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i racconti dei piccoli predatori di tecchiena per il primo progetto 2015

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il materiale raccolto nel faldone dei piccoli predatori di Tecchiena

Il Lavoro svolto presso il plesso scolastico Egnazio Danti di Tecchiena racconta dello sforzo condiviso tra insegnanti, alunni, team associativo del sito megalithic.it (ass.”civediamoinprovincia”), al fine di realizzare un racconto sulla propria terra di origine, un modo di interazione che aiuta a comprender il valore ed il rispetto con il patrimonio. Beni culturali e paesaggistici sono oggetti giuridici che raccolgono una tradizione culturale di difesa e tutela verso beni collettivi, che deve essere tramandata ai giovani attraverso ogni canale di informazione . I bambini al centro del progetto hanno svolto ogni attività prevista (redazione di un questionario, un racconto, giochi sviluppati per l’apprendimento dell’archeologia) coadiuvati dall’aiuto di volontari dell’associazione e partner del progetto come archeologi,scrittori , fumettisti, registi,e ricercatori, il racconto finale resta impresso nel mondo del web grazie ad un video, un fumetto, pubblicati dall’associazione a testimonianza dei propri ricordi indelebili, unici e territoriali.

I dati:

– circa 10 i membri del corpo docente coinvolto nel progetto

– circa 180 studenti del plesso E.DANTI Tecchiena suddivisi per 3 gruppi diversi;

– 5 appuntamenti totali compresa premiazione con quiz e premi offerti dall’ass. e dallo sponsor CENTRALE DEL LATTE DEL FRUSINATE ;

– volontari: Ilenia lungo;Stefano Spaziani; Massimiliano Mancini;Paolo Ruggeri;Ilaria Fontana;

– grazie all’interazione raccolti piA? di 180 racconti del territorio : leggende, miti, tradizione orale, tradizione religiosa, racconti di episodi storici dei dintorni, etc…)

– Gadgets distribuiti e premi (200 spillette- 20 copie del fumetto- 180 questionari e mappe preistoriche della provincia di Frosinone)

– circa 34 ore totali effettive di lavoro in classe

– più di 16 appuntamenti tra volontari e gruppi di lavoro (tot. gruppi3: …. 2 x classi elementari (5 cla. totali)  + 1 x 3 classi medie)

Si ringrazia la Preside, i docenti e tutto il personale della Scuola E.Danti di Tecchiena.

special thanks to: Ilaria Fontana;Stefano Spaziani;Massimiliano Mancini;Ilenia Lungo;Enzo Fontana;Marina Savo;Stefano Alunno Mancini;

predatori

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alcuni momenti dello svolgimento attivitA� in aula
piccoli predatori
premiazione 2015
piccoli predatori 2
quiz e premi in finale
piccoli 1
gli alunni delle elementari le mole
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alunni istituto E.Danti


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Norba (Norma) ed alcuni altri esempi di mura poligonali curve

Norba, antica città, stupenda ed immortale,

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p.ruggeri www.megalithic.it (Norba acropoli minore)
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p.ruggeri www.megalithic.it (Norba Porta maggiore)

dei suoi resti, citati da diversi studiosi e archeologi ufficiali con datazione pari al IV° sec., VI° sec.dc., non parleremo, soprattutto per il fatto che le ricostruzioni si basano su quanto scrivevano antichi storiografi romani, allontanando ogni dubbio ulteriore per il solo ritrovamento archeologico di antiche monete romane (???)… proprio a due passi dalle sue antiche mura megalitiche e le sue acropoli orientate ai solstizi…

ci soffermeremo infatti  sulle sue mura , poligonali, eccezionali, che si innestano sulla roccia e proseguono alte verso il cielo lungo la linea che si collega alla terra verso sud- sud est, visto che per lo più? Norba è posata sulla sommità dell’ultimo promontorio dei monti lepini ed è a strapiombo sulla pianura pontina ed il mar tirreno.

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p.ruggeri www.megalithic.it (Norba )

Queste, sono identiche per molti versi a quelle di Alatri, così come insegna G.Magli, nel suo libro “antiche civiltà megalitiche del lazio”, alla mente resta impressa la maestosa entrata di porta maggiore con la sua torre, mentre lo sguardo si infila carico di curiosità poco prima verso la sinistra, li dove si scorge la posterula voluta dai costruttori, come la gemella della Porta dei Falli di Alatri.

