti e caricate le fotografie negli appositi programmi per computer, si puA? avere una mappa il giorno seguente: “Con questa tecnologia, sono stato in grado di fare in pochi giorni quello che prima mi richiedeva anni”.

Nella Giordania meridionale, nel sito archeologico di Fifa, che ospita oltre 10.000 sepolture della��EtA� del Bronzo, ricche di vasellame, perle di corniola e bracciali di conchiglie, i droni servono a frenare il saccheggio dei siti storici da parte dei tombaroli, che continuano ad alimentare il mercato dei traffici di reperti antichi.

Morag Kersel, archeologa della DePaul University di Chicago, sarA� impegnata nei prossimi cinque anni a controllare questo genere di attivitA� lungo il Mar Morto, in Giordania.A�Attraverso le immagini dei droni sarA� possibile capire dove sono avvenuti i saccheggi, con quale frequenza e di conseguenza capire cosa A? andato perduto prima di poter iniziare a proteggere ciA? che resta.

L'archeologa Morag Kersel con il drone utilizzato per il monitoraggio dei siti archeologici in Giordania. (immagine presa da asorblog.org)
L’archeologa Morag Kersel con il drone utilizzato per il monitoraggio dei siti archeologici in Giordania.
(immagine presa da asorblog.org)

 

Torniamo in Italia e godiamoci le immagini presentate,A�a scopo promozionale, dalla Regione Lazio alla��Expo di Milano. Le riprese, fatte per mezzo di droni, ci mostrano molti dei tesori delle province del Lazio, una carrellata di luoghi incantevoli che lasciano senza fiato.

 

 

BIBLIOGRAFIA & FONTI

a�?Archeologia. Teoria a�� Metodi a�� Pratichea�? di Colin Renfrew e Paul Bahn, Zanichelli

a�?Manuale di fotografia aerea: uso archeologicoa�? di Fabio Piccarreta, L’Erma di Bretschneider

http://www.academia.edu/2063157/Fotografia_aerea_per_l_archeologia

http://www.atsenterprise.com/index.html

http://www.nationalgeographic.it/multimedia/2014/04/15/video/droni_l_archeologia_ha_uno_strumento_in_pi_per_combattere_il_saccheggio-2102000/1/

http://asorblog.org/2014/01/22/landscapes-of-the-dead/

http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2015/06/29/news/droni_mania-117132428/

http://www.nytimes.com/2014/08/14/arts/design/drones-are-used-to-patrol-endangered-archaeological-sites.html

http://www.iccd.beniculturali.it/index.php?it/98/aerofototeca-nazionale

http://www.romadrone.it/

http://www.academia.edu/1572209/Attivit%C3%A0_di_rilievo_fotogrammetrico_stereoscopico_nell_area_dell_anaktoron_di_Torre_di_Satriano_-_abstract_from_M.Osanna_V.Capozzoli_Lo_spazio_del_potere_II

50 sfumature di FACEBOOK

Nella��ormai lontano 1997 uno statunitense di nome a�?Ellisona�? lancia il primo social network sito SixDegrees.com, con la��obiettivo di creare delle relazioni fra persone.Dopo questo primo tentativo nel 2003, ancora una volta in America, nasce il termine a�?Social Networka�? grazie ad un nuovo social,Friendster. Nello stesso periodo nasce anche Myspace. Ecco che nel 2004 un ormai noto Mark Zuckerberg (con la��ausilio di alcuni colleghi di universitA� Andrew McCollum, Eduardo Saverin, Dustin Moskovitz, Chris Hughes) diede inizio a quello che oggi A? il social piA? utilizzato, Facebook, il social che ha cambiato il modo di comunicazione a partire dal linguaggio.

