Il castello di Tecchiena ed i briganti, con i piccoli predatori della scuola E.Danti

Il lavoro svolto dal gruppo della redazione di megalithic riassunto in un video che racconta il progetto “i Piccoli Predatori della Ciociaria perduta di Tecchiena”.

Più di cento alunni dell’Istituto E.Danti coinvolti in un progetto per la valorizzazione e la tutela del patrimonio culturale e paesaggistico territoriale, la lotta alla conoscenza delle storie e della sopravvivenza delle leggende dei luoghi in cui viviamo.

Un vero e proprio viaggio nelle tecniche di realizzazione di racconti, fumetti e video, con l’obiettivo di recuperare la conoscenza dei luoghi più simbolici di un luogo, un Comune della ciociaria che viene immortalato attraverso immagini e cultura, racconti storici e leggende dei ragazzi che vi trascorrono la propria vita scolastica.

L’idea è quella di educare al rispetto del territorio e la valorizzazione di quanto offre all’umanità, la cultura e le storie narrate attraverso i principi di scienza archeologica, letteratura storica, sostenibilità ed ecologia, intrattenimento e approfondimento su temi che caratterizzano la ciociaria e che ne fanno un luogo da raccontare.

Si ringraziano:

tutti i partecipanti alunni e corpo docente;

lo sponsor ufficiale :”CENTRALE DEL LATTE DEL FRUSINATE”.crltfr

-la redazione di megalithic vi augura buona visione-

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(Developed by: Paolo Ruggeri-ideatore / Stefano Spaziani-fumettista / Ilenia Lungo-archeologa / Massimiliano Mancini-scrittore storicoA�/ Stefano Alunno Mancini-montaggio / Ilaria Fontana-resp. pubbliche relazioni )

VOTO DI SCAMBIO: ne parla il Dott. Elvio Di Cesare, Segretario dell’Associazione Caponnetto

Avremmo potuto fare una sintesi di ciò che è stato espresso dal Dott. Elvio De cesare durante il Convegno tenutosi a Frosinone sul Voto di Scambio, ma avremmo rischiato di lasciare indietro concetti imperdibili. Preferiamo riportare tutto, alla fine capirete il perchè.

“La Caponnetto è un’Associazione di frontiera che ha una sua autenticità, una sua specificità che è quella classica di un presidio forte di legalità che non si esaurisce nella retorica, nelle parole, ma che va a scavare a fondo quelli che sono i germi, la genesi delle Mafie in Italia. Questo è l’aspetto del quale andare orgogliosi e che la diversifica rispetto a tanti altri perchè la pone come un’avanguardia che opera a stretto contatto con le Forze di Polizia e soprattutto con la Magistratura Inquirente. Uno dei problemi impellenti da affrontare, problema di cui si sta parlando da diverso tempo ai livelli massimi, anche con il Procuratore Pignatone,  quello delle Co-Deroghe che dovrebbero essere concesse dalle Procure Generali, dalle Direzioni distrettuali antimafia alle Procure Ordinarie. Questo perchè, se sui territori non ci sono presidi giudiziari che seguono le vicende del posto, non si può pretendere che tutto il lavoro di una Regione venga accollato sulle spalle dei Magistrati del DDA (Direzione Distrettuale Antimafia). Le Procure Ordinarie dovrebbero essere delegate a fare indagini anche per i reati associativi (es 416 bis) affinchè si stimolino le forze pubbliche locali, i questori, i comandanti dei carabinieri, la Guardia di Finanza, il Corpo Forestale dello Stato a investigare anche in questo campo. Manca quell’input , quello stimolo ad indagare proprio perchè non esistono le deleghe.

Altro discorso molto importante da affrontare, nel basso Lazio, è che i Casalesi definiscono Latina e Frosinone Provincie di Casale.

Non si può tollerare che i Prefetti che dovrebbero avere una funzione di prevenzione controllo omettano di eseguire queste mansioni. Le operazioni antimafia non si fanno, o se si fanno, sono ancora molto poche. Allora altra battaglia indispensabile della Caponnetto è quella di premere sui Prefetti, far sentire loro il fiato sul collo perchè facciano attività di prevenzione. Attenzione, i Prefetti hanno un potere immenso superiore a quello del Magistrato, perchè il Magistrato può intervenire solamente quando il reato è stato compiuto (quando i buoi sono scappati dalle stalle), mentre il Prefetto deve, per legge, intervenire prima. Questo nel Lazio non si fa! Chi vi parla si è trovato fortemente a polemizzare con alcuni Prefetti di Roma come Achille Serra su una vicenda che riguardava il Litorale Romano, Ardea, dove si erano individuate alcune presenze ed attività molto inquietanti. La Caponnetto riuscì a far nominare la Commissione di accesso al Comune di Ardea che però riportò zero risultati, in quanto il Prefetto asserì che effettivamente si erano riscontrati elementi di disamministrazione, ma non c’erano elementi che potevano ricondurre a collegamenti con la Mafia!

Arriviamo ad oggi con l’attuale Prefetto Pecoraro, che tra pochi giorni finisce il suo mandato, il quale ha affermato come Roma fosse la città più sicura, che a Roma non esistesse Mafia, quando invece, se si leggono le relazioni della Direzione Nazionale Antimafia, della Procura generale della Corte d’appello, Roma da sempre è stato il crocevia di tutto il malaffare italiano e di tutte le organizzazioni criminali del mondo, non solo quelle italiane.

