I rosoni di Alatri, i loro simboli, il passaggio spirituale, dalla teoria, alla pietra.. (di Alessandro Canali)

Il percorso iniziatico verso la Verita’ interiore.

18 Alatri - Croce patente nella chiesa S Francesco

La reductio ad unum templare di Alatri.

I due trafori centrali dei rosoni delle chiese di S. Maria Maggiore e di S. Francesco ad Alatri raffigurano lo stesso percorso iniziatico, marcatamente templare, costituendo una rappresentazione simbolica unica in Europa.

Non casuale, ed ascrivibile alla stessa regia, il ritrovamento, anch’esso unico in Europa, del cd. “Cristo del Labirinto”, che raffigura il percorso di iniziazione gnostica guidata dal Cristo Soter postone al centro, come di alcune raffigurazioni di croci templari.Cristo-nel-labirinto-di-Alatri-dopo-il-restauro-Foto-Comune-di-Alatri_jpg

La chiave di lettura del messaggio simbolico contenuto nel traforo è duplice: dall’esterno verso l’interno e dall’interno verso l’esterno, in quanto il percorso iniziatico non può essere mai statico ma  necessariamente dinamico.infinitotto

 La forma più alta di Sapienza concessa all’uomo non è  il raggiungimento della Verita’ ma concentrare la propria esistenza terrena nella continua ricerca della stessa.canalirosa

Il messaggio sembra essere proprio questo:

in questa vita ci si dirige e ci si avvicina alla Verità, ma non la si può mai raggiungere

Percorrere il labirinto ed affrontare le sue prove è la forma più alta di esperienza mistica che ci è data nella vita terrena.

E la stessa intessitura del traforo è di per sè un labirinto di pietra e di simboli!

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Predominato da una croce templare centrale, sapientemente celata con tecnica criptosimbolica tipicamente templare, il rosone nasconde una pluralità di figure geometriche altamente simboliche che si trasformano e sciolgono le une nelle altre, tra cui una “rosa del graal”.

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Sia dall’esterno verso l’interno che viceversa, vediamo la seguente sequenza simbolica:

cerchio-ottagono-quadrato-ottagono-cerchio,

il pentacolo simbolico che rappresenta le fasi della

discesa-ascesa-discesa

tra la dimensione Spirituale propria della nostra anima e quella Terrena propria della nostra natura.

La sintesi simbolica e geometrica di queste figure è la grande croce inscritta nel cerchio che ne scaturisce

La sequenza rappresenta la continua oscillazione che dall’Infinito celeste (la circonferenza esterna del traforo) porta verso l’Infinito interiore (il cerchio centrale al traforo).

Il centro del rosone è’ la traccia di Sapienza divina presente all’interno di ogni individuo, l’Uno che è in noi, che si riespande verso l’Infinito celeste e verso cui tende l’Infinito celeste

Questa oscillazione spirituale, che avviene attraverso fasi (iniziatiche) ben precise, determina la vibrazione energetica che, se percepita, orienta la nostra esistenza verso l’ Eterno

Il canto gregoriano e le estasi liriche di Ildegarda di Bingen ne sono testimonianza concreta e percepibile.

https://www.youtube.com/watch?v=dM2PqY4crMY

La croce delle beatitudini, la “rosa del graal” e l’ottagono  rimandanosubito   alla presenza templare

L’ottagono, in geometria, si ottiene unendo, con quattro segmenti in diagonale, i vertici dei 4 bracci di una croce greca o incrociando a 45º due quadrati, con lo stesso centro, e unendo i vertici fra loro; oppure tracciando i quattro punti cardinali e i quattro punti loro intermedi (operazioni geometriche ben esplicitate all’interno del rosone), ottenendo una stella a 8 punte e unendone i vertici.

L’ottagono rappresenta il tentativo dell’Uomo (quadrato) di farsi Spirito (Cerchio)

Ed infatti nei rosoni di Alatri lo troviamo sempre rappresentato tra il quadrato ed il cerchio.

