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MEGALITHIC.IT scelto tra i vincitori al 3° Premio Nazionale “Cronache del Mistero”

Per la nostra redazione, per i nostri collaboratori e per tutti Voi, amici lettori, è tempo di festeggiamenti!!!

E’ appena giunta in redazione la mail che ci informa della lieta notizia il sito MEGALITHIC.IT è stato scelto da una selezionata giuria di scrittori e ricercatori, per ricevere il premio nazionale “Cronache del Mistero 2016”.

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Giunta alla sua terza edizione nazionale, la Kermesse, che quest’anno conta sulla presenza di numeroso pubblico ed ospiti da tutto il mondo,  capitanata dal Presidente della commissione Giancarlo Pavat, noto scrittore ricercatore storico, diversi libri a suo nome sono comparsi nella scena nazionale ed internazionale da tempo riguardanti enigmi storici, preistorici, noto esperto di labirinti, famoso anche per il libro Valcento in cui tracciava una vera e propria mappa della ciociaria descrivendo con particolare attenzione le simbologie occulte e legate al passaggio dei templari.

premio2Nella splendida cornice del borgo di Ceccano (FR), il programma provvisorio punta al coinvolgimento totale del pubblico alla premiazione anche attraverso visite notturne e diurne in luoghi storici e collegati ai misteri delle antichità

Sarà dunque un week end all’insegna della conoscenza avremo tutti la possibilità di conoscere scrittori internazionali dediti alla divulgazione degli enigmi storici e preistorici, ci saranno appassionati e professionisti del settore, ricercatori e personaggi della letteratura mondiale che si sono occupati di piramidi e antiche civiltà perdute, soprattutto festeggeremo il primo traguardo raggiunto nei primi 2 anni di vita del sito che vogliamo continuare a far crescere.

Quindi salvate le date sul calendario e seguiteci per soddisfare la vostra voglia di scoperta e curiosità.locandina-premio

museo di Ibiza Puig des molins necropoli fenicia-punica

museo puig des molins libri di archeologia a disposizione
museo puig des molins libri di archeologia a disposizione

Ai piedi del promontorio su cui si poggia la bellissima rocca A�di Ibiza, propio alle pendici della stradina che ci porta verso la fortificazione spagnola del porto, esiste un piccolo museo che testimonia il passaggio delle popolazioni piA? antiche che navigavano lungo le rotte che incrociavano dall’Africa le coste del porto ibizenco e poi raggiungevano le sponde spagnole.

 

oggetti preziosi e miniature rinvenute nell tombe ipogee p.ruggeri www.megalithic.it
oggetti preziosi e miniature rinvenute nell tombe ipogee
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L’ingresso A? a pagamento solo la prima volta che ci si va nel periodo di un intero anno, il museo ha un percorso consigliato ed A? davvero interessante , nonostante i tanti reperti esposti, ciA? che desta maggior curiositA� A? la serie di tombe ipogee scavate nella dura roccia calcarea e il groviglio di grotte a contatto l’una con l’altra che formano un cimitero ancora non del tutto riscoperto, risalente al 9 sec a.c.;

steli funerarie
steli funerarie

E’ il caso di ricordare che prima dei romani l’isola era abitata e le popolazioni professavano il culto della dea Tanit, di cui ci siamo giA� occupati in questi articoli sulle tradizioni e la storia di ibiza.

Altrettanto eccezionale la sensazione di discesa nel mondo dei defunti che avvolge il curioso visitatore, negli ambienti sepolcrali, tutto A? stato riportato al momento della prima scoperta, gli ambienti infatti sono frutto del lavoro degli addetti del museo ma sono identici all’originale.

Nel video vi portiamo all’interno della zona visitabile degli scavi accanto al museo, A�seguiteci!!!

con la curiositA� dei #predatoridellaciociariaperduta,, buona visione!

https://www.youtube.com/watch?v=syJz8ffTsvw&feature=youtu.be

Es Vedra l isola delle sirene, del gigante,delle luci strane ,del magnetismo,etc…

es vedra al tramonto puesta del
es vedra al tramonto puesta del sol www.megalithic.it p.ruggeri

 

Es VedrA� Ibiza, un luogo descritto in tantissimi modi, soprattutto storici e misteriosi, esistono diverse leggende riguardanti l’isola e l’isolotto di Es Vedra che partono da tempi immemorabili e giungono fino a noi.

google
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La tradizione vuole che l’isola fosse abitata da un gigante benvoluto dagli abitanti che rimaneva nascosto e veniva chiamato per aiutare i cittadini a trovare imbarcazioni scomparse e marinai e pescatori dispersi in mare, per chiamarlo ed imbonirlo i cittadini offrivano polpi appena pescati perchA? il gigante ne era ghiotto.

Omero diceva che esisteva un isola nel mediterraneo dove le sirene cantavano ammaliando i marinai di passaggio, e qualcuno ha ritenuto che fosse questo isolotto la dimora delle stesse….