Parliamo di voto di scambio: il problema è tutto politico! Nei nostri incontri, ma ancor più nelle attività quotidiane che facciamo, le ricerche, gli intrecci, le indagini, ritroviamo sempre la mano della politica dietro le orchestrazioni criminali. Storicamente la politica che alimenta. Chiunque vada a leggere le origini della Mafia intuisce, anzi si rende conto subito, che la Mafia A? nata al servizio dei grandi gruppi affaristici, di malaffare, delinquenziali, dei quali si serve di volta in volta. Molte volte agisce con violenza, altre volte in maniera sommersa, come sta capitando oggigiorno, in virtù della sua grande capacità di mutazione che l’ha portata a subissarsi, dal momento che ormai possiamo ritrovarla anche ai livelli più alti della politica delle Istituzioni. Una ricerca contro la mafia non si fa con le chiacchiere, ricordando con tutto il rispetto di Falcone e Borsellino ,a�? la��antimafia si fa facendo gli a�?zappatoria�?a�? , come mi disse un colonnello dei carabinieri in uno scambio di vedute delicate sul basso Lazio. Gli a�?zappatoria�? sono coloro i quali ci danno precise notizie sul fatto : nomi, cognomi. Non servono analisi sociologiche costose. Il Magistrato ha bisogno di elementi concreti non A�di A�belle analisi, come fanno i tanti parolai di una��antimafia fasulla che opera solamente per prendere allo Stato soldi, uno Stato che peraltro A? bifronte, da una parte decide di combattereA� contro la Mafia e che dalla��altra la favorisce. E qui si ritorna al discorso politico, perchA� il discorso della Mafia e della��antimafia A? un discorso politico. Ci si chiede a�?dietro Mafia Capitale chi ci sta?a�? , dietro la a�?Formia connectiona�?, inchiesta di questo territorio, del Lazio, una delle poche A�fatte fino ad oggi, chi ca��A?? A�A�Oggi, con la venuta del Procuratore Capo Pignatone e della��Aggiunto Prestipino Giarritta, si sta cominciando ad incidere seriamente; molti settori politici cominciano a sentire un pochino brutta aria, perchA� finisce quel clima di impunitA� che ha portato agli scandali di Fondi, dove perA? si A? volato molto basso. Si sono andati a prendere i a�?quaquaraquA�a�?, non si A? andato a toccare quella che A? la mafia alta, quella dei colletti bianchi, quella che si nasconde ed A? presente abbondantemente nella Provincia di Frosinone.A� Non bisogna mai dimenticare che Frosinone, a parte la lunga presenza di Licio Gelli, A? la provincia dove sono nati i primi circoli in Italia di Della��Utri e dove ca��A? una mafia molto sottile, di grossi investimenti, nel commercio, nel gioco, nei traffici illeciti di sostanze stupefacenti.

Addentriamoci anche nelle a�?assenzea�?, perchA? ci serviranno come elementi di riflessione e spunto per capire molte situazioni.A� A�A volte A? necessario andare a naso, non occorre andare solo sui computer o sui cantieri ad annotare i nomi dei costruttori, che tramite i a�?prestanomia�? o a�?le visure cameralia�? risultano essere tutta gente pulita;A� bisogna risalire alle vere identitA� dietro ogni operazione. Le assenze, consideriamo ad esempio tutti gli inviti diramati ai Sindaci della provincia, nessuno A? intervenuto tranne il Sindaco di Pastena. Questo A? giA� capitato in altre occasioni, non ci si deve meravigliare. A�Questo conferma ciA? che diciamo e che sappiamo tutti; lo sanno le forze della��Ordine come lo sanno i Magistrati. La Mafia A? lA�, nella Amministrazioni pubbliche e nelle Istituzioni. LA� A? la vera Mafia, attraverso il a�?voto di scambioa�?. Anche nelle indagini, affiancando gli ufficiali ed i Magistrati con cui veniamo in contatto per esser loro di supporto , di collaborazione abbiamo capito che occorre alzare il livello della questione. Alcuni Magistrati calabresi e siciliani ci hanno chiaramente detto: ma voi pensate che non si A? in grado di prendere un Riina, praticamente un analfabeta? A�A�Il problema sono le a�?protezionia�?. Dietro questa gente ca��A? altra gente, ma molto molto piA? in alto. La lotta alla Mafia non si fa a Frosinone , si fa a Roma, si fa nella Capitale, si fa nei centri vitali dello Stato, dove si decide chi deve essereA� il Comandante Generale, chi deve essere Procuratore Generale e dove si fanno le leggi per poi non essere applicate. Questa A? la mafia vera, che deve ripagare per i soldi che dA� soprattutto per i voti. Carmine Schiavone, poco prima di morire, in maniera molto strana tra la��altro, A�disse a�?Noi eravamo Sistema, noi eravamo lo Stato perchA� con i nostri 140/160 mila voti che controllavamo nella provincia di Napoli e Caserta ci permettevamo di decidere chi doveva essere il Sindaco, chi doveva essere la��Assessore, chi doveva essere Consigliere. Questa A? la situazione! Allora questo A? il quadro di cui dobbiamo prendere atto, altrimenti corriamo dietro le favole.

Ci sono altresA� anche politici che si salvano , che portano avanti con coerenza ed onestA� intellettuale le battaglie per la giustizia e della legalitA� .

Il voto di scambio A? un tema forte, A�argomento provocatorio che si A? scelto insieme alla��Associazione a�?Ci vediamo in Provinciaa�?A� A�proprio per gettare una bomba.

Concludo con una raccomandazione: noi troviamo molta difficoltA� ad entrare, perchA� in certi ambienti, in certi territori ca��A? nei nostri confronti una sorta di paura. Ci additano come a�? quelli che fanno le indagini, che denunciano, che A�fanno la a�?spiaa�? A�ai Magistrati, alla DIA (Direzione Investigativa Antimafia). Noi abbiamo riscontrato molta difficoltA� ad entrare in provincia di Frosinone, di Roma, non parliamo della provincia di Viterbo dove, come qui, ca��A? una forte presenza massonica oltre che mafiosa. Noi chiediamo a tutti di fare una forte associazione perchA� localmente la situazione A? brutta, A? molto piA? grave di quella di cui ha parlato la��Osservatorio regionale della Regione Lazio che ha individuato 88 clan in provincia. Noi per la veritA� siamo molto molto al di sopra; ricordiamo che gli 88 clan sono la mafia bassa , non comprendono la mafia alta. La Regione Lazio si riferisce ai clan del terzo livello, alla mafia che spara. Oggi la mafia non agisce piA? cosA�. La Mafia vera compra, investe corrompe, si fa votare e la politica la sostiene!”.