Davvero avere la cognizione, di persona, delle somiglianze tra le mura delle due città è incredibile, lascia perplessi e incuriositi, non fosse altro anche per l’allineamento al solstizio di entrambe le acropoli.

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p.ruggeri www.megalithic.it (Ferentino)

Norba e la sua torre della porta maggiore Aè forse l’unicum che rende differente l’entrata dell’acropoli rispetto tutte le altre, le strutture colpiscono dritte nella testa a suggerire qualcosa di già visto e di rarissimo allo stesso tempo.

Le mura poligonali sono sempre disegnate con angoli e linee rette ed è raro trovare delle curve lungo il percorso cittadino, anche se a ben vedere, anche a Ferentino alla sinistra della via consolare se ne trova un altra, una curva megalitica poligonale , sempre rara ed è la massima espressione dell’architettura oscura dei popoli costruttori poligonali.

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p.ruggeri ww.megalithic.it (Norba torre porta maggiore)
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p.ruggeri www.megalithic.it (Norba posterula acropoli minore)

Norba secondo quanto archeologicamente attestato era dotata di una acropoli minore e di una acropoli maggiore, appena entrati ci rendiamo conto che l’antico centro è ancora stupendo, sospeso nell’aria con uno sguardo sul mare ed uno sui monti, appena superata la porta maggiore tutto sembra tornare indietro nel tempo, una volta dentro, sotto lo sguardo del curioso, si dipana la prima strada riaffiorante che conduce alla acropoli maggiore,

mentre, per lo più, i rinvenimenti archeologici attualmente valorizzati sono verso la sinistra del visitatore verso l’acropoli minore proprio alla sommità della posterula che chiameremo porta minore.

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p.ruggeri www.megalithic.it (norba cisterna in opera polig.)

Tra i rinvenimenti che balzano agli occhi, andando verso la collina dell’acropoli maggiore ci si imbatte in un ritrovamento che somiglia ad una vasca, una cisterna, un quadrato di mura poligonali che ho trovato interessante da fotografare: il quadrato di massi poligonali sfiora i 3 metri dal calpestio, 3 metri che ci separano da migliaia di anni.

sapinuva
sapinuwa turchia foto tratta da google

La cosa è abbastanza curiosa e mi ha fatto pensare molto perchè raramente si trova una cisterna in opera poligonale, rettangolare con massi senza calce e solo ora, passati alcuni giorni di ricerca mi sono imbattuto in qualcosa di simile e di identica funzione, la cosa strana è che l’altra struttura si trova nell’attuale Turchia ed è datata precedentemente perchè attribuita senza dubbio agli Hittiti di Sapinuva, città vicina alla famosa capitale Hattusa, che secondo gli studi di don Giuseppe Capone (ed Ornello Tofani più recentemente) avrebbe Alatri come gemella italica. Quindi come vedete le caratteristiche somiglianti dei siti laziali a quelli turchi-hittiti sono impressionanti, tale riscontro andrebbe a cozzare contro la tesi della datazione attuale delle due città laziali rispetto a le loro gemelle turche-ittite con una differenza di più di mille anni in meno tra le prime e le seconde.

Allo stesso modo lo spunto di ricerca che ci guida è la straordinarietà della costruzione di mura megalitiche poligonali con linee curve, perchè di tali esempi effettivamente se ne trovano davvero pochi oltre a quelli appena citati ve ne sono altri che sono sicuramente degni di nota tra questi spicca la zona sita nel continente americo-latino.

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p.ruggeri www.megalithic.it norba particolare cisterna

Infatti in Perù sulle alture di Sillustani si stagliano delle strutture coniche molto simili alle torri megalitiche o strutture curve delle cinta murarie.