Poi un monaco (nel 1855, il carmelitano Francisco Palau beatificato nel 1988 da Papa Giovanni Paolo II) prese dimora proprio nelle cavitA� naturali della zona e scrisse di aver avuto piA? di qualche momento di estasi grazie al naturale A�richiamo dei luoghi alla metafisica, addirittura si dice gli sia apparso GesA?,,,

 

f.m.palau google search
f.m.palau
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mirador es vedra www.megalithic.it p.ruggeri
mirador es vedra
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stessa storia narrata dopo un secolo dagli hippy che venerano il posto credendo alle apparizioni del buddha.

Infine esiste la leggenda della vecchia strega che occupa una grotta dell’isoletta che rimane schiva all’occhio dei turisti ma fornisce aiuto a quanti arrivati all’entrata lasciano un presente.

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A due passi in alto sulla scogliera antistante all’isola esiste il mirador dal quale partono i sentieri per la torre del pirata in alto che svetta sul mare,

torre del pirata www.megalithic.it p.ruggeri
torre del pirata
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e da questa si giunge ad atlantis, la cala della pietraia, cosA� chiamata perchA? sicuramente era una cava, oggi atlantis A? stupenda e rappresenta per gli hippy la parte di atlantide rimasta emersa, una cava scavata proprio dove sbatte l’onda eccezionale che sembra davvero magica, leggermente inclinata suggerisce chissA� quale passato evento naturale di tipo apocalittico, piena di graffiti e bassorilievi talmente diversi da far vacillare ogni curioso sulla datazione di quanto si vede.

atlantis es vedra google search
atlantis es vedra google search

eccovi in perfetto stile da predatori della ciociaria il nostro video 2016, buona visione!

https://www.youtube.com/watch?v=9zCFhahsWNE&feature=youtu.be

Isola di Ibiza, Santuario della Dea Tanit, Es Culleran

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i cartelli sul percorso lasciati dagli hippy

Cari amici predatori, siamo andati a scovare alcune delle più interessanti testimonianze della storia delle isole Pitiuse, così chiamate da Plinio il vecchio antico viaggiatore e storiografo latino, per la caratteristica chioma dei pini mediterranei che avvolge le isole Baleari oggi chiamate Ibiza e Formentera.

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le preghiere di pietra www.megalithic.it p.ruggeri

Principalmente va inquadrata la storia antichissima delle genti che popolarono le isole minori delle baleari, infatti diversi resti testimoniano il passaggio dell’uomo in queste terre emerse già dall’eta preistorica, le rotte di collegamento marittimo tra il continente africano e quello europeo portarono l’uomo a percorrere il tragitto passando per le isole che si affacciano a pochi chilometri al largo di Valencia, nella splendida cornice del mar mediterraneo.

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un labirinto recente

Il passaggio della storia e gli incroci delle vicende dell’europa e del nord africa contraddistinguono la nascita della cultura autoctona fino alla conquista degli spagnoli di queste ambite rocce innalzate sul mare.

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ilsito dies culleram www.megalithic.it p.ruggeri

La Dea Tanit è la principale divinità punica che ebbe sull’isola di Ibiza molto seguito, tanto da lasciare testimonianze ancora ad oggi nel tessuto delle tradizioni del posto.

Uno degli esempi più toccanti per trasmettere la sensazione di antichissimi riti pagani  ai turisti è rappresentato dal santuario di cui stiamo scrivendo, visitabile e raggiungibile grazie ad un sentiero realizzato per scendere e risalire in piena sicurezza dai luoghi archeologici, poco conosciuto e non riportato sulle mappe turistiche ma degno di una visita accurata, si trova sul lato dell’isola che è rivolta verso la bellissima cala marittima di Sant Vincent

il dio che dorme su es culleram p.ruggeri www.megalitihic.it
il dio che dorme su es culleram
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E’ curioso che proprio sulla sommità dei monti nei quali è nato il santuario di Es Culleram, esiste un profilo ben distinguibile antropomorfo, quasi a significare che sotto al dio che dorme esiste l’entrata (carsica) nel mondo nascosto dal quale attingere conoscenze e vita (acqua).

labirinto in bassorilievo es culleram p.ruggeri www.megalithic.it
labirinto in bassorilievo
es culleram
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proprio all’entrata delle cavità del santuario esiste un megalite sul quale è stato tratteggiato un antico labirinto a modo di bassorilievo, e non appare così remota la possibilità che abbia qualche significato riguardante anche la presenza di acqua e cavità un nesso mitico che era degno di nota nei tempi in cui l’acqua era strettamente connessa alla vita e alla sopravvivenza e le cavità offrivano sicuro rifugio a quanti le conoscevano.

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statua votiva

tornando alla dea Tanit va ricordato che durante le guerre puniche gli scrittori latini riferirono che i seguaci della dea erano ritualmente impegnati a sacrificare individui per chiedere benevolenza, riti che però non sono mai stati accertati, e che apparterrebbero allo strascico propagandistico che i romani utilizzarono per screditare i loro acerrimi nemici, proprio ad ibiza infatti i cartaginesi arruolarono alcuni guerrieri divenuti famosi come i fiondatori delle baleari che durante le guerre puniche contro i romani divennero temutissimi.