Segretaria dell’Associazione Ci Vediamo in provincia

Paola Indigeno

In ricordo di Mario Piccolino.

Non A? facile accettare notizie del genere, senza farsi toccare nell’animo. Che Stato puA? ritenersi tale, se non protegge coloro che denunciano il malaffare e che fanno della legalitA� la battaglia della propria vita? Che Stato A� uno Stato che lascia uccidere chi parla e collabora per una pulizia di omertA�? Che Stato A� uno Stato che ti lascia solo davanti la morte? A� uno Stato complice! A� uno stato che ha le stesse responsabilitA� di chi quel crimine ha compiuto. Non c’A? prefetto che tenga. Non c’A� Questore che protegga. A� un sistema fallato e marcio.

Onore ad eroi moderni.

Onore all’AVV. MARIO PICCOLINO, barbaramente ucciso a Formia perchA� probabilmente sapeva troppo! Onore ad un cittadino, semplice cittadino, che scriveva e denunciava il malaffare e la camorra. Freddato da un colpo in fronte. Muore cosA� l’Avvocato-blogger. Pignatone, Procuratore di Roma, ha l’arduo compito di fare luce su questo caso dal modus tipico camorristico.

A noi non ci rimane che indignarci e reagire denunciando il malaffare, senza paura e prima o poi questo fenomeno, sparirA�.

 

 

mario-piccolino
Avv. Mario Piccolino. Grazie , eroe moderno.

 

 

il 6 giugno presso la palestra dell’istituto E.Danti di tecchiena festa dei piccoli predatori della ciociaria perduta

Il 6 Giugno 2015 presso l’istituto E.Danti di Tecchiena, festa finale del progetto i piccoli predatori della ciociaria perduta con tutti i priotagonisti degli incontri :

Paolo ruggeri-(ideatore/ricercatore storico)

Ilenia Lungo (archeologa)

Stefano Spaziani (fumettista)

Massimiliano Mancini (scrittore/storico)

Ilaria Fontana (resp. ass. ci vediamo in provincia)

I protagonisti del progetto (gli alunni delle classi elementari e medie dell’istituto) riceverannoA�dai rappresentanti dello sponsor ufficialeA�in premio i prodotti della “CENTRALE DEL LATTE DEL FRUSINATE”

il programma prevede la visione di un video, la consegna di un fumetto dedicato al territorio, ed un tour narrato dai ragazzi dell’istituto che rimarrA� pubblicato sul nostro sito .

 

“Il bel promontorio”

Il Circeo, un bel promontorio come tanti altri, si potrebbe pensare, che si protende su di un A�mare dalle acque cerulee, con una rigogliosa flora ed incantevoli scorci panoramici. La classica meta estiva ambita dai turisti di ogni dove.

Ma ca��A? qualcosa di piA? in questo luogo, qualcosa che lo rende speciale: A? la��atmosfera che si respira, quasi magica, osservandolo da lontano o addentrandosi nei suoi sentieri.

La stessa atmosfera che ha ispirato gli animi di poeti, scrittori e viaggiatori di ogni tempo, durante la sua esistenza millenaria.

In attesa della��uscita di un articolo sul Circeo, raccontato dalla penna audace, della��autore Evelino Leonardi, ci lasciamo trasportare dalle parole di personaggi piA? o meno vicini tra loro nel tempo, che sono stati capaci di descrivere, in maniera emblematica, questo promontorio ricco di fascino, in cui, storia, mito e leggenda si intrecciano, da sempre, in maniera indissolubile.

"Latium nunc Campagna di Roma" - 1595 - Gerhard Mercator (o Mercatore)
“Latium nunc Campagna di Roma” – 1595 – Gerhard Mercator (o Mercatore)

Un luogo, da qualcuno definito “l’olimpo da��Italiaa�? e da qualcun altroA�a�?il Machu Picchu del Tirrenoa�?, capace di destare meraviglia come pochi altri sanno fare a��

a�� lo sa bene il professor Tommaso Lanzuisi, nativo del posto, che ci da una descrizione mirabile di come appare questo lembo di terra, visto dalle zone ad esso prospicienti:

Il Circeo visto dalla spiaggia di Latina
Il Circeo visto dalla spiaggia di Latina

a�?Il Circeo A? come un baluardo sul mar Tirreno e domina uno dei paesaggi piA? vasti e piA? incantevoli da��Italia. Da Anzio o dai colli Albani, esso appare sulla��orizzonte come una gigantesca figura di uomo dormiente, la testa a ovest (vetta di Circe) e il corpo allungato verso est. La visone si fa piA? netta man mano che avanziamo nella pianura. Sembra veramente la��Atlante-Posidone, che Evelino Leonardi credette di aver scoperto nel profilo del monte. Altro A? la��aspetto da oriente. Da Gaeta, Sperlonga, Terracina, il Circeo A? la��isola Eea che gli antichi navigatori videro emergere dalle acque, sulla quale dominava la Maga trasmutatrice di uomini. Dal mare e dalla scogliera del versante meridionale la vetta di Circe somiglia a un uccello da preda con le ali semiaperte, quasi in atto di spiccare il volo: A? il Picco della Sparviera di V. BA�rard. E altra A? la visione dai monti della��interno. Dalla Rotonaria, negli Antiappennini, a quasi duemila metri di altezza, il Promontorio spicca laggiA?, tra i vapori azzurrini del mare, attraverso la valle della��Amaseno; ed A? la��invito, il richiamo del mare e della pianura ai pastori dei montia�? a��

a�� lo sapeva bene il viaggiatore e scrittore romantico Ferdinand Gregorovius, giunto in Italia (meta privilegiata del famoso a�?gran toura�?) nel 1852, che partendo da Terracina descrisse il suo viaggio verso quella che era la��antica isola Eea:

Il Circeo visto dal Tempio di Giove Anxur
Il Circeo visto dal Tempio di Giove Anxur

a�?Da Terracina , dove passai la Pasqua, volli andare sul Capo del Circeo, anche solo per una fuggevole visita. Dista tre ore da questa cittA�, sebbene la limpidezza della��aria lasci credere che sia piA? vicina. La stupenda forma del promontorio sembra essere sospesa sulla lunga duna come su di un nastro e lascia dappertutto libero un orlo di spiaggia, A�sul quale si puA? camminare come sopra un tappeto di velluto …

… salii sulla barca per raggiungere il Circeo … Erano le quattro del mattino quando salpammo. La luna brillava nel cielo verso est e spandeva ancora, lottando con il grigio della notte, un esteso chiarore dorato sul mare lievemente mosso A�… il Capo Circeo era ancora avvolto da un velo, dal quale fuoriusciva solo la��alta sua vetta.