Facebook
Facebook

 

Postami, taggami, linkami,chattami, retweet, tweet, googlami, indicizzazione, selfie, whatsappami,spam e chi piA? ne ha, ne metta!: questi solo alcuni dei nuovi slang (ascoltare 2 ragazzini parlare al giorno di oggi viene il mal di testa!) Facebook, uno dei a�?continentia�? piA? popolosi visti i circa 1,4 miliardi di utenti attivi , Facebook, che da uno strumento A? diventata una nostra estensione (lo portiamo ovunque e comunque).

 

1304-PREVIEW

Ormai A? parte integrante della societA� stessa: basta fare una passeggiata ovunque e ascoltare i discorsi delle persone: Facebook A? entrato completamente nelle nostre vite!

Ecco alcune sfumature che mi vengono in mente pensando alla facebook mania dei giorni di oggi:

1 : guardo

2 : sono guardato

3- mi guardo

4- in base ai a�?Mi piacea�? valgo

5- Se ho tanti follower vuol dire che sono a�?fortea�?

6- selfiamoci in ogni posizione e in ogni postoa��fa crescere la��autostima (DI CHI?)

7- mi hanno riconosciuto/a..figo

8- vedo dunque sono

9- sono seguito quindi esisto

10- condivido ogni secondo della mia esistenza a partire da quando apro gli occhia��

11- Narcisista io? MacchA? (e intanto ci scappa un selfie condiviso immediatamente sul profilo con relativa citazione per attirare a�?mi piacea�?)

Andando avanti cosA� facile A? arrivare alle 50 sfumaturea��eppure oggi Facebook e tutto il mondo social network sovrappone la realtA� virtuale con la vita reale: non si parla piA?, non ci A�si telefona, ci si meraviglia se qualcuno non condivide la propria vita privata! Quante volte, me compresa, mentre si A? immersi nel fare qualcosa della vita reale viene in mente di aggiornare il proprio status? Si A? A�persa completamente la bellezza che contraddistingue il guardarsi mentre ci si confronta e il far trasparire le proprie emozioni tramite la mimica facciale, aumentando anche la possibilitA� di mentire e mantenere la relazione ad un livello piA? distaccato e freddo.

Selfiamoci!
Selfiamoci!

Stiamo vivendo in una realtA� sempre piA? individualista e narcisista in cui, paradossalmente, si A? sempre piA? soli. Dicotomico! Ea�� nato per creare relazioni tra persone, eppure si sta ottenendo la��effetto contrario.Tante altre cose andrebbero scritte: crea dipendenza,si perde completamente la propria privacy, si perde il contatto con la realtA�, ci si puA? inventare mille volte con nuove identitA�.

Restiamo umani!
Restiamo umani!

 

Compito di chi come me ha vissuto parte della sua vita (i miei primi 23 anni) A�al di fuori del mondo social A? quello di insegnare alle nuove generazioni la bellezza del contatto umano, di guardarsi negli occhi piA? che chattare, la bellezza di parlare e confrontarsi anzichA� taggarsi, la meraviglia di una foto ricordo che rimanga sotto il cuscino per ricordo con dedica sbiadita anzichA� farsi un selfie condivido con chiuque.

201406110122200

 

Sta a noi raccontare alle nuove generazioni che internet A? unA� mezzo favoloso, che con una velocitA� della luce da risposta ai nostri quesiti, che ci si mette a contatto con persone REALI che sono lontane in un secondo, il tempo di un clock, ma che A? sempre piA? bello passeggiare a piedi nudi sulla sabbia, che A? sempre piA? bello sfogliare le pagine di un libro con le pagine ingiallite, che A? sempre piA? interessante avere mille curiositA� e usare internet come uno strumento e non come un grande macrofago che ci mangia letteralmente vivi.