 

I Cartaginesi ne erano custodi nel mediterraneo ma prima di loro furono i fenici, una dea che viene identificata con un simbolo tra i più conosciuti che nasconde all’interno concezioni geometriche essenziali per l’uomo moderno.

Fantastico il sentiero per giungere alle grotte, disseminato di preghiere di pietra probabilmente tipiche degli hippy che presiedono l’area ancora oggi.

sul luogo abbiamo avuto modo di rinvenire un interessante labirinto su pietra tratteggiato a mo di bassorilievo, oltre a quello allestito dagli hippy.

maps
maps

Insomma ancora dovremo tornare sul tesoro ricevuto da questa stupenda isola come per quanto riguarda il simbolo, tornerò a tempo dovuto intanto gustatevi il video descrittivo del luogo in spirito predatori tour….

buona visione 😀

 

L’acquedotto di Arci (Avezzano)…

Alba Fucens -acquedotto di Arci- P.Ruggeri www.megalithic.it
Alba Fucens
-acquedotto di Arci-
P.Ruggeri www.megalithic.it

Alba Fucens, nome romano della città, poleis, che si affacciava sulla piana del lago fucino (in seguito prosciugato da Principe Torlonia)…

Gli Aborigeni, o chissà chi, … ma non certo i romani, questo il karma che ci perseguita, perchè immaginare che l’acquedotto in questione fosse stato voluto e creato dai romani a me non va proprio giù

ingresso forificazioni di Alba fucens p.ruggeri www.megalithic.it
ingresso forificazioni di Alba fucens
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Per credere a quello che vedete in foto, basta recarsi a due passi in linea d’aria dalle città della prov. Fr. , come Alatri e Ferentino, cosa sulla quale sarebbe meglio approfondire, basti ricordare che dalla ss155 per Fiuggi, si incontrano una miriade di segnali stradali che invogliano ad arrivare ad Avezzano, bellissima città del centro Italia.

Ma non sarà cosà facile arrivarci…….. infatti la strada (ss 30) di collegamento tra Lazio e Abruzzo, risulta chiusa da diversi anni…ma collegherebbe in maniera davvero panoramica la zona dove scorre il Fiume Liri, da una parte e dall’altra L’Aniene tanto caro ai romani.(Spqr)..,

capistrello dalla ss.30 e la piana del fucino p.ruggeri www.megalithic.it
capistrello dalla ss.30 e la piana del fucino
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Tante le cose da segnalare sulla colleganza tra la zona del lago Fucino e la zona della valle del Sacco fino al mare verso il litorale pontino, collegamenti segnalati nel libro di Giulio Magli, civiltà megalitiche del Lazio…

veduta di abafucens romana dal borgo medievale p.ruggeri www.megalithic.it
veduta di abafucens romana dal borgo medievale
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..tra le tante, la caratteristica di rinvenire in tali luoghi, nonostante le tante riviste a cura di soprintendenze della zona e altri enti preposti alla cultura locale tacciano a riguardo, similitudini e cenni di letteratura con descrizioni ben diversi da quelle approvate dall’archeologia ufficiale,… a sorprendere A? la classica architettura a massi poligonali di tutto l’insediamento urbano che poi probabilmente fu aggiornato nei secoli con lo stile romano (Norba -Segni- Alatri-Ferentino), …nella cinta urbana la fusione è eccezionale accanto alle basi del sito poligonale, quelle romane, come abbiamo già detto di altre città poligonali

Arci, entrata acquedotto p.ruggeri www.megalithic.it
Arci, entrata acquedotto
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Nel caso della casupola megalitica dell’acquedotto, davvero caratteristica, cosa come nel caso delle tre nicchie votive gemelle tra Alatri e Alba fucens, eccoci a pensare il perchè di tali similitudini uniche al mondo, perchè va ricordato che non in tutto il mondo le città antichissime rimasero attuali come nel caso ciociaro-centro-italiano.

p.ruggeri www.megalithic.it
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L’acqua ed i suoi usi, ci fanno davvero pensare al popolo di cui accennavo prima, gli aborigeni del centro italia tutti da capire ed analizzare, erano forse coloro che traforarono le montagne per creare emissari di laghi (o minimi bacini stagnanti) di origine carsiche o vulcaniche? ( Pastena, Albano, Canterno)

ponte sereno (ferntino) con basamento megalitico
ponte sereno (ferntino) con basamento megalitico

…..gli stessi che secondo i primi scrittori storici avrebbero saputo lasciare opere di tale ingegneria?

L’entrata della stanza-sifone, che un cartello li vicino ci descrive come parte di un muraglione, avente funzione di ponte e acquedotto sulla valle (come quello di Ferentino Ponte Sereno) ..

descrizione acquedotto p.ruggeri www.megalithic.it
descrizione acquedotto
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..non assomiglia a nessuna tipica entrata romana, non è ad arco nonostante i rimandi individuati nella toponimia della zona, e nemmeno poligonale nei modi di Alatri o Ferentino e neppure Norba,….. è un unicum?