(Mi rendo conto che per poter aprire una ricerca su queste particolarità avrei dovuto possedere quella documentazione minima su tante altre torri megalitiche del mondo da aprire una biblioteca apposita, ma già solo da una prima occhiata non si resiste a trovare connessioni tra questi edifici particolarmente difficili da erigere.)

https://www.google.it/search?q=sillustani&espv=2&biw=1366&bih=667&source=lnms&tbm=isch&sa=X&sqi=2&ved=0CAYQ_AUoAWoVChMI3LynmdC6yAIVx7sUCh14hgWi#imgrc=E53RGUWyxIxCuM%3A
(chulpa di sillustani sul lago titicaca )https://www.google.it/search

Va da subito inteso che mentre nel caso di Ferentino e Norba l’opera poligonale è fittamente composta di massi poligonali e aventi una facciata curva, nel caso dei peruviani Chulpa, i massi sembrerebbero tendere più alla regolarità del tipo di pietra perfettamente leviga e tendente a facciate quadrangolare rettangolare, sempre con almeno un lato curvo, ma la somiglianza eccezionale.sillustani inside

Altro discorso per la questione che riguarda l’intento architettonico di base degli autori infatti mentre nel caso delle città laziali le parti curve o le porte con torri erano si, staccate dai muri, ma facenti parte di un unico recinto murario, quelle peruviane sono singole nel paesaggio e non ci sono segni di recinti ed altro degno di nota, gli archeologi teorizzano la funzione funeraria in Perù , al contrario quelle laziali sono connesse alla vitalità di antiche poleis.

L’interno di queste strutture:

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p.ruggeri www.megalithic.it norba retro porta maggiore

Norba: la sezione della struttura torriforme dell’entrata si offre chiaramente a causa dell’abbandono della città, l’insieme della muraglia difensiva  di dimensioni enormi i massi esterni più levigati sono megalitici e nascondono dietro di loro altri massi di eguale dimensione, poi il muro al suo interno  fatto, via via, di massi più piccoli di riempimento privi di alcun legante o malta;

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per intenderci la profondità del muro è ad occhio almeno di 6 metri di media , calcolando l’aumento dello spessore causato dai lati del recinto, quando si incontrano formando angoli retti o curve, si arriva a immaginare che in prossimità delle porte di accesso l’opera muraria avrebbe avuto la spessore pari a quello di una piramide della valle dei faraoni egiziani.

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Passare dentro la posterula detta porta minore di Alatri, meglio conosciuta come porta dei falli, restituisce infatti l’impressione di entrare nella spessa roccia, rendendo il percorso carico di atmosfera, come la porta minore di Norba, o sotto la porta di Arpino o magari la porta pentagonale di Ferentino, il traversamento rappresenta il massimo punto di arrivo del progettista del recinto, perchè il progetto lungo il disegno, realizzato con i megaliti, raggiunge la sua perfezione e resistenza proprio negli accessi urbani.

Restando in tema di torri e torrioni con entrate, eccoci a Ferentino, città che possiede una particolarità in più rispetto ad altre cittadine, in quanto, si rinviene la sua serie di curve davvero incredibili.

La sua particolarità dimostra la capacità di avanzare un corpo del recinto quasi a formare una torre agli angoli delle mura.

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p.ruggeri www.megalithic.it

Nello specifico resta un altro riscontro da fare, la somiglianza tra Ferentino e Norba per la presenza di una porta proprio poco prima della curva e naturalmente lo spessore, eccezione architettonica sul quale a Ferentino, prima i romani, poi le genti autoctone hanno eretto palazzi e abitazioni.

Correndo lungo il lato del muro che parte dalla sinistra della discesa di Via consolare si raggiunge l’altra singolarità la curva del recinto in prossimità di porta sanguinaria, un altra curva ben fatta che segna quasi un angolo retto del recinto, quindi un altro punto in cui la struttura si addensa, i massi si incastonano fra loro per un profondità che sa di incredibile,… in questo caso va ricordato che dietro i massi non sempre da semplici curiosi si ha la possibilità di vedere e che pochi sono i disegni dei progettisti da esaminare, ma a quanto sembra esistono dei nuovi metodi di ricerca con scanner in sperimentazione proprio nella più famosa valle egizia delle tre grandi piramidi.

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Insomma passare la mano su queste strutture nei punti in cui la densità dei massi incastrati è eccezionale deve darci la stessa idea che darebbe accarezzare una piramide dal vivo!