Solo chi ha viaggiato sul mare, tra il calar della luna e il nascere del sole, puA? dire di aver visto il a�?mattino divinoa�?, questo consapevole divenire di un nuovo giorno della vita. Il respiro del mare che sale dalla��infinito ondeggiante elemento, ha in se il fremito primordiale della creazione. PerchA� il mare risveglia in noi, anche solo nel guardarlo in lontananza, o solo ascoltando la��infrangersi delle onde con il loro ritmico pulsare sulla spiaggia, un cosA� profondo struggimento, che neanche il piA? elevato paesaggio alpino sa suscitare? Forse perchA� questo piccolo nostro a�?ioa�?, le sue piccole necessitA�, la coscienza della natura, destata per un attimo, si trovano in immediato contatto con la��infinito e la��eterno, con ciA? che non ha storia e tempo, non ha confine e forma …

… sempre piA? chiaramente si delineava lo scuro promontorio, il suo bianco paese e la grigia torre ai suoi piedi, sul mare …

Da tempi antichi fu indicato in questo bel promontorio il luogo delle favole di Circe, dato che con la sua forma quasi insulare e i suoi fitti boschi, i suoi odorosi declivi, le sue grotte di stalattiti sul mare, dava la��idea di essere un ambiente adatto a far nascere una favola magica di antichi navigatori.

Il monte Circeo nei tempi preistorici era evidentemente una��isola, come oggi le vicine isole di Ponza, e come un tempo lo era anche il monte Soratte. Certamente molto prima dei tempi della��Odissea, gradatamente questa isola si unA� alla terra e divenne un Capo. Gli antichi geografi riportano che su di essa si trovava una cittA� con il tempio di Circe e con un altare a Minerva, dova��era conservata la coppa di Circe in cui Ulisse aveva bevuto …

… il sole si A? alzato dietro le montagne di Gaeta e la luna A? scomparsa. Il Capo si trova ora illuminato davanti a noi. Il sole del mattino illumina con una luce quasi sobria tanto che quella��alone magico sembra sparire …

Come appare piena di magia la vista del Capo Circeo quando lo si osserva da Astura, dalle montagne latine o dei Volsci o anche da Terracina stessa!

Ora che lo vedevo davanti a me, dai colori grigi e verdi, la montagna somigliava a molte altre; la forma insulare che assumeva in lontananza scompariva, e lo vedevo scendere verso la palude pontina con una larga striscia di terra. Le belle forme sparivano; il Capo era coperto da fitti boschi fino alla cima, mentre visto da lontano sembrava essere formato da nude pareti rocciose, che brillavano di riflessi di luce …

a�� camminai ai piedi del Capo, la cui intera forma avevo davanti ai miei occhi. Ea�� una possente piramide la cui alta punta, alla sua estremitA�, A? indirizzata verso ovest. Quasi fino alla cima, la montagna A? coperta da querce e cespugli tra i quali, talvolta spuntano acute rocce rossastre … Nelle spaccature delle rocce crescono palme nane; da li vengono prelevate dai giardinieri di Roma. Molte palme che adornano il Pincio sono cresciute sul Capo Circeo …

… Se in questo promontorio si A? in cerca di un posto ove potrebbe essere stata collocata la valle e il palazzo della melodica dea Circe, A? inevitabile pensare alla piattaforma di San Felice stesso, oppure a questo declivio. Qui infatti troviamo, anche se non vere e proprie valli, dei larghi fianchi montuosi, dova��A? possibile collocare il castello incantato di Omero. Cresce una flora rigogliosa: forse vi cresce anche la salutare erba Moly, che Mercurio diede al paziente Ulisse: a�?Nera era la radice e bianco come il latte il fiorea�? …

La fantasia popolare non ha del resto individuato un posto per la dimora di Circe e la leggenda A? rimasta qui piA? per il nome della maga Circe che per la favola stessa: essa non A? che artistica ed archeologica. Qui si pensa alla maga Circe come a una Loreley, che attirasse e facesse arenare le navi. Mi hanno raccontato che era stata infine sfidata da una nave straniera tutta di cristallo, sulla quale la maga non aveva potuto esercitare potere alcuno e che anzi era stata presa, rinchiusa nella nave e portata via. Da allora le sue tracce sono scomparse. Mi persuasi che la potenza immaginativa di questo buon popolo lavoratore non sia andata oltre nella incantevole leggenda della maga Circe.

E forse il mio Cicerone si divertA� nel raccontarmi che al tempo in cui abitava a San Felice una mattina ad una sentinella di guardia della torre del Fico apparve un cane dagli occhi di fuoco, che aveva tracciato attorno a lui dei cerchi magici.a�?A�…

Il Picco di Circe
Il Picco di Circe

… lo sapeva bene anche Gabriele Da��annunzio che in due liriche della��Alcione esplicitA? il richiamo alla maga e al promontorio:

a�?Ma a te vanno i miei sospiri,

a te, ombra del Monte CircA?o

letifera come il veleno

e il carme dell’avida maga

che tenne l’insonne

piloto re d’Itaca Odisseo

nel letto dall’alte colonne.

Quivi ancor regna nel Monte

l’Iddia callida, figlia del Sole;

e spia dal palagio rupestro,

tra sue stellate pantere

e sue tazze attoscate di suchi.

