appuntamento nel centro storico di Frosinone per la terza edizione della passeggiata notturna tra storia e leggende con il gruppo megalithic

L’Associazione “Ci vediamo in provincia” ripropone la passeggiata tra i vicoli del centro storico della nostra cittA� tra storia e leggenda in una versione aggiornata, con diversi ospiti.

Siamo alla III EDIZIONE e gli organizzatori hanno scelto di rivisitare il vecchio percorso e modificarlo anche a seguito delle nuove ri-scoperte dei maggiori punti di interesse del centro ciociaro.

Le novitA� riguardano il punto di partenza non piA? il piazzale Vittorio Veneto ma l’imbocco superiore della viuzza intitolata a Giovanni Amendola, poi grazie alla musica di sottofondo suonata dalla musicista Ilenia Lombardi A�i partecipanti entreranno nella zona piA? interna e antica del centro, raggiungeranno i vicoli e gli antichi palazzi raggiungendo poi l’antica piazza della libertA� commemorando i martiri della libertA� ciociari, rievocando antichi racconti e leggende.

Il percorso prevede:
narrazione della storia dei luoghi piA? antichi del centro storico dalle mura ai percorsi sotterranei, commemorazione al monumento dei martiri, e palazzo prefettura, passaggio delle acque e cisterne nel centro, storia recente dell’evangelizzazione dei briganti.
alla fine del tour A? previsto un appuntamento facoltativo con il gruppo megalithic.it al bar tucci per un apericena a prezzo fisso 12 euro con consumazione (esclusi ricavi per l’associazione)
intrattenimento musicale in 2 diversi punti del percorso e ospiti”

lunghezza km1,5 circa
durata 2 h circa

l’evento sarA� gratuito e in pieno stile associativo, non mancate e seguite sulla pagina predatori della ciociaria perduta di facebook

Vi aspettiam16 luglioo!

I Piccoli Predatori della Ciociaria perduta vi danno appuntamento il 27 maggio e 4 giugno.

Il progetto: “Piccoli predatori della Ciociaria perduta 2016 è giunto al momento della presentazione finale al pubblico, lo sforzo dei volontari e volto alla realizzazione della campagna di sensibilizzazione alla tutela dei beni culturali e paesaggistici della provincia di Frosinone iniziata nel 2014 dall’Associazione culturale “Ci Vediamo in provincia“.

Il progetto è giunto alla sua seconda edizione (per vedere la prima ed.clicca qui) e sarà mostrato al pubblico durante la premiazione dei giovani studenti e la consegna dei premi ai partecipanti.

Fumetto realizzato durante il progetto "I piccoli predatori della Ciocairia perduta" - I ed. - 2015
Fumetto realizzato durante il progetto “I piccoli predatori della Ciocairia perduta” – I ed. – 2015

Protagonisti delle attività di questo 2°anno sono i ragazzi dell’Istituto comprensivo Frosinone Quarto, suddivisi:

i ragazzi della scuola secondaria di primo grado plesso Campo Coni ci danno appuntamento il 27 maggio alle ore 16.00 presso l’Auditorium comunale P. Colapietro;

mentre per i ragazzi della scuola primaria, l’appuntamento è fissato per il 4 giugno alle ore 16.00 presso l’Aula Magna dell’Istituto di Istruzione Superiore “Brunelleschi Da Vinci” (ragioneria) di Frosinone.

Lezione con i piccoli Predatori della Ciociaria perduta
Lezione con i piccoli Predatori della Ciociaria perduta

L’idea di fondo del Gruppo Megalithic(Associazione :Ci vediamo in provincia) è quello di avvicinare gli alunni delle classi primarie e secondarie di primo grado ai temi della tutela della tradizione culturale e paesaggistica per riuscire a valorizzare e tutelare i beni culturali e del paesaggio della splendida terra ciociara attraverso il progetto scolastico chiamato “I Piccoli Predatori della Ciociaria Perduta”.