Verrebbe da pensare che l’ingresso fosse un altro e quello odierno fosse solo un buco provocato da un crollo della struttura…

Sicuramente va approfondita la questione e la datazione perchè ad oggi essa A? basata solo sulle notizie certe circa tutta la storia della cittadina romana Alba fucens, costruita sopra qualcosa di preesistente, che fino ad oggi sembra invece scomparsa a favore di un esame relativo ai testi romani che però non possono essere gli unici riferimenti che l’archeologo dovrebbe prendere in considerazione, infatti come riportano scrittori e storici preromani in queste nostre terre già esistevano monumentali città poligonali a guisa di quelle greche e turche (ittite) o mesopotamiche.

Sulla questione va sottolineato l’attuale nuova tecnica di scansione laser dei siti archeologici affioranti si è giunti a nuove scoperte ad esempio nel nostro caso ci sarebbero similitudini tra l’acquedotto di machu picchu del quale al link potrete vedere un accenno

.. perchè l’insediamento anche se collocato ad altezze estreme era rifornito da un acquedotto posto sulla sommità di una cima vicina , quindi il centro urbano era posto a valle della sorgente e l’acquedotto riforniva la popolazione con un sistema basato sullo scorrimento delle acque sulla superficie delle rocce pentagonali e megalitiche, sotto alcuni aspetti identico a quello poligonale di Arci.

muraglione laterale arci p.ruggeri www.megalithic
muraglione laterale
arci p.ruggeri
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resta la composizione esterna ed interna della via d’acqua ossia poligonale megalitico, all’esterno e con calce e mattoni all’interno, segno di una capacità unica e diversamente funzionale dei romani, o di due diverse civiltà una basata sui massi poligonali e senza alcuna malta e una più recente che tende all’uso della calce e mattoni o laterizi per riempire e riutilizzare qualcosa di più antico.

Manco a dirlo io penso più alla seconda…

(continua)

Aquinum -Castrocielo

teatro romano p.ruggeri
teatro romano
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Stupenda area archeologica da visitare tutta in un sorso!

si trova proprio nella valle del Liri A? eccezionalmente vicina al panorama di Roccasecca e riposa adagiata su di una piana che rimane negli occhi per le sua vestigia antiche.

basilica Aquino p.ruggeri ww.megalithic.it
basilica Aquino
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Il sito corrisponde all’antica Aquinum, nei pressi del museo il teatro, una serie di canalizzazioni ancora ben visibili si diramano verso il vecchio complesso termale, il sito archeologico visitabile A? nato grazie agli sforzi del comune di Castrocielo in continua collaborazione con universitA� e istituzioni per creare un complesso museale cittadino davvero bello.

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Anche il comune racchiude alcune perle di storia romana da vedere gratuitamente, una costruzione ricavata dalla roccia della montagna, ospita la ricostruzione di una tomba rinvenuta nella vallata la stessa che a pochi kilometri costeggia il rilievo suggestivo che ospita il famoso castello e la chiesa di san Tommaso, come sempre nella cornice ciociara sempre ricca di natali prestigiosi.

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Castrocielo A? il nuovo Comune che fu fondato dagli abitanti del borgo poco distante detto di San Magno, che ancora A? abitato, e che vi consiglio di visitare.

Castrocielo p.ruggeri www.megalithic.it
Castrocielo
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comune Castrocielo www.megalithic.it
comune Castrocielo
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castello Conti D'aquino www.megalithic.it p.ruggeri
castello Conti D’aquino
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Ad Amaseno uno dei rari Santuari neogotici del lazio: L’Auricola

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Bellissima, una collinetta di origine carsica che si erge sulla valle dell’antica Castrum Sancti Laurentii odierna Amaseno, prende il nome dal fiume navigabile giA� in antichitA�, scorre in questa splendida valle in cui ancora oggi A�solo a due passi dalle strade principali di collegamento si possono scorgere tra i campi resti di acquedotti, piccoli porti, etc.

google.it
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Dal sapore quasi rituale tanto da ricorrere nel toponimo la probabile origine pagana dedicata a qualche divinitA� delle rocce, cosA� come al solito come narrano i locali, la chiesa attuale A? il rifacimento di un antico insediamento medievale, al suo interno l’opera di restauro fu affidata alle maestranze del M. doebbing,

Bernardo-Doebbing
padre doebbing google.it

e dei fratelli minori della provincia della Sassonia, i quali costruirono l’odierna magnifica chiesa, attorno alla vecchia, rispettando i locali precedenti e gli affreschi medievali che nonostante i secoli passati sono ancora visibili.

auricola Una delle cose che non vanno taciute A? proprio il fattore dell’abbandono che stranamente hanno coinvolto questi luoghi.

La chiesa originale era dislocata in modo perpendicolare all’attuale, secondo l’interpretazione dei luoghi offerti dalle foto del santuario precedenti al restauro dei frati recolletti di sassonia, attualmente l’entrata (la facciata odierna) si trova sul muro di destra dell’antica chiesa, con l’effetto al visitatore di trovarsi proprio alla destra il vecchio altare, con una nicchia tipica del luogo del sancta sanctorum ,  lungo tutta la parete gli affreschi medievali amaseno auricola 025amaseno auricola 043 costituisce un problema per la curia che non riesce ad assicurarne la fruizione dei fedeli se non in alcune date precise a ridosso delle festività.