E’ lo sforzo di elevazione della Materialita’, in Spiritualita’.  Partendo da una figura semplice (quadrato), lo Spirito si evolve (passando all’ottagono), fino a raggiungere la perfezione rappresentata dalla circonferenza.

E l’8 non è altro che una doppia circonferenza che simboleggia l’infinito.

Questa interpretazione  viene supportata da quanto sostenuto da J.C.Cooper, nel suo mirabile saggio sul simbolismo: “la trasformazione del quadrato in circonferenza avveniva attraverso l’Ottagono”.

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Per questo motivo il Cristianesimo usò l’Ottagono come figura geometrica base per l’edificazione di fonti battesimali.

A Gerusalemme, nel luogo esatto dove sorgeva il Tempio di Salomone, si erge adesso la Moschea della Rocca, che è l’unico esempio di edificio storico islamico costruito su una struttura ottagonale, come del resto era il Tempio stesso.  Cooper ci dice inoltre che, nell’architettura sacra, le cupole poggiano spesso su strutture ottagonali. I quattro punti cardinali e i quattro punti intermedi, unendosi danno un ottagono. L’ottagono rappresenta le otto porte che permettono il passaggio da uno stato all’altro.imagesTNNQ8DLI

Le 8 porte rappresentate nella Croce delle Beatitudini divenuta il simbolo piu’ noto dei Templari ed il centro dei rosoni di Alatri!

Per questo motivo l’ottagono fu la forma geometrica più utilizzata dai Templari, come simbolo della loro missione spirituale sulla Terra

Nell’Ottagono vediamo quindi esaltato il messaggio simbolico templare. Questa figura rappresentava l’elevazione, il tentativo dell’Uomo-Templare che, partendo da una figura semplice (quadrato-il terrestre), si evolveva spiritualmente passando all’ottagono (le otto porte che permettono il passaggio da uno stato all’altro; la transizione; il rinnovamento; la resurrezione), fino a raggiungere la perfezione ultraterrena e l’eternità (rappresentate dalla circonferenza), con il Cristo Soter al centro, come nell’affresco di S. Francesco.

In te ipsum redi!

L’eternità, come notava S.Agostino, riprendendo Seneca e Marco Aurelio, la si trova dentro di noi!

…teorie, e studi sulle origini della nostra terra, ..siate curiosi.. ( di Ilenia Lungo)

LE MURA MEGALITICHE DEL LAZIO:

LA STRAORDINARIA TESTIMONIANZA DI UNA TERRA SCOMPARSA,

DI UN’ANTICA CIVILTÀ E DEL “PRIMATO ITALICO”. . .

 SECONDO GLI STUDI DI ANGELO MAZZOLDI10349071_818126984871623_1982101160205943768_n

 

L’Italia, il paese della cultura, della storia e dell’archeologia è, in molti casi, ricca di testimonianze provenienti da un passato mitico e leggendario che costituiscono un’evidenza storica eccezionale. Ne è un esempio, il territorio del Lazio e delle regioni limitrofe, caratterizzato da imponenti vestigia di circuiti megalitici in opera poligonale, taluni più integri talaltri più esigui, innalzati sulle sommità di colline o rilievi montuosi. Scriveva così, a tal proposito, la studiosa americana Louisa Caroline Tuthill nella sua “History of Architecture del 1848: “In un’età precedente a quella dei Romani, la fiera terra d’Italia era abitata da popoli che hanno lasciato monumenti indistruttibili a testimonianza della loro storia. Quelle meravigliose e precoci città d’Italia, che sono state definite ciclopiche, sono fittamente sparse in molte regioni e spesso appollaiate come nidi d’aquila sulle creste delle montagne, ad una tale altitudine che stupisce e disorienta il viaggiatore che oggi le visita esortandolo a chiedersi cosa abbia spinto gli uomini ad edificare in luoghi tanto inaccessibili e a radicarsi all’interno di tali stupende fortificazioni”.