 

"La realtA� A? una illusione molto persistente." A. Einstein
“La realtA� A? una illusione molto persistente.”
A. Einstein

 

Concludo con una citazione di Paolo BianchiA�(Inchiostro antipatico, 2012) che faccio mia:
“Nell’immenso guazzabuglio di internet bisognerA� imparare a distinguere fra contenuti di qualitA� e le fregnacce. L’educazione consisterA� soprattutto in questo, nella capacitA� di selezionare. La conoscenza sarA� sempre meno un bene esclusivo o scarso, ma sarA� continuamente rinnovabile, come l’acqua e l’aria. ResterA� la nostalgia della carta, ma solo in chi l’avrA� conosciuta.”
Ilaria Fontanagruppo megalithic.it

ANTEQUERA, l’indio che dorme… circondato dai dolmen….

ANDALUSIA: Antequera, la montagna dell’Indio che dorme e i dolmen a tholos….(di I.Fontana-P.Ruggeri)indio anteguera2

A pochi chilometri da Antequera, , una tra le cittadine storiche più belle della Andalusia, a 878 metri sul livello del mare, si trova il Monte dell’Indio, conosciuto anche come Pena de los Enamorados (o Roccia degli innamorati).

foto indios anteguera El Indio de Antequera: così viene chiamato probabilmente per la sua morfologia che lo fa assomigliare ad una testa adagiata sulla terra di profilo con le tipiche forme di un indiano d’america. La leggenda narra che due innamorati (e principessa moresca lei, cristiano lui) per sfuggire alla cattura da parte dei soldati inviati dal padre di lei arrivarono in questi luoghi e per evitare di separarsi salirono sulla cima di questo erto rilievo da cui si sono gettati nel vuoto insieme, per rimanere uniti per l’eternità. L’atmosfera che si respira è indescrivibile: sembra quasi di disturbare con la propria presenza.

indio vicinissimoA tratti si notano addirittura le labbra, dopo un profilo perfetto. C’è magia in questo posto, c’è mistero, e il panorama da gran canion si stagliano nella memoria dei viandanti. E’ l’Indio de Antequera, in un sonno eterno e profondo che ci segue per tanti km e ci fa sentire al sicuro.

dolmen anteguera.jpg2 Proprio nella vallata che corre dalla città andalusa al massiccio leggendario sono stati trovati e sistemati recentemente ben tre reperti megalitici, dei dolmen che si differenziano tra loro pur rimanendo legati dalla struttura di tipo a tholos (o thoulus), oggi sono visitabili grazie all’edificazione di un complesso turistico archeologico universitario

(http://www.museosdeandalucia.es/culturaydeporte/museos/CADA/index.jsp?redirect=S2_3.jsp),

dolmen anteguera vicino.jpg2 i magnifici esempi di architettura preistorica costeggiano la carretera che corre da Cadiz verso Granada nella Sierra dell’andalucia.

Gli architetti megalitici avevano la capacità di realizzare complessi monumenti con i riferimenti astrali dei solstizi come in questo caso è stato accertato l’allineamento dell’ingresso dei dolmen con i raggi solari che attraversano ogni anno durante il solstizio di inverno i corridoi dell’entrata, tali orientamenti astrali narrano il significato dell’equilibrio tra le forze della terra ne suo sistema astronomico il sole attraversa questi monumenti come la luce rende fertili le terre concedendo i suoi frutti agli uomini che sanno fare tesoro della conoscenza..

Con la mente, inevitabile andare dalla nostra Circe, nel pieno del Circeo: diversa la sua storia……., uguale la magia che incanta occhi e anima

IL PONTE MEGALITICO DI FERENTINO

050

Ferentino, Ponte Sereno, dopo aver notato il ponte romano datato 260 dc, dalla strada provinciale che lo lambisce, ho trovato il modo di passare sulla strada che attraversa perpendicolarmente gli archi romani proprio alla loro base.054

La sorpresa A? stata grande in quanto proprio alla base del ponte romano esiste un basamento di massi megalitici in opera poligonali degni di questo nome.043

La struttura sprofonda nella terra e si erge compatta e perfetta nonostante ogni masso sia caratterizzato da molteplici figure poligonali irregolari.051