Questa chiesa racchiude diversi racconti sulla sua lunga storia, che dopo alcune indagini siamo qui a riportare.

Innanzi tutto va menzionato il fatto che attualmente l’antico insediamento cristiano e diviso in due parti , da una parte la chiesa vera e propria tornata in uso alla curia solo in tempi moderni e dall’altra il vecchio monastero compreso il sotto tetto del santuario che furono venduti e attualmente non appartengono più alla chiesa restaurati con la finalità di rendere il monastero un complesso residenziale turistico con piscina e stalle per il maneggio.

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Desta scalpore il fatto che proprio qualche anno fa il complesso destinato al turismo rurale fosse finito nelle mani di un clan camorristico e fu posto sotto sequestro dalla magistratura.

Da alcuni residenti interrogati a riguardo, riceviamo diversi racconti su strani avvenimenti che riguardano in primo luogo il santuario, che sembrerebbe fosse stato utilizzato dai boss e addirittura dalla massoneria per i loro segreti appuntamenti rituali.amaseno auricola 049

teatro più recente sarebbe stato proprio il sotto tetto utilizzato la notte come nascondiglio dai boss latitanti, ma ancor più indietro nella storia il santuario fu teatro di un abbandono repentino e ancora avvolto dal mistero, fu infatti intorno al 1930 che i frati minori sassoni abbandonarono in un giorno tutti i loro possedimenti senza portar via niente in processione se ne andarono dal loro monastero mentre si dice recitassero delle novene particolari…lasciarono addirittura le mense imbandite a sentire i racconti.

Di vero, pare che la famiglia di possidenti ecclesiastici che aveva donato la gestione della terra non fosse piA? in accordo con lo stesso ordine del monastero, motivo per il quale senza ulteriori indugi, raggiunto il punto di culmine del diverbio, i frati avrebbero deciso di abbandonare.

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San giuseppe (chiesa gemella) http://www.borgosantelia.it/wp-content/uploads/2014/03/image-6.jpg

gli stessi frati frati si reggistra un attività pressocchè identica presso una località più a nord del lazio nella provincia di Viterbo precisamente presso Civita Castellana.

L’interno fa decisamente capire la similitudine di intenti architettonici di restauro e allo stesso tempo innalzamento di chiese di stile che definirei neo gotico.

i Recolletti dunque nel periodo dei primi dell’ottocento sembrava operassero in tutto il centro italia, ma l’aspetto di somiglianza continua con il fatto che anche a civita castellana il santuario denominato santa maria ad rupes ha in se alcuni richiami alla topografia dei luoghi ossia rocciosi e posti su colline come quella curiosa di Amaseno, ricca di cavità sacre e miracolose,.

In particolare il nome auricola deriverebbe proprio dal toponimo antico che richiama il luogo santo delle rocce.

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Molto ancora c’è? da scoprire in questa splendida città e la collina dell’auricola appare come una collina antichissima ed enigmatica in quanto sembrerebbe ancora racchiudere al suo interno qualcosa di dimentico , sorgenti cavità inesplorate, forse tunnel e antichi resti sacri, probabilmente una sepoltura della quale nessuno vuole più parlare da un po’.

appuntamento nel centro storico di Frosinone per la terza edizione della passeggiata notturna tra storia e leggende con il gruppo megalithic

L’Associazione “Ci vediamo in provincia” ripropone la passeggiata tra i vicoli del centro storico della nostra cittA� tra storia e leggenda in una versione aggiornata, con diversi ospiti.

Siamo alla III EDIZIONE e gli organizzatori hanno scelto di rivisitare il vecchio percorso e modificarlo anche a seguito delle nuove ri-scoperte dei maggiori punti di interesse del centro ciociaro.

Le novitA� riguardano il punto di partenza non piA? il piazzale Vittorio Veneto ma l’imbocco superiore della viuzza intitolata a Giovanni Amendola, poi grazie alla musica di sottofondo suonata dalla musicista Ilenia Lombardi A�i partecipanti entreranno nella zona piA? interna e antica del centro, raggiungeranno i vicoli e gli antichi palazzi raggiungendo poi l’antica piazza della libertA� commemorando i martiri della libertA� ciociari, rievocando antichi racconti e leggende.

Il percorso prevede:
narrazione della storia dei luoghi piA? antichi del centro storico dalle mura ai percorsi sotterranei, commemorazione al monumento dei martiri, e palazzo prefettura, passaggio delle acque e cisterne nel centro, storia recente dell’evangelizzazione dei briganti.
alla fine del tour A? previsto un appuntamento facoltativo con il gruppo megalithic.it al bar tucci per un apericena a prezzo fisso 12 euro con consumazione (esclusi ricavi per l’associazione)
intrattenimento musicale in 2 diversi punti del percorso e ospiti”

lunghezza km1,5 circa
durata 2 h circa

l’evento sarA� gratuito e in pieno stile associativo, non mancate e seguite sulla pagina predatori della ciociaria perduta di facebook

Vi aspettiam16 luglioo!