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Costruire (S)perfezionandosi

Auricolari alle orecchie, balcone, occhi puntati sul tramonto romano,  pianoforte, poesia, canzone n.9 del mio  lettore musicale che parte.

“Ah, si vivesse solo di inizi,

Di eccitazione da prima volta

Quando tutto ti sorprende e nulla ti appartiene ancora”

Sì é lui, Niccolò Fabi con la sua “Costruire”, un capolavoro con un testo che arriva fino all’anima.

Una canzone ben strutturata in cui si canta delle tante prime volte (un libro nuovo, la vernice fresca, un regalo da scartare, il giorno della festa, la paura del debutto, il tremore all’esordio).  Poi una frase, pare buttata lì, introdotta da un MA che fa pensare a tutto, un MA dicotomico,  un MA che urla LA VITA e ci consiglia l’approccio da tenere :

“MA Tra la partenza e il traguardo

Nel MEZZO c’è tutto il resto

E giorno dopo giorno é SILENZIOSAMENTE costruire

E Costruire é potere e sapere

RINUNCIARE ALLA PERFEZIONE”

 

Ecco il punto focale della canzone:in maniera del tutto oggettiva, anche se totalmente romantica,  ci racconta come a volte rinunciare alla perfezione ci porti alla felicità perché é proprio tra la partenza e il traguardo che scorre la vita ed è proprio lí che COSTRUIAMO tutto il resto.

Se la prima parte ci racconta le prime volte, la seconda parte  è dedicata ai FINALI, alle conclusioni, cosí  come l’ultimo bicchiere, l’ultimo tramonto, cosí come il sipario… eppure NEL MEZZO C’É TUTTO IL RESTO, CHE SCORRE, giorno dopo giorno .

 Ognuno di noi facendo un passo indietro dimostra di  avere il coraggio di abbandonare la PERFEZIONE che un po’ come la natura nella nostra vita più che una madre rappresenta una MATRIGNA che ci destabilizza e ci fa perdere di vista la costruzione, una costruzione invece che deve essere fatta di attimi di vita quotidiani, di frasi, di sorrisi, di volti, di mani, di abbracci, di errori,  di cadute.

Solo colui che ha il coraggio di lasciarsi andare, dice SI alla vita:riesce ad abbracciare la propria esistenza capendo e anche il senso.

Non so  se Nic. mentre scriveva volesse dare questo significato, a me piace pensarla cosí, e questo mi porta ad adorare queste strofe e ad averle fatte mie.

Rieccoa-che-punto-c3a8-la-nottela qui, é arrivata la notte, lettore musicale che riparte…n.9….si ricomincia…verso la rinuncia alla perfezione.

Buonanotte!

 

 

http://youtu.be/mhH0X7RtZyM

 

 

 

 

 

la Villa di Traiano ad Arcinazzo Romano (P.r.)

026Bella ed imponente, posta in un passaggio obbligato nell’unica strada che funge da collegamento tra la zona di sublacum e trevi nel lazio (sublacense), la Villa dell’imperatore iberico Traiano, una struttura che appare ancora oggi dopo millenni, ricca di ogni confort, degna di ospiti illustri.030 Appena accanto alla strada un reticolo di strutture maestose riscoperte nel fine del XVII° sec.dc., sono a testimoniare al viandante come i ricchi romani dell’eta imperiale fossero capaci di allestire dimore reali per garantire il giusto ristoro alla corte dell’imperatore nei periodi in cui egli si dedicava alla caccia. Piscine, terme , giardini, giochi di colori, e acque, un piccolo paradiso (approssimativamente 4 km verso Fiuggi) posto sui 1000 metri di altitudine, intagliato in una stupenda cornice di boschi di castagni e querce, e di monti floridi, pieni di selvaggina.