Il giro tra le idee ed i luoghi delle origini del nostro Lazio, a due passi da casa, deve guidarci verso lo studio delle geometrie e delle soluzioni dei nostri antichi avi, i loro sistemi non erano certo basati su colate di cemento ma opere di ingegneria che oggi definiamo estrema, la loro sostenibilità e lo studio dei materiali sono frutto di impegno e chiara tecnica elevata ma dimenticata nei millenni, per conoscere a fondo la costruzione delle mura poligonali megalitiche l’indagine non può non farsi più larga possibile , ancora lontanissima dalla nostra,…. quanto dovremo ancora imparare dipende solo da ognuno di noi.

mappa sito archeologico norba

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il fumetto dei Piccoli Predatori di Tecchiena (FR)

vignetta senza dialoghi
Il FUMETTO realizzato da STEFANO SPAZIANI (TESTI P.RUGGERI)
predatori 1 completopredatori 2 completopreatori filmato 1predatori 4 completopredatori completopredatori tavola 6
copertina retro

…la cripta di Anagni: “Cripta della salvezza” (di Valentina Campoli)

 

LA CRIPTA DELLA SALVEZZA

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http://benicultura.it/?p=15792

Nascosto nei sotterranei della��imponente cattedrale di Anagni ca��A? un piccolo tesoro sconosciuto ai piA?, nonostante si tratti di una delle opere da��arte meglio conservate nel panorama medievale italiano. Ben il 95% degli affreschi della cripta della chiesa infatti sono arrivati fino ad oggi, in un variegato gioco di luci e colori, a dimostrazione che quei secoli non erano affatto a�?buia�? come ci hanno fatto credere dal Rinascimento in poi.

La��incerta datazione degli affreschi rende ancora piA? affascinante e misteriosa la cripta, considerando anche il complesso apparato iconografico, molto difficile da interpretare.

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p.ruggeri www.megalithic.it

Gli studi approfonditi e il restauro degli anni novanta hanno dimostrato che a dipingere la cripta furono tre diverse botteghe, provenienti da Roma e dalla��oriente, che furono impegnate ad Anagni probabilmente nella prima metA� del XIII secolo. Furono chiamate nella cittA� le piA? grandi maestranze della��epoca (non a caso Anagni era sede papale in quel periodo), come testimonia il maestoso pavimento musivo di tutta la chiesa ad opera della piA? famosa famiglia di marmorari, i Cosmati.

Ma cosa raffigurano gli affreschi?

download
http://benicultura.it/?p=15792

Il tutto si apre con il ciclo scientifico della Creazione e della corrispondenza tra la��uomo e gli elementi (fuoco, aria, acqua e terra), temi molto complessi e raramente rappresentati. Vi A? dipinto poi il ciclo della��Arca della��Alleanza, le storie di Elia ed Eliseo e di Abramo e Melchisedec, storie della��Apocalisse, storie agiografiche (la vita di San Magno e Santa Secondina, seppelliti proprio nella cripta) e i miracoli post-mortem dello stesso San Magno e altri santi.

Ogni dipinto ha un suo significato e niente A? lasciato al caso, perfino la posizione di ognuno di esso, caratteristica tipica di tutta la��arte medievale.A� Questo perchA� i cicli erano destinati a diversi tipi di pubblico. Solo gli ecclesiastici infatti potevano capire la complessa teoria umorale o la storia della��Arca, incomprensibile al popolo, che era piA? affascinato probabilmente dalle storie dei santi, che sentivano piA? vicini anche grazie alla presenza delle loro reliquie.

Ma perchA� dipingere interamente le pareti e le volte della cripta?

Il motivo A? semplice: propaganda religiosa.

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Nella��insieme i cicli rappresentano la storia della��uomo verso la salvezza. Prima la creazione, poi il vecchio testamento, poi ancora i santi e infine la��Apocalisse e la salvezza di Cristoa�� A? come dire: a�?Affidati a Dio e sarai salvo!a�?

Non mi dilungo nei dettagli iconografici perchA� libri e opuscoli ne sono pieni, e comunque rischierei di annoiarvi, perchA� in fondo la��arte non andrebbe nemmeno tanto spiegata, ma sentita.

E vi assicuro che le emozioni che sentirete entrando nella cripta saranno inspiegabili.