La civiltA’ del cielo (parte1) di A.Canali

LA CIVILTA DEL CIELO

RACCONTO E REPORTAGE FOTOGRAFICO DI UN AVVENTUROSO VIAGGIO NEI MISTERI DEL MESSICO PRECOLOMBIANO

A. Canali bassorilievi messico
A. Canali bassorilievi messico

Capitolo I

Probabilmente non e’ un caso che il primo riferimento al Messico lo faccia Platone, circa 2500 anni fa, parlando di Atlantide:

(estratto dal Timeo)

Perchè tutto questo mare, che sta di qua dalla bocca che ho detto ( il Mediterraneo), sembra un porto dall’angusto ingresso, ma l’altro (l’Oceano Atlantico) potresti rettamente chiamarlo un vero mare, e la terra, che per intero lì’bbraccia, un vero continente  mentre adesso, sconvolto dai terremoti,  una melma insormontabile che impedisce il passo a coloro che navigano da qui per andare in direzione del mare aperto

Platone , a dispetto del mito, ci fornisce quindi notizie assai precise: l’isola di Atlantide si trovava a meta strada tra l’Europa ed un continente assai più grande da lui chiamato il vero continente, una terra che abbracciava interamente il vero mare, l’Oceano Atlantico, al cui confronto il Mediterraneo era solo un porto angusto.

google maps: messico
google maps: messico

Il vero mare di Platone è abbracciato tutto attorno da una terra, proprio come ancora appare l’Atlantico che converge e termina nel Golfo del Messico

Platone ci dice che in quel tempo (circa il 9.500 avanti Cristo) Atlantide regnava sia sull’Europa che sull’America e che invece al tempo della sua narrazione non era possibile più arrivare al grande continente che si trovava oltre Atlantide a causa di un mare melmoso che ne impediva la navigazione.

Circa 2000 anni dopo la narrazionedi Platone, Cristoforo Colombo, navigando dalla Spagna verso i Caraibi, si imbatteva in un mare melmoso che rendeva la navigazione complicata

(dai diari di Colombo)

le erbe erano talmente fitte che il mare pareva coagulato”,

google search
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a causa dei sargassi, le alghe che proliferano ancora oggi proprio di fronte al Messico.

E probabilmente Platone ne sapeva più di noi sulle civiltà pre-colombiane!

La conoscenza scientifica della odierna storiografia infatti risulta molto limitata nei confronti delle civiltà Azteca e Maya , e pressochè inconsistente per quanto riguarda la civiltàdi Teotiuacan, quella più antica e che ci ha lasciato i monumenti piu grandiosi, oltre ad essere la civilizzazione e che risulta aver influenzato maggiormente la religione, la simbologia e la cosmogonia e le civiltà sia Maya che Azteca.

Gli aztechi difatti giunsero nella valle del Messico relativamente tardi, e solo pochi secoli prima di Cortes. Gli stessi Aztechi pensavano che le immense piramidi di Theotihuacan, situate nella valle del Messico, fossero state costruite dagli Dei e iniziarono a venerare le mostruose sculture e statue che rinvenivano tra quelle maestose strutture

La civiltà Maya, secondo gli studi ufficiali, iniziò a svilupparsi a far data dal 500 a.c., ma dai ritrovamenti archeologici ed in particolar modo dall’esame delle steli, risulta che gli stessi fossero in possesso di conoscenze astronomiche avanzatissime sin dagli albori, circostanza difficile da spiegare se la civiltà fosse effettivamente sorta dal nulla, a meno che non si voglia sostenere che la civiltà Maya sia ben più antica di quanto sino ad ora ritenuto.

google search dei teotihuacan
google search dei teotihuacan

Come detto nulla invece sappiamo su chi ha costruito i monumenti più grandi e straordinari, e che probabilmente è il vero serbatoio di conoscenza da cui hanno attinto nell’ordine Maya, Toltechi e Aztechi:

Quando giunsi per la prima volta nella piana di Thiotiuacan ebbi le netta impressione di trovarmi in un immenso aeroporto, con una gigantesca pista di atterraggio, delineata da geometrie perfette, e sorvegliata da due colossali torri di controllo, costituite dalle piramidi del Sole e della Luna.

Una tale perfetta, colossale geometria, trasuda ancora oggi la volontà dei suoi ideatori di interfacciarsi con il cielo e con le stelle e di rendersi visibili nei confronti dell’uranio e dell’iperuranio.

Ancora oggi è possibile ammirare dall’alto tale metafisiche geometrie salendo su delle mongolfiere che sorvolano il sito.