Ne rimangono in vista, per il visitatore, solo alcune parti restaurate e ripristinate nel loro antico splendore, colonne di marmo di 18 tipi e colori diversi, una fontana con mosaici a pasta vitrea e delfini mossi dallo scorrere dell’acqua, incanalata e distribuita secondo l’antica conoscenza dei popoli latini, con rappresentazioni e affreschi degni dell’antica Pompei.

031Colpisce l’occhio il piccolo museo realizzato in alcune antiche stalle probabilmente poggiate sui basamenti della villa romana, una parte di un affresco rimasto come unico al mondo, secondo la nostra guida d’eccezione (l’Avv. Alessandro Canali), in grado di mostrarci la Vittoria alata imperiale romana nella sua splendida effige gloriosa e più volte copiata nel corso dei secoli, una progenitrice della minerva italica, una bisnonna della figura più utilizzata, finanche dal de la croix durante la rivoluzione francese, per rappresentare la dea del potere di un impero.034

Le colonne ed i capitelli rinvenuti sono di una bellezza che mozza il fiato, intarsiati dai mastri dell’epoca ci fanno pensare che di tale maestria sia rimasta solo la storia ai tempi di oggi.

Nella chiesa del vicino paese di Arcinazzo si rinvengo altre colonne proprio trasportate via dal sito archeologico, così come per altri portali ed epigrafi, oggi facenti parte di architravi e portali cittadini.

Una testimonianza della forza della manodopera romana ai tempi del I° sec. dopo cristo che oggi vale la pena visitare proprio accanto a ristorantini tipici e una splendida natura incontaminata.

https://www.facebook.com/MuseoCivicoDellaVillaDiTraianoAdArcinazzoRomano   038

…la tecnologia delle mura megalitiche??…

 

 

Nello specifico, quello che ci interessa in questa sezione è la retro applicazione ingegneristica delle forze necessarie a porre in opera le costruzioni illustrate. Arpino_wall

Negli ultimi anni, le teorie sulle tecniche costruttive e gli studi su questa particolare tipologia di costruzione non sono state abbastanza approfondite, per diversi motivi, quello che ci interessa è che da oltre oceano invece continuano a parlare di nuove scoperte sulla capacità di pochi altri popoli sulla terra, (ne esisterebbero uguali anche a machu picchu), con la stessa tecnica, infatti, si facevano scorrere le acque in città, e si sottraeva la terra alla montagna mediante terrazzamenti capaci di resistere a qualsiasi cataclisma, oltre che al logorio degli anni.

Quello che non si sa per certo è come si sia potuto scegliere di tagliare le cime delle montagne per costruirvi sopra muri di massi enormi senza malta ne altro legante.

"Porta Maggiore"Nella ricerca, ufficialmente di queste tecnologie in italia non esistono studi accademici, nonostante da millenni esistano ritrovamenti di queste meravigliose opere dell’ingegno. Uno studioso molto accreditato detiene attualmente la cattedra del politecnico di Milano in Archeoastronomia, ed anche lui, nonostante sia riuscito a decifrare alcune risposte sulle mura di questa nostra regione, in campi tecnici e sceientifici di ingegneria, avanza diverse domande sulla capacità di spostamento dei massi pesanti fino a centinaia di tonnellate su posti ripidi e scoscesi, insomma difficilissimi a riprodursi con le tecniche attuali.

In alcuni altri luoghi sulla terra esistono cave con obelischi tagliati e pronti ad essere issati, pesantissimi anche per i nostri tempi e perfettamente intagliati.

La parte più interessante del discorso nelle storie tramandate dai tanti appassionati riguarda la capacità di spostare i massi attraverso macchinari tecnologici capaci di far lievitare gli oggetti, cose da fantascienza. Eppure proprio in italia esistono degli studi che sta compiendo l’università di pisa sulla capacità delle onde sonore di creare campi di gravità per far lievitare e manovrare gli oggeti.

http://www4.fisica.unimi.it/fisica-curiosa/305-levitazione-acustica

http://www.lescienze.it/news/2013/07/17/news/levitazione_acustica_controllo_oggetti-1745459/

Forse sarà questo il caso di approfondire sia quanto sappiamo sia quanto ancora non sappiamo in merito all’argomento, perchè proprio da questi nuovi punti di arrivo della scienza forse riusciamo a capire anche la nostra storia umana.