L’importanza di questa opera sta tutta nella sua funzione, un enigma che spero prima o poi qualche studioso si degnerA� di risolvere, in effetti tutte le descrizioni del manufatto si risolvono nell’attribuzione ai romani della parte superiore tralasciando alcune osservazioni sul basamento del ponte.047

Il ponte ha una funzione stradale di collegamento sull’arteria che da millenni A�collega le alture di Canterno e la zona di Fumone-Alatri, mentre al di sotto un altrettanto antica arteria collega la zona in pianura tra Tecchiena e Veroli.046

La sua principale particolaritA� A? che questo tipo di manufatto poligonali A? completamente diverso nella sua funzione rispetto a tutti gli altri dei paraggi, infatti non A? assolutamente collegato alla cinta muraria di alcuna cittadina, esso nonostante Ferentino disti qualche centinaio di metri non ne A? affatto collegato direttamente042

Stiamo parlando di un manufatto eccezionale sul quale non si rintracciano notizie oltre aA�quelle che riguardano A�il suo utilizzo in epoca romana, fin dal 260 d.c. ossia da quando ebbe funzione di strada.056

MaA�possiamo essere sicuri che fosse proprio quello l’utilizzo che se ne faceva precedentemente?

Per essere precisi, in effetti, nella nostra amata terra ciociara non rare sono le mura poligonali distaccate da centri civici ancora identificabili, esistono infatti diversi terrazzamenti megalitici anch’essi oscuri perchA� innalzati suA�colline senza alcun collegamento ad agglomerati urbani di alcun tipo, in quel caso (vedi mura di Falvaterra e in generale mura isolate sui monti ernici o sui monti a confine con il molise)A�si A? ricorrentemente parlato di luoghi sacri, o avamposti difensivi.

http://www.paesionline.it/lazio/falvaterra/foto_dettaglio.asp?filename=66526_mura_poligonali_falvaterra
http://www.paesionline.it/lazio/falvaterra/foto_dettaglio.asp?filename=66526_mura_poligonali_falvaterra

Nel caso del basamento poligonaleA�del ponte SerenoA�esso non serviva a compattarsi con altri muri nella realizzazione di recinti di difesa e delimitazioni di citta-stato, esso non formava dimora o abitazione per guarnigioni o regnanti, ed allora a cosa servA�?

Nell’oscuritA� di tali argomenti l’archeologia deve esaminare i resti e gli oggetti di cui si parla ci raccontano la solita supremazia architettonica dei costruttori di mura, gli stessi che in altre parti del mondo per portare acqua riuscivano a costruire impianti di scesa idrici incredibili come a machu picchu o l’emissario di Albano per restare piA? vicini, un opera riutilizzata dai romani che ancora oggi A? poco conosciuta dai locali ma di fama mondiale.emissario di albano

Insomma alla fine chissA� per quale motivo la mente A? accorsa a chissA� quale diavoleria antichissima fino adA�ipotizzare…magariA�un collegamento necessario al rifornimento dell’acqua, dalla zona di canterno, alla cittA� di Ferentino?.

http://www.romasotterranea.it/emissariodellagodinemi.html
http://www.romasotterranea.it/emissariodellagodinemi.html

La rete idrica della ciociaria era inserita negli impianti che garantivano finanche a Roma la vita,….. mi A? capitato di parlare con anziani operai degli acquedotti della zona frusinate i quali mi garantivano che in molte zone gli impianti attuali si servono delle stesse tracce lasciate millenni prima da chissA� quale civiltA� ab origine,…naturalmente del tutto impossibile un riscontro,A�mappare una rete cancellata dai secoli dalle guerre e l’abbandono——.

http://www.artvalue.com/default.aspx?ID=23&ARTISTE_ID=60688&MAISONS_VENTE=644&C_C_22=O&lang=ENG&NB_COL=0&PRICEDEV=1&ORDRE=5&cp_checked=
http://www.artvalue.com/default.aspx?ID=23&ARTISTE_ID=60688&MAISONS_VENTE=644&C_C_22=O&lang=ENG&NB_COL=0&PRICEDEV=1&ORDRE=5&cp_checked=

Ne riparleremo intanto eccovi alcune immagini buona scoperta!

https://speleology.wordpress.com/tag/emissario-albano/
https://speleology.wordpress.com/tag/emissario-albano/

 

Passeggiata al centro storico di FROSINONE tra storia e leggenda.