Peccato come detto che non si sappia nulla su chi le abbia costruite, quando e come. La storiografia ufficiale si ferma di fronte a fatti che non sa spiegare

Un recentissimo ritrovamento archeologico ha gettato ancora piu mistero su questo sito, richiamandomi alla mente proprio Platone.

dal Timeo

Il metallo che ora ha soltanto un nome, l’oricalco, veniva estratto in molte parti dell’isola ed era a quel tempo il più prezioso dopo l’oro 

Alcuni mesi fa all’interno della Piramide di Quetzoalcoatl, sono state ritrovate sette sfere di pirite, un materiale che non si trova in Messico e cha dagli antichi era considerato prezioso in quanto molto simile all’oro, ma meno pregiato. Un calco dell-oro (oro di rame o degli stolti), in greco: oricalco!

http://poeta-mistico.blogspot.it/2015/05/di-s.html
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Ma gli enigmi non finiscono nella valle del Messico. Nella contigua valle di Puebla, alle pendici del vulcano Popocatepetl in perenne eruzione, si erge la piu grande piramide al Mondo, 4 volte il volume della Piramide di Cheope: la piramide di Cholula, sulla cui cima gli Spagnoli costruirono anche una basilica, pensando probabilmente che si trattasse di una collina naturale.

Anche in questo caso nulla sappiamo su chi la abbia costruita, come e quando, come su cosa rappresentasse questa gigantesca testa umanoide che ancora si puo vedere ai piedi della piramide.

Si tratta di un edificio che, visto lo stato di interramento, potrebbe tranquillamente avere alcune migliaia di anni.

http://1.bp.blogspot.com/-oC8uXqcw-SQ/TfUzJ856WpI/AAAAAAAACJ0/U2XYUH-iCOk/s1600/atlantisbolivia.org.bmp
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Gli archeologi sono comunque riusciti ad accertare che questa civiltà ebba un grande influsso in tutto il centro-america, in particolare sugli insediamenti Maya dello Yucatan e del Guatemala. Gli dei di Theotiuacan erano destinati a diventare gli stessi dei dei Maya, anche se con nomi differenti. Cosi come i sacrifici, anche umani, che gli stessi praticavano. Non abbiamo reperti di scrittura della civiltà di Teotihuacan, e quindi sarebbe utilissimo poter decifrare completamente la scrittura geroglifica Maya, che invece risulta ancora in parte incomprensibile.

https://www.google.it/maps/place/Teotihuac%C3%A1n+de+Arista,+Stato+del+Messico,+Messico/@19.6930739,-98.8458928,3a,75y,60.86h,85.57t/data=!3m8!1e1!3m6!1s-vbaBcF5tf_4%2FVZ-Cny8cg5I%2FAAAAAAAAm6w%2F3MpyA8a8Q0sDF0KgneERwfmoflG8G2YYA!2e4!3e11!6s%2F%2Flh4.googleusercontent.com%2F-vbaBcF5tf_4%2FVZ-Cny8cg5I%2FAAAAAAAAm6w%2F3MpyA8a8Q0sDF0KgneERwfmoflG8G2YYA%2Fw203-h101-n-k-no%2F!7i9728!8i4864!4m5!3m4!1s0x85d1eaf94e01ddc9:0xc77ed523147164da!8m2!3d19.685267!4d-98.8721186!6m1!1e1
https://www.google.it/maps/

Alcune datazioni su stele Maya fanno riferimento a decine di migliaia di anni prima di Cristo, pertanto una decifrazione completa di questa scrittura potrebbe permettere di far luce anche sulla civiltà di Teotihuacan

Purtroppo probabilmente non sarà mai possibile arrivare ad una comprensione completa dei geroglifici Maya, nonostante la antica lingua Maya sia tutt’ora parlata da alcuni milioni di persone….

continua..

il quadro della madonna del calice di Frosinone

p.ruggeri www.megalithic.it madonna del calice (frosinone)
p.ruggeri
www.megalithic.it
madonna del calice (frosinone)

Qualche tempo fa, mentre passeggiavo con l’amico Giancarlo Pavat (scrittore e ricercatore, uno dei massimi esperti di labirinti in Italia) per le vie di Frosinone, mentre eravamo intenti a tentare di ricostruire la trama storica poco conosciuta del centro storico di Frosinone.

Intenti a ispezionare portali ed edifici alla ricerca di qualche cenno di storia dimenticata che, proprio poco prima dell’incrocio tra Via xx Settembre e e Via Rattazzi, scorgemmo su al terzo piano di un edificio una nicchia ed un edicola, con un quadro, da li scattammo qualche foto e tentammo di capire di che quadro si trattasse, nel quadro si vedeva una madonna con un bambino che porgeva allo spettatore un calice (sacro Graal).

tratto da google maps
tratto da google maps

 

 

Da subito, visto il comune propendere tra me ed il mio caro amico alla ricerca di messaggi subliminali nei dipinti e simbologie poco conosciute, quasi nel tentativo di giungere a spiegare ogni opera attraverso ogni piccolo dettaglio, ci guardammo quasi increduli, giA� assaporando il sapore della scoperta, pensando entrambe a chissA� quale messaggio legato a qualche occulto e magico rituale dimentico…..