“Porta Maggiore”

La porta minore illuminata durante l'equinozio d'autunno
La porta minore illuminata durante l’equinozio d’autunno

 

la mappa preistorica di Frosinone dei predatori della ciociaria perduta

italo bidittu italo bidittu 2Salve predatori, mettiamola così, oggi mi è venuto in mente che sarebbe stato utile per la tana dei predatori, diramare la mappa dei giacimenti preistorici e quaternario della provincia di Frosinone, l’estratto del bollettino del 1976-77 a cura del prof Bidittu, uno dei primi predatori della ciociaria perduta, di lui si raccontano storie appassionanti, fu lui infatti a ritrovare l’ Homo cepranensis, Argil per gli amici.

In queste due elaborate mappe con relative spiegazioni, si trovano le informazioni basilari che dobbiamo possedere per avere un  riferimento di base nella ricerca territoriale che compiamo. In questa mappa si precisano una miriade di piccoli territori con ritrovamenti archeologici di diverse ere preistoriche, ad Es. per Frosinone, punti come Selva dei muli, Fontanelle, etc..

La storia ha la necessita di essere letta a ritroso per dare alcune risposte, la preistoria getta delle basi importantissime, fino all’eta del ferro, della quale cominciamo ad avere i primi resoconti scritti tramandati secoli prima di Cristo. Il caso dei Volsci indicati anche all’interno di questo resoconto del ’77,.. insomma , da quando Erodoto, e via via, gli altri cominciarono a narrare.

Ecco la documentazione che dobbiamo possedere per capire in quale provincia siamo, la nostra civiltà deve essere riscoperta e valorizzata, la vita dell’uomo accompagna questo territorio da sempre, questa è una forza che ci appartiene, che oggi deve fare la differenza, altri territori nel mondo non godono della stessa antica presenza umana, ed alcune peculiarità devono ancora essere spiegate.

Questo deve essere il nostro orizzonte, la mappa dei nostri territori serve a crescere, diventa predatore della tua città, partecipa al registro dei beni di interesse culturale e turistico conosci la tua identità, e falla conoscere agli altri, invia una tua segnalazione alla mail: civediamoinprovincia@gmail.com

FACCIAMOLO PER IL PATRIMONIO, FACCIAMOLO PER IL NOSTRO TERRITORIO!

Storie di ordinaria quotidianità

imageseeeeeAndando in giro con il naso all’insù, e stando attenta ai particolari, spesso mi capita di incrociare i miei occhi con occhi sconosciuti, a volte mi capita addirittura di iniziare a chiacchierare con persone mai viste, e proprio lí iniziano dei dialoghi inaspettatamente costruttivi.

ANNA, quarant’anni,  una bimba di 10, sole in una casa in affitto, 1000 euro al mese di  stipendio con contratto a tempo determinato.

GIOVANNA, 34enne, insegnante del Lazio, costretta a fare domanda per insegnare in Piemonte pur di lavorare lasciando gli affetti di sempre e casa sua.

EDOARDO, 48 anni,operaio, moglie disoccupata, 4 figli,  in cassa integrazione.

ALESSANDRO, 30enne, dopo 2 anni che non lavorava ha deciso di cambiare Paese:da qualche mese ormai è a Londra, perfettamente integrato e con un lavoro che ha trovato e scelto dopo 2 giorni che era la.

4 storie  che rispecchiano  purtroppo uno spaccato di vita che ormai tocca tutti, direttamente o indirettamente.  Quanti imprenditori decidono di morire vedendola come alternativa unica da prendere? Quanti uomini e quante donne quotidianamente pensano allo stesso terribile pensiero? Purtroppo tanti e il numero cresce ogni giorno di più.