Gemon prigioni i suoi drudi,

bestiame del suo piacere,

cui ella tocca la fronte

con verga e sussurra parolea�? …

"Circe offre la coppa ad Ulisse" - 1891 - John William Waterhouse
“Circe offre la coppa ad Ulisse” – 1891 – John William Waterhouse

… e immaginando di solcare le acque che lo circondano:

A�a�?Si naviga per acque

infide verso l’isola di Circe.

… Apri gli occhi! Ecco l’atrio della maga

tutto riscintillante di prodigi.

Larve di stelle adornano la reggia

della donna solare, vedi?, simili

a foglie macerate dagli autunni

che serban lor sottili nervature

con la tenuitA� dei bissi intesti

d’aria e di lume. Fili palpitanti

le congiungono, l’iride le cangia,

indicibile tremito le muove.

Circe incantA? le stelle eccelse, e l’ebbe,

e le votA? di lor sostanza ignA�ta;

e qui raduna le lor dolci larvea�?.

A�Sembra quasi di vederlo a�?il bel promontorioa�?; la sua immagine ci si palesa davanti leggendo le parole di questi scrittori e sembra quasi di percepire le sensazioni che ne scaturiscono.

Ma, come scrisse Giuseppe Capponi, nessuna descrizione eguaglia la visione diretta di questo luogo, nessuna penna puA? descriverne la vera bellezza e a�?i pennelli dei piA? celebri paesisti, le rime ed i versi dei piA? nobili poeti non ne sono che deboli immagini; supera essa i colori della��arte imitatrice.

Fra le giocondissime prospettive che presenta il Promontorio Circeo, la visuale poi della torre Vittoria si puA? chiamare il compendio della storia Circellese: le mura ciclopiche che da lungi si osservano ne porgono il principio, le rovine della CittA� esistenti nel morrone il mezzo, o apogeo, le merlate mura, non del tutto ricoperte da nascente edera, del distrutto Castello, ove presentemente sorge il Villaggio di S. Felice, la decadenza ed il fine. Non va��ha dubbio certamente su la��antica rinomanza di questo Promontorio, e gli occhi stessi ce ne rendono bastantemente informati, se per un istante volgiamo lo sguardo su i varj punti della magica prospettiva. Gli avanzi del tempio di Circe su la piA? alta vetta del Promontorio, le di cui falde smaltate sono da biancheggianti ruderi, o da verde manto di folto bosco le sue spalle; le vestigie di antico telegrafo sulla vetta della Cittadella Ciclopica, le orme di battaglie rimaste su le pareti di torre Vittoria, la torre del fico recentemente costrutta, la via che conduce al celebratissimo lago di Paola, i vaghi Casini sparsi qua e lA� sul pendio del monte, la vista di un sontuoso Cimitero, ed il piccolo fossato Riotorto, che sotto gli occhi ci divide il Circeo dal continente; tutto insomma ci fa sovvenire quanto mai sia accaduto in questo promontorio: tutto A? vinto da una semplice occhiataa�?.

Ed A? a�?questa idea cosA� toccante, che ci fa provare nella fantasia una specie di seduzione ed incantoa�?.

"Il Circeo visto da Terracina" - 1840 - Jorgen Sonne
“Il Circeo visto da Terracina” – 1840 – Jorgen Sonne

 

Bibliografia:

a�?Il Circeo nella legenda e nella storiaa�? di Tommaso Lanzuisi a�� Editrice Eea, Roma, 1973

a�?Itinerari Laziali (1854-1873)a�? di Ferdinand Gregorovius a�� Edizioni belvedere, Latina, 2007

a�?Il Promontorio Circeo illustrato con la storiaa�? di Giuseppe Capponi – (rist. anast. Velletri, 1856)

23 MAGGIO 1992: non possiamo, non dobbiamo, non vogliamo dimenticare!

falcone
Giovanni Salvatore Augusto Falcone (Palermo, 18 maggio 1939 a�� Palermo, 23 maggio 1992)

 

23 maggio 1992,nel tragitto da Punta Raisi a Palermo, all’altezza dello svincolo autostradale di Capaci.

Avevo 8 anni eppure il mio ricordo di quei giorni A? nitido. Ricordo come fosse ieri le immagini dell’edizione straordinaria del Tg 1 , entrate in ogni casa italiana e la voce della giornalista Angela Buttiglione che annunciava l’ennesima strage, stavolta a morireA�Giovanni Falcone, sua moglie e tre uomini della scorta,A�Vito Schifani, Antonio Montinato e Rocco Dicillo. Le prime immagini trasmesse erano confuse, le notizie arrivavano con il contagocce. Ricordo come fosse ieri la disperazione di quella moglie e l’urlo del suo dolore diventato simbolo di una vera e propria denuncia. Poche parole semplici, ma entrate nella testa di ogni siciliano, di ogni italiano, di ogni persona.A�Ripropongo di seguito alcuni spezzoni A�ripresi dal discorso durante il funerale di suo marito, Vito Schifani A� Io, Rosaria Costa, vedova dell’agente Vito Schifani … a nome di tutti coloro che hanno dato la vita per lo Stato -…- chiedo innanzitutto che venga fatta GIUSTIZIA, adesso. Rivolgendomi agli uomini della mafia, perchA� ci sono qua dentro…sappiate che anche per voi c’A? possibilitA� di perdono…perA? vi dovete mettere in ginocchio…se avete il coraggio… di cambiare… loro non cambiano … se avete il coraggio… di cambiare, di cambiare, loro non vogliono cambiare loro…di cambiare radicalmente…Tornate a essere cristiani..”.Mi risuonano le sue parole nella testa, i miei occhi si riempiono di lacrime al pensiero del suo dolore composto e ricco di dignitA�.

Ricordo come fosse ieri l’intervista, l’ultima, fatta al Giudice Borsellino, conscio che da lA� a poco sarebbe toccato a loro, a lui e a Giovanni Falcone.

I Corleonesi stavano sfidando lo Stato a colpi di stragi.