Dopo 2 anni dall’ultima volta, l’Associazione Ci vediamo in provincia ripropone la passeggiata tra i vicoli del centro storico della nostra cittA� tra storia e leggenda in una versione aggiornata, con diversi ospiti in data 18 luglio a partire dalle 21.00.

10150689_568856506590375_2742870793385100965_n


Per spiegare meglio al curioso visitatore di cosa si tratti non resta che attivare, come in una ricerca al computer, un moderno zoom, ponendo la��obiettivo sulla monumentale opera in questione, per descrivere in un solo respiro il segreto che avvolge il centro storico di Frosinone e la maestosa sede della��odierna prefettura. ( –http://www.luoghimisteriosi.it/lazio/Frosinone/frosinone.html)

Il PROGRAMMA provvisorio dellaA�PASSEGGIATA AL CENTRO CON L’ASSOCIAZIONE CI VEDIAMO IN PROVINCIA- WWW.MEGALITHIC.IT– I PREDATORI DELLA CIOCIARIA PERDUTA A? il seguente:

– alle ore 21 appuntamento in Piazza della liberta (sacrario monumentale di Nicola Ricciotti) per la partenza del tour del centro storico
– il tour prevede un percorso di poco piA? di un kilometro da fare a piedi per una durata di poco piA? di un ora
– durante la passeggiata ripercorreremo diversi periodi storici frusinati dall’era preromana, all’era moderna
– saranno presenti ospiti come Massimiliano Mancini, e tutto lo staff del sito Megalithic.it
– alla fine del tour verranno consegnati ai vincitori di un piccolo quiz alcuni fumetti e spillette per promuovere il progetto dei ” I Predatori della ciociaria perduta”

In caso di massiccia presenza di persone ( > 20 ) aderenti, il percorso verrA� effettuato per due volte quindi prima partenza alle ore 21, seconda partenza ore 22.30


E’ possibile effettuare prima della prima partenza del tour e dopo la fine del 2A� tour un aperitivo in un locale del centro storico per conoscere meglio i protagonisti del tour ognuno a sue spese e senza ricavo per gli organizzatori .
L’adesione A? gratuita

CONTATTI:

per qualsiasi info 3498608857

mail : “civediamoinprovincia@gmail.com”

 

STAFF Comunicazone

Ass. Ci vediamo in provincia

Robert Bauval for www.Megalithic.it

257 271 274

 

 

 

 

 

Ad Alatri, oggi, nel solstizio d’estate (del 21/06/2015), abbiamo incontrato Robert Bauval grazie al nostro amico Ornello Tofani,dopo le presentazioni dovute, abbiamo chiesto a Robert Bouvall e Ornello Tofani di salutare i nostri amici e gli abbiamo regalato una copia del nostro fumetto dei Piccoli Predatori diA�Tecchiena 😀

277..ci vediamo anche con Paola Rolletta e Ilenia Lungo su MEGALITHIC.IT

 

 

Buona visione

#patriziopoli: e la storia continua!

patriziopoli3

 

Siamo in una provincia che non ha nulla da invidiare ai fumetti, come una novella Gotham city , tutto il potere degli enti istituzionali frusinati A? controllato attraverso la spietata logica del monopoli, ma come nel piA? famoso gioco capitalista del mondo, esistono gli imprevisti e le probabilitA�, sono gli appuntamenti che ogni giocatore vorrebbe evitare, ma prima o poi ci si deve passare, nel caso reale si passa dal via con le indagini e le accuse A�della magistratura e A�degli inquirenti.