Tra i volti che ho nel cuore c’è quello di  ALINA,una ragazza albanese,  venuta qui per scappare dalla fame ormai da qualche anno. Ora è badante e colf di una famiglia che l’ha presa come una figlia ed ora Alina é felice. Due occhi sorridenti e brillanti, due occhi pieni di vita. Le storie a lieto fine esistono ancora, bisogna solo saperle leggere bene perché ogni esperienza ha il suo “vissero felici e contenti”.

I colori,  gli odori, i sorrisi, le mani, i volti, le voci! Ogni persona é un universo. Vorrei conoscere nella mia vita più persone possibili, vorrei abbracciarle tutte e vorrei ascoltare le loro storie. Vorrei far diventare i loro racconti parte della mia esperienza e vorrei Donare loro la mia essenza.

Oggi sto qui a ringraziare Anna, Giovanna, Alina, Alessandro, Edoardo. Speranza nei loro racconti e tanto coraggio nelle loro parole.

Siamo gentili e sorridenti con ogni persona che incontriamo nel nostro cammino poiché sta combattendo una battaglia di cui non ne sappiamo nulla.

 

Ascoltiamo gli altri,  c’è sempre da imparare!

 

 

 

ecco come la vediamo noi..

10013550_10203817789474116_2013200716_nSalve predatori,

da oggi stiamo diffondendo in tutta la provincia, attraverso la rete delle associazioni, dei meet up, dei cittadini, questo volantino che serve a metterci in moto per la salvaguardia, e la tutela del nostro patrimonio, ….date un occhiata e stampate dal sito questo fumetto è il primo ma ne seguiranno altri.

E’ così che ci immaginiamo, …siamo pronti a prendere possesso del vostro tempo libero, e siamo convinti che ne servirà molto per raggiungere l’obiettivo di mappare i nostri luoghi. Chi conosce meglio dei residenti i quartieri di queste città italiane meglio di noi, nessuno.

il nostro patrimonio è talmente vasto che ovviamente qualche pezzetto del puzzle della storia sarà facile dimenticarselo lungo la strada…

La ciociaria come tantissimi altri posti al mondo possiede un insieme di frammenti di storia di valore globalmente accertato. Quello che ci distanzia dal mondo, invece, appare l’incapacità di gestire, e la noluttà di far proliferare il territorio secondo metodi sostenibili e innovativi.

Nel campo del turismo culturale appare invalicabile la concezione che nel lazio trovino posto esclusivamente i tour organizzati di tipo religioso, e  questo perchè si crede che non vi siano attrazioni nel campo del turismo della tradizione.

La vera scintilla che accende gli occhi del turista è la curiosità, ed è la guida vera, quella che sa descrivere anche un sasso come quella particella del tutto che oggi è solo un ipotesi ricostruttiva.

L’occhio di un predatore scandisce le linee di congiunzione degli architravi esposti alle intemperie da secoli, riconosce negli enigmi del paesaggio le antiche rovine di antiche dighe e abbeveratoi o mulini.

Il naso si raffina a forza di terra e antichi profumi, come quello del gelsomino notturno, o quello del rosmarino selvatico che cresce ai piedi degli altari e dei templi disseminati da Circei ad Alba fucens..

Le mani accerezzano con fame di scoperta i basamenti, le mura, gli affreschi dimenticati, scansano le rocce e gli arbusti per restituir la luce alle antiche vie che costeggiano i ruscelli.

Oggi con l’ausilio di tutti e qualche accorgimento elettronico siamo pronti per restituirci la nostra identità, il percorso che ci aspetta è lungo, e tortuoso, ma lambisce un confine che alla fine attraverseremo sicuramente, partecipando alla nostra gloria che fu per riabbracciare un paese che ci ha dato tutto e che non va nè dimenticato nè deriso.