Quindi andate a vedere questo piccolo scrigno artistico, o come qualcuno la��ha chiamata, questa a�?piccola Sistina sotterraneaa�?.

(Valentina Campoli)

..Didascalie
(Alessandro Canali)
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p.ruggeri www.megalithic.it

La sapienza esoterica dello stupor mundi ha probabilmente influenzato gli artefici degli affreschi che sono intrisi di simbolismi antichissimi, provenienti dalla tradizione ermetica, come il microcosmo del ciclo valentiniano di Achamoth, o le rappresentazioni dei cicli dell’arca dell’alleanza e dell’apocalisse, ancora non del tutto decifrate…

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p.ruggeri www.megalithic.it:a�?

 

….da non dimenticare che la cripta della cattedrale di Anagni A? stata affrescata tra il 1209 e il 1231, anno in cui l’Imperatore Federico II vi si reca per incontrare il papa Gregorio IX a�?a��)

 

ANTEQUERA, l’indio che dorme… circondato dai dolmen….

ANDALUSIA: Antequera, la montagna dell’Indio che dorme e i dolmen a tholos….(di I.Fontana-P.Ruggeri)indio anteguera2

A pochi chilometri da Antequera, , una tra le cittadine storiche più belle della Andalusia, a 878 metri sul livello del mare, si trova il Monte dell’Indio, conosciuto anche come Pena de los Enamorados (o Roccia degli innamorati).

foto indios anteguera El Indio de Antequera: così viene chiamato probabilmente per la sua morfologia che lo fa assomigliare ad una testa adagiata sulla terra di profilo con le tipiche forme di un indiano d’america. La leggenda narra che due innamorati (e principessa moresca lei, cristiano lui) per sfuggire alla cattura da parte dei soldati inviati dal padre di lei arrivarono in questi luoghi e per evitare di separarsi salirono sulla cima di questo erto rilievo da cui si sono gettati nel vuoto insieme, per rimanere uniti per l’eternità. L’atmosfera che si respira è indescrivibile: sembra quasi di disturbare con la propria presenza.

indio vicinissimoA tratti si notano addirittura le labbra, dopo un profilo perfetto. C’è magia in questo posto, c’è mistero, e il panorama da gran canion si stagliano nella memoria dei viandanti. E’ l’Indio de Antequera, in un sonno eterno e profondo che ci segue per tanti km e ci fa sentire al sicuro.

dolmen anteguera.jpg2 Proprio nella vallata che corre dalla città andalusa al massiccio leggendario sono stati trovati e sistemati recentemente ben tre reperti megalitici, dei dolmen che si differenziano tra loro pur rimanendo legati dalla struttura di tipo a tholos (o thoulus), oggi sono visitabili grazie all’edificazione di un complesso turistico archeologico universitario

(http://www.museosdeandalucia.es/culturaydeporte/museos/CADA/index.jsp?redirect=S2_3.jsp),

dolmen anteguera vicino.jpg2 i magnifici esempi di architettura preistorica costeggiano la carretera che corre da Cadiz verso Granada nella Sierra dell’andalucia.

Gli architetti megalitici avevano la capacità di realizzare complessi monumenti con i riferimenti astrali dei solstizi come in questo caso è stato accertato l’allineamento dell’ingresso dei dolmen con i raggi solari che attraversano ogni anno durante il solstizio di inverno i corridoi dell’entrata, tali orientamenti astrali narrano il significato dell’equilibrio tra le forze della terra ne suo sistema astronomico il sole attraversa questi monumenti come la luce rende fertili le terre concedendo i suoi frutti agli uomini che sanno fare tesoro della conoscenza..