Sono passati 23 anni e per fare in modo che non siano morti invano, sta a noi continuare a parlarne:A�A�la lotta alla mafia si combatte sul campo, nei quartieri, nei tribunali, nel pensiero delle persone, nelle denunce,nei libri e proprio attraverso di essi, possiamo sperare in un futuro migliore. La scrittura nutre il cuore e la mente della gente. A�Dobbiamo parlarne, parlarne sempre perchA� ad uccidere A? il silenzio.

Come Associazione abbiamo voluto dare il nostro umile contributo per ricordare questa data poichA� A? un atto morale contribuire alla costruzione della memoria. A�Uno degli insegnamenti del Giudice Falcone,che fanno parte dell’ereditA� che ci ha donato, A? stato quello di lottare, lottare per vincere sulla mafia. Riteneva la mafia come un fattore umano, non affatto invincibile “e come tutti i fattori umani ha un inizio e avrA� anche una fine. Piuttosto, bisogna rendersi conto che si puA? vincere non pretendendo l’eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni.”. E’ per questo che dobbiamo continuare a parlarne, lottando contro le ipocrisie istituzionali e pretendendo rigore e precisione da chi ha il dovere di mettere la parole FINE a questo fenomeno.

Vi lascio con una frase a cui sono particolarmente legata e che mi indica ogni giorno la strada da seguire, quella dell’esempio con fatti concreti, non con parole che vanno a finire nel vento.

 

P.S. Un pensiero e un commosso ringraziamento vaA�a Giovanni Falcone,A�a Paolo Borsellino,A�alle loro scorte e a tutti i morti ammazzati per avere cercato di combatterla,la mafia.

 

 

 

 

I dati sulla #mafia sul territorio della Provincia di Frosinone

mafia
Mafia Cartoon, la satira contro la criminalitA� – Galleria … www.repubblica.it-530 A� 389-Ricerca tramite immagine Mafia Cartoon, la satira contro la criminalitA�

Sono 88 i clan mafiosi presenti sul territorio del Lazio, di cui 35 appartenenti alla ‘ndrangheta, 29 alla camorra, 16 a Cosa Nostra, 2 alla Sacra Corona Unita, 6 autoctone. E’ quanto emerge dal rapporto sulla presenza delle mafie nella regione, scritto dall’Osservatorio per la Sicurezza e la LegalitA� della Regione Lazio, in collaborazione con la Fondazione Libera Informazione.

Dopo un a�?attenta analisi del documento, si valuta che per quanto riguarda la provincia di Frosinone emerge che grazie alla sua posizione geografica, Frosinone risulta assumere una posizione baricentrica tra Roma e Napoli e proprio per questo sensibile alla criminalitA� camorristica.

Dal 2003 al 2008 sono aumentati gli atti intimidatori nei confronti delle sale Bingo: basti pensare che la sala Bingo di Ferentino ha subito 8 attentati. Anche la DNA sottolinea la��interesse delle Associazioni criminali organizzate nei confronti delle sale Bingo.

Pe la gestione di Ferentino pare che la societA� da cui era gestita la sale A? passata dal vecchio proprietario Martini a V.Pellegrino e A. Padovani, legati alla camorra casalese e alla mafia siciliana.
Le famiglie appartenenti a losche criminali venute fuori dal Rapporto a�?Mafie nel Lazioa�? sono i De Angelis legati anche alla famiglia Spada. I De Angelis sono legati alla camorra casertana. Questo legame ha portato ad una��elevata crescita economica della famiglia ed in particolar modo di De Angelis Gennaro.
Una��altra famiglia uscita fuori A? quella dei Terenzio, collegata al clan dei Casamonica, collegati a loro volta ai De Angelis. La Direzione nazionale Antimafia ha conferito la confisca dei beni sia a Gennaro De Angelis che ai Terenzio.
Infine per quanto riguarda il traffico di stupefacenti si A? evinto un collegamento con i clan Di Silvio, legato alla famiglia dei Casamonica che sul territorio sono in contrasto con gli Spada.
Noi, come Associazione a�?Ci vediamo in provinciaa�? non ci contentiamo di queste informazioni che le consideriamo semplicemente un punto di partenza. Ci sono altre Associazioni antimafia che continuano la loro lotta fatta di denunce con nomi e cognomi e che vede Frosinone al centro di un unicum tra massoneria, mafia, camorra. Non si parla di Voto di Scambio e di come questo influenzi le dinamiche.
A�Art. 416-ter (Scambio elettorale politico-mafioso). Chiunque accetta la promessa di procurare voti mediante le modalitA� di cui al terzo comma della��articolo 416-bis in cambio della��erogazione o della promessa di erogazione di denaro o di altra utilitA� A? punito con la reclusione da quattro a dieci anni. La stessa pena si applica a chi promette di procurare voti con le modalitA� di cui al primo commaA� -Legge n. 62 del 2014-

Ogni tornata elettorale porta con sA� promesse, scambi, illeciti, eppure non cambia mai nulla ma si foraggia sempre il potere degli stessi soggetti.

 

 

IPOTESI DI DATAZIONE DELLE MURA MEGALITICHE IN OPERA POLIGONALE DALL’OSSERVAZIONE DI PYRGI ED ORBETELLO di Roberto Mortari

Nel suo sito web, a�?terradegliuomini.coma�?, il geologo Roberto Mortari, classe 1939, espone un confronto tra le mura megalitiche da��Italia e Grecia. Dopo una��attenta spiegazione sulle lunghezze dei lati dei blocchi poligonali presi in considerazione e le ampiezze degli angoli, estrae dai suoi studi geologici le variazioni del livello del mare, negli ultimi 10.000 anni, rapportandole alle sue ricerche sulle cinte murarie megalitiche dei siti di Pyrgi ed Orbetello. Emergono, cosA�, due date interessanti entro le quali questa tecnica costruttiva veniva applicata.