Proprio dalla��indagine appena conclusa con ben 19 indagati emergono i particolari dei comportamenti penalmente rilevanti dei protagonisti del giro di corruzione ciociara per le concessioni di autorizzazioni ambientali integrate ad aziende che operano nel settore ambiente e rifiuti.

In primis dopo aver giA� ampiamente spiegato che la��ex commissario provinciale adoperava la propria carica per spostare a piacimento i suoi tecnici rimpiazzando quelli che non poteva controllare direttamente, va ribadito al sopito popolo ciociaro che il potere politico di controllo sulla materia ambientale provinciale non rispondeva affatto ai principi della��ecologia e della sostenibilitA�, perchA� in barba ai comizi e alle comparsate televisive in cui si professava la��attaccamento ai temi del risanamento della valle del sacco e alla��attenzione al tema della��ambiente, in realtA� negli uffici si pensava a concedere permessi senza il minimo rispetto dei procedimenti amministrativi ed alle norme di legge, al solo scopo di continuare a rovinare la nostra splendida e rigogliosa natura.

Un metodo scientifico collaudato secondo gli investigatori della guardia forestale, quello che permetteva al sindaco di Settefrati di bypassare ogni problema di controllo al depuratore, del resto sarebbero stati utili solo a bloccare i festeggiamenti in occasione della madonna di canneto, e la��intero comune ne avrebbe potuto risentire, per questo solo dopo un giorno dalla richiesta venne accordata nuova autorizzazione anche se in via provvisoria (come quella dell’anno passato)A�senza mai aver ottemperato agli obblighi di legge in materia .

Ancor piA? grave la questione che ruota intorno allo scarico n.38 della��ASI di Ceccano ancha��esso concesso senza la V.I.A. richiesta per legge, che invece di essere oggetto di una formale diffida fu lasciato in funzione come se nulla ostasse, sembra rientrare negli atti della procura anche il caso di Ferentino e la��impianto di compostaggio della Rodesco rimasto fermo al palo sempre perchA� non era nella cerchia degli amici giusti.

Cari amici i personaggi della��indagine erano tutti importanti pedine di un unico disegno criminale in danno ai cittadini e soprattutto alla��ambiente della provincia, tecnici che invece di controllare la��impatto ambientale pensavano ad avallare raccomandazioni e sottostavano al potere della��unico vero indiscusso signore del sistema, #patriziopoli appunto, ossia la��agglomerato urbano provinciale in cui a capo ca��era un uomo solo, lo stesso che da vicedirettore della��ASI si preoccupava di far lavorare a�?amicia�? nella valle del sacco, che controllava dalla provincia come procedevano gli affari, e che grazie ai voti aspirava al definitivo controllo politico della zona, ecco come si vince a monopoli a Frosinone.

2015-06-11 12.46.22
www.megalithic.it
2015-06-11 12.45.30
www.megalithic.it

 

Articolo rassegna stampa 10/6/2015 – Ciociaria Oggi

 

2015-06-11 12.43.43
www.megalithic.it

Articolo da rassegna stampa 10/6/2015 – Ciociaria Oggi

DottorA�Paolo Ruggeri

 