Con la mente, inevitabile andare dalla nostra Circe, nel pieno del Circeo: diversa la sua storia……., uguale la magia che incanta occhi e anima

IL PONTE MEGALITICO DI FERENTINO

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Ferentino, Ponte Sereno, dopo aver notato il ponte romano datato 260 dc, dalla strada provinciale che lo lambisce, ho trovato il modo di passare sulla strada che attraversa perpendicolarmente gli archi romani proprio alla loro base.054

La sorpresa A? stata grande in quanto proprio alla base del ponte romano esiste un basamento di massi megalitici in opera poligonali degni di questo nome.043

La struttura sprofonda nella terra e si erge compatta e perfetta nonostante ogni masso sia caratterizzato da molteplici figure poligonali irregolari.051

L’importanza di questa opera sta tutta nella sua funzione, un enigma che spero prima o poi qualche studioso si degnerA� di risolvere, in effetti tutte le descrizioni del manufatto si risolvono nell’attribuzione ai romani della parte superiore tralasciando alcune osservazioni sul basamento del ponte.047

Il ponte ha una funzione stradale di collegamento sull’arteria che da millenni A�collega le alture di Canterno e la zona di Fumone-Alatri, mentre al di sotto un altrettanto antica arteria collega la zona in pianura tra Tecchiena e Veroli.046

La sua principale particolaritA� A? che questo tipo di manufatto poligonali A? completamente diverso nella sua funzione rispetto a tutti gli altri dei paraggi, infatti non A? assolutamente collegato alla cinta muraria di alcuna cittadina, esso nonostante Ferentino disti qualche centinaio di metri non ne A? affatto collegato direttamente042

Stiamo parlando di un manufatto eccezionale sul quale non si rintracciano notizie oltre aA�quelle che riguardano A�il suo utilizzo in epoca romana, fin dal 260 d.c. ossia da quando ebbe funzione di strada.056

MaA�possiamo essere sicuri che fosse proprio quello l’utilizzo che se ne faceva precedentemente?

Per essere precisi, in effetti, nella nostra amata terra ciociara non rare sono le mura poligonali distaccate da centri civici ancora identificabili, esistono infatti diversi terrazzamenti megalitici anch’essi oscuri perchA� innalzati suA�colline senza alcun collegamento ad agglomerati urbani di alcun tipo, in quel caso (vedi mura di Falvaterra e in generale mura isolate sui monti ernici o sui monti a confine con il molise)A�si A? ricorrentemente parlato di luoghi sacri, o avamposti difensivi.

http://www.paesionline.it/lazio/falvaterra/foto_dettaglio.asp?filename=66526_mura_poligonali_falvaterra
http://www.paesionline.it/lazio/falvaterra/foto_dettaglio.asp?filename=66526_mura_poligonali_falvaterra

Nel caso del basamento poligonaleA�del ponte SerenoA�esso non serviva a compattarsi con altri muri nella realizzazione di recinti di difesa e delimitazioni di citta-stato, esso non formava dimora o abitazione per guarnigioni o regnanti, ed allora a cosa servA�?

Nell’oscuritA� di tali argomenti l’archeologia deve esaminare i resti e gli oggetti di cui si parla ci raccontano la solita supremazia architettonica dei costruttori di mura, gli stessi che in altre parti del mondo per portare acqua riuscivano a costruire impianti di scesa idrici incredibili come a machu picchu o l’emissario di Albano per restare piA? vicini, un opera riutilizzata dai romani che ancora oggi A? poco conosciuta dai locali ma di fama mondiale.emissario di albano

Insomma alla fine chissA� per quale motivo la mente A? accorsa a chissA� quale diavoleria antichissima fino adA�ipotizzare…magariA�un collegamento necessario al rifornimento dell’acqua, dalla zona di canterno, alla cittA� di Ferentino?.

http://www.romasotterranea.it/emissariodellagodinemi.html
http://www.romasotterranea.it/emissariodellagodinemi.html

La rete idrica della ciociaria era inserita negli impianti che garantivano finanche a Roma la vita,….. mi A? capitato di parlare con anziani operai degli acquedotti della zona frusinate i quali mi garantivano che in molte zone gli impianti attuali si servono delle stesse tracce lasciate millenni prima da chissA� quale civiltA� ab origine,…naturalmente del tutto impossibile un riscontro,A�mappare una rete cancellata dai secoli dalle guerre e l’abbandono——.

http://www.artvalue.com/default.aspx?ID=23&ARTISTE_ID=60688&MAISONS_VENTE=644&C_C_22=O&lang=ENG&NB_COL=0&PRICEDEV=1&ORDRE=5&cp_checked=
http://www.artvalue.com/default.aspx?ID=23&ARTISTE_ID=60688&MAISONS_VENTE=644&C_C_22=O&lang=ENG&NB_COL=0&PRICEDEV=1&ORDRE=5&cp_checked=