CINTA MURARIA DI PYRGI (immagine presa dal sito web terradegliuomini.com)
CINTA MURARIA DI PYRGI
(immagine presa dal sito web terradegliuomini.com)
CINTA MURARIA DI ORBETELLO (immagine presa dal sito web terradegliuomini.com)
CINTA MURARIA DI ORBETELLO
(immagine presa dal sito web terradegliuomini.com)

Di seguito un estratto:
a�?Se per il muro poligonale di Pyrgi A? stato necessario osservare i fori di litodomi per arrivare a conoscere la sua etA�, per l’analogo muro di Orbetello il discorso A? piA? semplice. Basta considerare che della sua altezza complessiva di 7 m (Pincherle, 1990) ben 4 sono sott’acqua. Il mare, dopo essere rimasto alla quota di -9 m tra l’8174 e il 5572 a.C., si A? stabilizzato a -4 m tra il 5499 e il 5351 a.C.. Anche su questo muro si possono osservare fori di litodomi, seppure con molta maggiore difficoltA� a causa della natura della roccia, molto alterabile in superficie perchA� costituita da un calcare dolomitico fittamente interessato da microfratture. Se, come si A? ipotizzato a Pyrgi, anche qui la costruzione del muro A? stata iniziata alla quota del mare, A? in quest’ultimo intervallo di tempo che deve essere collocata la data di costruzione del muro di Orbetello.
La data minima del 5351 a.C. pone un rilevante problema. Abbiamo sostenuto che l’opera poligonale A? uno dei prodotti dell’uomo che A? stato possibile grazie alla metallurgia del bronzo. Mentre la diffusione del bronzo in Europa viene fatta iniziare non prima del 3500 A� 3300 a.C., il caso di Orbetello ne fa retrodatare l’inizio di circa 2000 anni.a�?

Il link della��articolo (anche scaricabile in pdf):
http://www.terradegliuomini.com/confronto-tra-mura-poligonali-ditalia-e-grecia-2/

la redazione la storia e le origini di Megalithic.it

Megalithic un sogno che si realizza…

( developed by : Associazione culturale “ci vediamo in provincia!” )

redazione
il poster del primo anno dei predatori della ciociaria perduta la campagnia di sensibilizzazione per il Reg.Bict la mappa interattiva sui bani di interesse culturale e turistico

Il sito www.megalithic.it nasce da un idea che ebbi per raggiungere lo scopo di divulgare l’interesse verso i beni culturali e paesaggistici, verso la storia e le tradizioni del luogo in cui sono cresciuto Frosinone, la ciociaria, il lazio, l’italia, l’europa, etc..

primo logo
primo logo

Con le esperienze passate, compiute con l’ass.culturale, di cui resto fondatore dal 2010, “ci vediamo in provincia”, ci rendevamo conto come fosse difficile raggiungere il piA? alto numero di persone con i mezzi di cui disponevamo, perchA? solo con gli eventi e la stampa raggiungevamo standard di una certa soddisfazione rispetto agli sforzi fatti per organizzazione di eventi.

simbolo associazione nel 2010
simbolo associazione nel 2010

Nel 2010 con l’ass. e l’aiuto di altre ass. come l’ARTE Aiuta onlus

gli amici dell'ass. L'arte Aiuta onlus
gli amici dell’ass. L’arte Aiuta onlus

realizzammo per un anno e mezzo senza mai arrenderci, le serate FRSTUDIOS in cui presentavamo artisti emergenti della zona A�arti figurative e sonore,

le serate fr studios con i premi oggi suono io e fr studios 2010
le serate fr studios con i premi oggi suono io e fr studios 2010

serate che poi andavano in onda su internet tramite la radio streaming di radio ferentino e poi direttamente sui canali spreaker

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il logo fr studios dal 2010 al 2011

oppure indipendentemente con rux’s bluetooth la trasmissione settimanale e poi mensile del gruppo ci vediamo in provincia, le registrazioni e le dirette andarono avanti fino al 2011 quando per un lutto decisi di fermarmi.

il programma radio andato in onda su radio ferentino e poi indipendentemente su spreaker e su fb 2011-14
il programma radio andato in onda su radio ferentino e poi indipendentemente su spreaker e su fb 2011-14

Dopo una pausa di circa 2 anni dai palchi, archiviata la rassegna fr studios, ripartivamo A�piano piano con gli amici Frat (Andrea Fratarcangeli) musta (Francesco Dell’Aversano) enomi (Simone ) A�etc con le dirette ma , avevo deciso di dedicare piA? spazio alla ricerca della storia e delle leggende.

L’archeologia aveva un posto anche nelle dirette di fr studios sin dalle prime serate all’Ex Mattatoio (fr) avevamo avuto l’onore di ospitare, insieme ai tanti giovani accorsi alla manifestazione del giugno 2010, il prof Italo Bidittu per l’angolo dell’archeologia curato con Giancarlo Pavat, nel progetto avevamo avuto la bellissima intuizione di fondere le tradizioni alla storia e all’archeologia, l’arte dei giovani ne avrebbe giovato e cosA� lo spettacolo sarebbe cresciuto di spessore nella ricerca delle proprie origini….

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il prof. Italo Bidittu ospite dell’angolo archeologico delle serate di fr studios 2010

approfondivo sempre di piA? la lotta alla ricerca delle risposte che avevamo sotto gli occhi e pian piano scoprivo un mondo fatto di tutele mancanti e beni mai registrati, disseminati nelle mie vicinanze ma dimentiche.

VOLANTINO 1
Thico il personaggio ideato per la campagna di sensibilizzazione al patrimonio del territorio frusinate, frutto del lavoro in collaborazione tra Paolo Ruggeri ed il fumettista di Stefano Spaziani

Nasce in questo contesto di rinnovata lotta verso la conquista della libertA� della scienza e della storia piA? nascosta dell’uomo e della terra il nostro sito che ormai per raggiungere l’alba del suo terzo anno.

Il nuovo progetto A? la rinnovata veste del social meaning della piattaforma A�a 360 gradi dell’associazione e dei suoi collaboratori, il canale multimediale web di riferimento “Megalithic.it” capace di riassumere oltre alle notizie piA? disparate riguardanti antiche tradizioni, leggende e miti locali, ricerche archeologiche internazionali, anche la base per un lavoro A�condiviso ed aperto al pubblico soprattutto nel campo della sensibilizzazione alla tutela dei beni culturali e paesaggistici.