#a�ZPATRIZIOPOLIa��: scandalo ASI

La nuova indagine sul rilascio delle Autorizzazioni Integrate Ambientali, della provincia di Frosinone alle aziende controllate ricadenti nel consorzio industriale dell’ASI di Frosinone.La guardia forestale ha compiuto un indagine lunga piA? di un anno partita dopo un esposto, la vicenda intricata ruota attorno all’ex commissario provinciale il quale avrebbe tirato su un vero e proprio sistema basato sullo scambio di favori alle aziende con la compiacenza dei dirigenti della provincia e dell’ASI,in cambio di assunzioni, ben 4 persone. Lo scandaloso stato di inquinamento della valle del sacco trova nuovi spunti di discussione, proprio nel territorio piA? devastato del centro italia ancora dirigenti e politici corrotti che sguazzano nei liquami, trovare qualcuno da salvare diventa sempre piA? difficile, la situazione sotto gli occhi di tutti continua ad aggravarsi. Nell’indagine finisce lo scarico dell’ASI di Ceccano e tutta una serie di tecnici che in cambio di favori chiudevano tutti e due gli occhi. La triste vicenda rappresenta un duro colpo al tranquillo podere ciociaro, ma c’A? da pensare che politicamente il blob del mostro nato tra le ceneri della destra e la sinistra siano ancora capaci di mettere nuovamente tutto a tacere, basta leggere l’articolo e vedere che la vicenda tocca tutti i politici della nostra zona compresi gli avvocati che difenderanno gli indagati.A�

11113902_10207065879835060_7479776217975293859_n

 

Paolo Ruggeri

 

PREMIATI I PICCOLI PREDATORI PRESSO L’ISTITUTO COMPRENSIVO EGNAZIO DANTI

I Piccoli Predatori si salutano dopo un lavoro di circa 6 mesi, il progetto : Piccoli predatori della Ciociaria perduta,  è giunto al suo culmine durante la premiazione e la consegna dei premi ai partecipanti durante la mattinata del 6 giugno scorso presso l’istituto comprensivo Egnazio Danti di Tecchiena.

L’idea di fondo del gruppo megalithic.it e dei Predatori della Ciociaria perduta (Associazione “Ci vediamo in provinciaa”) era quello di avvicinare gli alunni delle classi medie ed elementari ai temi cari della tutela della tradizione culturale e paesaggistica della verdissima Tecchienaa: l’ideatore del Progetto Dottor Paolo Ruggeri ha descritto il progetto, un percorso didattico che si A? sviluppato attraverso 4 appuntamenti in classe condotti dal promotore, affiancato rispettivamente dallo scrittore di saggi sui popoli italici, Dottor Massimiliano Mancini, per parlare dei Volsci; dalla giovane studentessa di archeologia Ilenia Lungo, per spiegare i primi passi dell’archeologia moderna, infine dal fumettista Stefano Spaziani, per creare il fumetto dedicato alle legende e la storia di Tecchiena.

I piccoli predatori di Tecchiena figurano oggi in un video e un fumetto dedicati su internet all’interno del sito www.megalithic.it in una pagina a loro disposizione in cui confluiranno tutti i dati del lavoro condiviso al servizio della cittadinanza e dei turisti, i loro racconti hanno contribuito a descrivere in veste digitale il territorio del Castello di Tecchiena e delle zone limitrofe, passando tra storia e racconti popolarità.

In particolare nel racconto virtuale gli alunni delle elementari spiegano il Castello-grangia e la storia della cittadina, mentre i ragazzi delle medie narrano delle storie e delle leggende che avvolgono le montagne limitrofe alla certosa di Trisulti nella riscoperta del fenomeno del brigantaggio.

L’operazione di riscoperta del proprio territorio continuerà attraverso giochi e quiz che verranno pubblicati nella rubrica del sito, nato per la riscoperta del patrimonio della provincia di Frosinone, da oggi a disposizione dei più piccoli.

Nel ringraziare tutto il corpo docente e il Dirigente scolastico Dott.ssa Carrubba Raffaella per la partecipazione e lo sponsor ufficiale del progetto è La centrale del latte del frusinate, i Predatori hanno dato appuntamento ad una nuova bellissima avventura, che nel prossimo anno scolastico vedrà partecipare altri bambini che amano il loro territorio.

UFFICIO STAMPA11390008_561706447305381_4603626287947219112_n