Ne riparleremo intanto eccovi alcune immagini buona scoperta!

https://speleology.wordpress.com/tag/emissario-albano/
https://speleology.wordpress.com/tag/emissario-albano/

 

Robert Bauval for www.Megalithic.it

257 271 274

 

 

 

 

 

Ad Alatri, oggi, nel solstizio d’estate (del 21/06/2015), abbiamo incontrato Robert Bauval grazie al nostro amico Ornello Tofani,dopo le presentazioni dovute, abbiamo chiesto a Robert Bouvall e Ornello Tofani di salutare i nostri amici e gli abbiamo regalato una copia del nostro fumetto dei Piccoli Predatori diA�Tecchiena 😀

277..ci vediamo anche con Paola Rolletta e Ilenia Lungo su MEGALITHIC.IT

 

 

Buona visione

https://youtu.be/0i2Okr5IxMc

ArChEoLoGiC GaMeS – il quiz dei piccoli predatori

ilenia3GIOCHI-ARCHEOLOGICI-FILE-PDF

Ciao ragazzi ecco il file pdf da scaricare per giocare anche a casa con gli ARCHEOLOGIC GAMES, basta cliccare sul link per ricevere a casa i quiz e le nozioni per approfondire nel tempo libero, BUON DIVERTIMENTO, Predatori 😀

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(ideati e realizzati da Ilenia Lungo)

Il castello di Tecchiena ed i briganti, con i piccoli predatori della scuola E.Danti

Il lavoro svolto dal gruppo della redazione di megalithic riassunto in un video che racconta il progetto “i Piccoli Predatori della Ciociaria perduta di Tecchiena”.

Più di cento alunni dell’Istituto E.Danti coinvolti in un progetto per la valorizzazione e la tutela del patrimonio culturale e paesaggistico territoriale, la lotta alla conoscenza delle storie e della sopravvivenza delle leggende dei luoghi in cui viviamo.

Un vero e proprio viaggio nelle tecniche di realizzazione di racconti, fumetti e video, con l’obiettivo di recuperare la conoscenza dei luoghi più simbolici di un luogo, un Comune della ciociaria che viene immortalato attraverso immagini e cultura, racconti storici e leggende dei ragazzi che vi trascorrono la propria vita scolastica.

L’idea è quella di educare al rispetto del territorio e la valorizzazione di quanto offre all’umanità, la cultura e le storie narrate attraverso i principi di scienza archeologica, letteratura storica, sostenibilità ed ecologia, intrattenimento e approfondimento su temi che caratterizzano la ciociaria e che ne fanno un luogo da raccontare.

Si ringraziano:

tutti i partecipanti alunni e corpo docente;

lo sponsor ufficiale :”CENTRALE DEL LATTE DEL FRUSINATE”.crltfr

-la redazione di megalithic vi augura buona visione-

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(Developed by: Paolo Ruggeri-ideatore / Stefano Spaziani-fumettista / Ilenia Lungo-archeologa / Massimiliano Mancini-scrittore storicoA�/ Stefano Alunno Mancini-montaggio / Ilaria Fontana-resp. pubbliche relazioni )

il 6 giugno presso la palestra dell’istituto E.Danti di tecchiena festa dei piccoli predatori della ciociaria perduta

Il 6 Giugno 2015 presso l’istituto E.Danti di Tecchiena, festa finale del progetto i piccoli predatori della ciociaria perduta con tutti i priotagonisti degli incontri :

Paolo ruggeri-(ideatore/ricercatore storico)

Ilenia Lungo (archeologa)

Stefano Spaziani (fumettista)

Massimiliano Mancini (scrittore/storico)

Ilaria Fontana (resp. ass. ci vediamo in provincia)

I protagonisti del progetto (gli alunni delle classi elementari e medie dell’istituto) riceverannoA�dai rappresentanti dello sponsor ufficialeA�in premio i prodotti della “CENTRALE DEL LATTE DEL FRUSINATE”

il programma prevede la visione di un video, la consegna di un fumetto dedicato al territorio, ed un tour narrato dai ragazzi dell’istituto che rimarrA� pubblicato sul nostro sito .