 

Dalla nascita del nome del sito l’idea A? quella di essere questo un riferimento fatto di informazioni, un idea ben incardinata, un macigno pesante sulla terra, la base di una voce libera di uomini che ricercano le proprie origini e che per farlo osservano l’orizzonte senza limiti, il cielo e le stelle che ci illuminano sulla terra.

Logo - Per la LegalitaA�A� - Ci Vediamo in Provincia

 

…non va tralasciata neanche la societA� in cui viviamo tentando di rappresentare soprattutto i giovani e le loro tradizioni nasce la pagina dedicata alla legalitA� portata avanti da Ilaria Fontana (dal 2013 responsabile pubbliche relazioni, social developer),

convegno imposimato una conferenza sul voto di scambio con ospiti d’eccezione per spiegare ai giovani e ricordare a tutti l’entitA� della malavita nella vita politica e sociale e per ribadire con fermezza la lotta per la legalitA�.

 

 

Per raccontarvi tutto non basterebbe una pagina…..ma di sicuro non sarei riuscito a portare a questo punto i nostri lavori se non grazie a collaboratori e redattori, nel blog, amici e fratelli nella vita, amici che collaborano sia come volontari che come professionisti, la forma di progetto a costi zero, e la sopravvivenza stessa del progetto megalithic.it sta nella capacitA� di tante persone di offrire al mondo in primo luogo documentazione, una sorte di scatola di parole e immagini suoni e sensazioni che raccogliamo dal mondo, tanti cronisti che offrono una visione, un racconto, una storia, un viaggio.

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Megalithic.it offre spazio all’informazione storica e turistica, culturale e archeologica, avvalendosi di scrittori come Massimiliano Mancini, Archeologi, Ilenia Lungo, semplici curiosi e persone che volontariamente ricoprono ruoli dell’associazione per aiutare ad organizzare, per collaborare , affinchA? lo spirito della riconquista della nostra storia piA? tradizionale, venga offerto a piA? persone possibile.

la copertina del fumetto - II edizione
la copertina del fumetto – II edizione

 

Nel 2014 megalithic.it diventa il portale ufficiale dei #PREDATORIDELLACIOCIARIAPERDUTA A�la pagina dedicata su facebook e contestualmente la pagina riferimento web del progetto nelle scuole elementari e medie della provincia di Frosinone #IPICCOLIPREDATORIDELLACIOCIARIAPERDUTA.

Fumetto realizzato durante il progetto "I piccoli predatori della Ciocairia perduta" - I ed. - 2015
Fumetto realizzato durante il progetto “I piccoli predatori della Ciocairia perduta” – I ed. – 2015

Un progetto dello staff del sito e dei volontari dell’associazione #CIVEDIAMOINPROVINCIA, che si rivolge esclusivamente ai piA? piccoli, ragazzi A�dai 10 ai 13 anni, coinvolti, centinaia di bambini nelle classi a vedere film, commentarli, scoprire come si costruisce un fumetto dedicato al mondo dei misteri dell’archeologia, e alle storie dei luoghi, le tradizioni e le leggende locali.

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Oggi dunque il sito raccoglie ancora piA? informazioni, una mappa sempre in aggiornamento, open source, sui luoghi piA? antichi vicini e lontani poco o meno conosciuti, il Registro Georeferenziato dei Beni di Interesse Culturale e Turistico, una mappa che chiede ad ognuno di essere elaborata,

https://www.google.com/maps/d/edit?mid=109KDNGKNESaWstuxplZMQykr56o

Il registro reg.bict aggiornato 2016 al link www.megalthic.it
Il registro reg.bict aggiornato 2016 al link
www.megalthic.it

che offre a tutti un insieme di punti di interesse che devono essere tutelati e valorizzati, raccontati fin dalle leggende sulle loro origini peri quali ognuno puA? suggerire approfondimenti….

 

Il gruppo megalithic.it e formato da persone che restano a disposizione e sono contattabili attraverso questo sito:

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lasciando sempicemente un messaggio a fine articolo

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e – mail : civediamoinprovincia@gmail.com ;

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lasciando un messaggio alla

– pagina facebook: “i predatori della ciociaria perduta”.

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I Membri del gruppo operativo del progetto Megalithic.it-predatori della ciociaria perduta-ass.cult. “civediamo in provincia”)

————————————- Fondatore, direttore, rappresentante:

Paolo Ruggeri.

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————————————————————— Social Developer

-ideatrice Progetto “per la LegalitA�”

-redattrice la societA�:

Ilaria Fontana.

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—————————————— Disegnatore, Fumettista:

Stefano Spaziani.1472763_10202777831595819_1685300565_n-2

 

 

 

 

———————————————— A�redattrice archeologia:

Ilenia Lungo.

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————————————————–scrittore storico editor

Massimiliano A�Mancini

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—————————————————-collaboratori esterni

 

Alessandro Canali (editore)

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————————————————————————————-

Stefano Alunno Mancini (video editing; logistic)

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Gianluca Bufalini (video editing; software development)

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———————————————————-Special Thanks To

-Ilenia Lombardi

– Valentina Campoli

– Edoardo D’Atri

———————————————————————–Supporters

-Centrale Del Latte Del Frusinate

 

 

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progetto i piccoli predatori della ciociaria perduta

piccoli2Il progetto in corso presso la scuola elementare E. Danti di Tecchiena (Alatri-Fr.) nasce dall’idea di raccontare al pubblico alcuni aspetti della tradizione storica e culturale tipiche della provincia di Frosinone.

Più di 400 bambini delle elementari e delle medie, conosceranno fumettisti, scrittori, archeologi, e ricercatori storici della provincia di Frosinone e Latina, un mix di autori che ricercano le storie delle nostre città attraverso i racconti della tradizione orale dei genitori degli alunni dell’Istituto : E. Danti, infine descriveranno la propria terra agli occhi del turista…

a breve verranno indicati i racconti prescelti per concorrere al racconto finale.

Buon lavoro!