 

In effetti non A? cosA� facile imbattersi in quadri di questo tipo in questa nostra” poleis”, rimanemmo anche colpiti dal posizionamento della nicchia, in quanto essa rimane incastonata tra blocchi di pietra in alto quasi fosse nascosto…. Ancora oggi rimane accesa la curiositA� su questo dipinto sul quale continueremo a chiedere e tentare di scoprire…,

quello che invece possiamo dire oggi con certezza A? che in alcuni altri paesi qui intorno potreste ritrovarne un altra copia, infatti G. Pavat mi ha gentilmente avvertito che nelle sue ricerche su alcuni paesi limitrofi, ha riscontrato la presenza dello stesso tipo di dipinto, anche se con alcuni elementi di diversitA� nei colori delle vesti A? il caso di Patrica, vicino a Via Kennedi, cosa che ha portato a quanto sto per raccontarvi:

(l’articolo correlato al link http://www.ilpuntosulmistero.it/la-contea-del-mistero-a-spasso-per-patrica-fr-alla-ricerca-di-enigmatiche-simbologie-1-parte/)

 

il quadro A? stato identificato come riproduzione di un opera che attualmente A? conservata presso il museo dedicato a San Gaspare Del Bufalo, sito ad Albano. L’opera in questione A? chiamata comunemente Madonna del Calice, auxilium christianorum, …del preziosissimo sangue.

Essa secondo quanto riportano le cronache del processo di beatificazione di San Gaspare, con le testimonianze dei suoi fratelli e seguaci, sarebbe stata donata dal papa pio VII al Santo il quale l’avrebbe scelta con la preghiera a tutti i suoi seguaci che fosse esposta in tutte le missioni che al sacerdote la chiesa romana chiedeva, una missione di evangelizzazione che secondo quanto riferiscono le fonti, fosse capace di arrivare li, dove nessuno avrebbe voluto portare la parola del signore;

Infatti si ricorda che il santo fosse divenuto la figura popolare del predicatore dei briganti proprio nelle zone del Frusinate . Don Gaspare avrebbe fatto disegnare il dipinto da un artista diverso dal reale autore, aggiungendo alla tela il particolare del calice contenente il preziosissimo sangue appunto. In effetti l’autore del quadro originale sarebbe Pompeo Batoni (Lucca,A�1708A�a�� Roma, A�1787)A�il dipinto A? davvero bellissimo ed il particolare del calice calza a pennello come anticipato A�anche per le interpretazioni di vicinanza a quella iconografia cristiana simbologica che si apre al nuovo mondo..

https://www.google.it/maps/@41.8669566,12.532138,3a,75y,150.06h,91.02t/data=!3m6!1e1!3m4!1sNllJAX4Xx8bvmmua7ajXpw!2e0!7i13312!8i6656
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Per approfondire anche i risultati di tale evangelizzazione al curioso non sarA� sfuggito neanche l’edificio della chiesa della parrocchia di San Gaspare del Bufalo realizzata dal famoso ingegner Nervi sita presso il quartiere tuscolano in Via Rocca di Papa, famosa per essere chiaramente un edificio rappresentante diverse icone A�massoniche : la piramide, il compasso, l’occhio onniscente, la squadra, e la stessa simbologia A? visibile ancora piA? accuratamente anche dal satellite.

 

 

 

 

 

 

Nervi famoso ingengnere ha anche realizzato la sala Nervi nella cittA� del Vaticano, per alcuni un serpente sempre richiamando il culto simbolico dei free masons…

google https://www.google.it/maps/@41.8663949,12.532761,277m/data=!3m1!1e3
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https://www.google.it/maps/@41.8663949,12.532761,277m/data=!3m1!1e3

 

 

 

 

 

 

 

Un legame molto difficile da dipanare ma devo ammettere che mi sto facendo (come al solito) un idea tutta mia sulla questione: strano costatare come negli ultimi anni, sembra che le opere ed i monumenti realizzati secondo i canoni e le figure retoriche del culto massonico inseguano i loro persecutori, come a giocarsi di loro dopo la loro morte.

nervi

 

 

 

 

 

 

 

 

infatti ricostruendo gli episodi narrati delle biografie dei santi si scorge un richiamo alla memoria di quanto fatto contro le sette ed i settari, con il miracolo di aver riportato uomini dal segreto culto alla grazia dei sacramenti.

https://www.google.it/search?q=nervi+serpente&espv=2&biw=1366&bih=623&tbm=isch&imgil=UABR2nzj2D-kBM%253A%253BqAX31CfmNjFPBM%253Bhttp%25253A%25252F%25252Fwww.losai.eu%25252Fperche-la-sala-udienze-del-vaticano-ha-la-forma-di-un-serpente%25252F&source=iu&pf=m&fir=UABR2nzj2D-kBM%253A%252CqAX31CfmNjFPBM%252C_&usg=__awBBN1_oTTr9IGf-eIKuWg5dOtY%3D&ved=0ahUKEwijyPryoMnMAhWG8RQKHewXC6wQyjcIMA&ei=9YwuV-P5JIbjU-yvrOAK#imgrc=UABR2nzj2D-kBM%3A
https://www.google.it/search?q=nervi+serpente

Quindi la domanda sorge spontanea: come mai le cronache narrano di un aspra rivalitA� fra il santo e le sette, e poi il quadro delle missioni dell’ordine del sacro sangue riporta un bambino con il calice?

….un dubbio sorge anche a voi…. lo so ….predatori 😉