Scatta una foto al bene che intendi registrare e inviala a questo indirizzo : civediamoinprovincia@gmail.com

 

 

 

Una finestra sul mondo.

L’eterna lotta :i giovani di oggi, i giovani di ieri.

Gli adolescenti di oggi, pieni di ribellione,  di forza, con un impeto di idee e di creatività, sono una  fonte sempre nuova di spensieratezza, di colori, di Vita.

I giovani 14enni di oggi: con l’ultimo SmartPhone  in mano, con gli occhiali ultima moda, con i pantaloni di quel cangiovani e vecchitante o i capelli come quella della TV.  

Si, i giovani adolescenti di oggi con la voglia di esserci, esserci comunque e dovunque.

I miei 14 anni: li ricordo con un sorriso!  Uniforme da Scouts,  fazzolettone in vista e maglione con i “gradi”, portato orgogliosamente nei migliori sabato sera. Sul comodino la Costituzione e tanta voglia di cambiare il mondo e soprattutto la ricerca del modo migliore per diventare quella che oggi sono. Si, sono esattamente quella che volevo essere 15 anni fa, e anche oggi lavoro su me stessa per diventare sempre l’IIaria che vorrei.

Gli adolescenti di oggi invece?, cosa vogliono?, cosa sperano?, quali i loro sogni?, davvero così diversi da noi? così lontani da ciò che eravamo?

L’eterna lotta tra oggi e ieri, tra passato e presente, tra bene e male, tra noi e loro. 

L’Eterna voglia di Essere migliori degli altri forse, l’eterna ribellione del nuovo nei confronti del vecchio.

Cosa eravamo, cosa volevamo?

Tutto ciò che siamo oggi è il frutto di ciò che eravamo ieri e i giovani che eravamo ci hanno portato ad essere uomini e donne di oggi.

Non dimentichiamo i nostri sogni, le nostre battaglie: parliamo con i nostri giovani, confrontiamo con le loro idee e i loro progetti domani saranno loro a rapportarsi con i neonati di oggi è così via…anno dopo anno, generazione dopo generazione.  L’eterno evolversi della vita tra il presente, tra l’oggi e un ieri che mano a mano si dimentica.

Raccontiamo la storia, l’unica cosa che ci ricorda chi eravamo. Raccontiamo i canti che sono stati, le idee divenute progetti e poi fatti.

Non sentiamoci migliori di loro, non sentiamoci la generazione migliore, perché un domani che è già oggi saranno loro a sentirsi migliori degli altri..e tutto si ripete..come un copione già scritto.

Viviamoci,  gli uni e gli altri. Impariamo da loro e loro ci rispetteranno!

Senza paura di loro, sono la nostra finestra sul mondo…

 

 

è arrivato THICO il primo predatore della ciociaria

VOLANTINO 1ciao ragazzi vi presento THICO nato dalla penna di STEFANO SPAZIANI un giovane fumettista che ha sposato la nostra causa, quella della lotta per la registrazione dei beni culturali e paesaggistici sul web in modo di creare un registro georeferenziato dei luoghi che vanno salvati e riscoperti.

Ognuno di noi conosce il proprio territorio, e può essere un predatore come Thico, lui cerca in modo curioso i cenni dei monumenti architettonici o naturali e li registra con una foto ed una segnalazione per inviarla alla tana dei predatori, il centro della rete che si tesse tra volontari sul territorio. Professori, e amanti , cittadini e turisti in un unico net in cui la storia la fa da padrona. Archeologia e tutte le teorie affini, leggende e miti della tradizione orale tornano a contare e ogni luogo partecipante torna ad incuriosire lo spettatore.

Questo personaggio sarà al centro di una capagna di sensibilizzazione promossa dall’associazione Ci vediamo in provincia , e tanti Meet-up dislocati sul territorio. La linea di sviluppo del progetto è di lungo raggio e mira a svolgere un servizio sociale e a creare un indotto culturale turistico sostenibile.

FACCIAMOLO PER IL PATRIMONIO

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