I bambini al centro del progetto hanno svolto diverse attività ( hanno partecipato ad incontri tematici con dibattiti sulla storia dei nostri luoghi, hanno redatto un questionario basato su quanto conoscono del loro territorio, scritto un racconto raccolto dalla tradizione orale delle loro famiglie, si sono cimentati con giochi sviluppati per l’apprendimento dell’archeologia, hanno realizzato un video e costruito i personaggi di un fumetto inedito) coadiuvati dall aiuto di volontari dell’associazione e partner del progetto come archeologi, scrittori , fumettisti, registi, ricercatori locali.

Sul sito www.megalithic.it sarà pubblicato il racconto finale, un video e ad un fumetto inediti, a testimonianza del lavoro fatto per non dimenticare i luoghi più rappresentativi e le vicende storiche locali. L’operazione di riscoperta del proprio territorio continuerà attraverso giochi e quiz che verranno pubblicati nella rubrica del sito” megalithic.it – piccoli predatori – archeologic games ” , una apposita pagina del sito dedicata ai più piccoli, per la riscoperta del patrimonio della provincia di Frosinone, e l’approfondimento di temi internazionali correlati alla storia e la natura.

la copertina del fumetto - II edizione
la copertina del fumetto – II edizione

Il percorso didattico di questo anno ha coinvolto più di 250 bambini si è sviluppato attraverso 16 appuntamenti in classe condotti dall’ideatore Dott. Paolo Ruggeri, affiancato rispettivamente dallo scrittore di saggi sui popoli italici, Dottor Massimiliano Mancini, per parlare dei Volsci; dalla giovane studentessa di archeologia Ilenia Lungo, per spiegare i primi passi dell’archeologia moderna e scoprire i siti archeologici più importanti del mondo, infine dal fumettista Stefano Spaziani, per creare i personaggi e le storie del fumetto dedicato alla città di Frosinone.

Ideatore progetto Dott. Paolo Ruggeri
Ideatore progetto Dott. Paolo Ruggeri

Nel ringraziare tutto il corpo docente e il Dirigente scolastico Dott. Giovanni Guglielmi per la partecipazione, nonchè lo sponsor ufficiale del Progetto: la centrale del latte del frusinate;

I Predatori della Ciociaria perduta al completo vi aspetteranno per condividere questa bellissima avventura il 27 maggio e il 4 giugno, non mancate!

Sponsor  ufficiale : Centrale del latte del frusinate
Sponsor ufficiale : Centrale del latte del frusinate

Staff Gruppo Megalithic

A�

La civiltA’ del cielo (parte1) di A.Canali

LA CIVILTA DEL CIELO

RACCONTO E REPORTAGE FOTOGRAFICO DI UN AVVENTUROSO VIAGGIO NEI MISTERI DEL MESSICO PRECOLOMBIANO

A. Canali bassorilievi messico
A. Canali bassorilievi messico

Capitolo I

Probabilmente non e’ un caso che il primo riferimento al Messico lo faccia Platone, circa 2500 anni fa, parlando di Atlantide:

(estratto dal Timeo)

Perchè tutto questo mare, che sta di qua dalla bocca che ho detto ( il Mediterraneo), sembra un porto dall’angusto ingresso, ma l’altro (l’Oceano Atlantico) potresti rettamente chiamarlo un vero mare, e la terra, che per intero lì’bbraccia, un vero continente  mentre adesso, sconvolto dai terremoti,  una melma insormontabile che impedisce il passo a coloro che navigano da qui per andare in direzione del mare aperto

Platone , a dispetto del mito, ci fornisce quindi notizie assai precise: l’isola di Atlantide si trovava a meta strada tra l’Europa ed un continente assai più grande da lui chiamato il vero continente, una terra che abbracciava interamente il vero mare, l’Oceano Atlantico, al cui confronto il Mediterraneo era solo un porto angusto.

google maps: messico
google maps: messico

Il vero mare di Platone è abbracciato tutto attorno da una terra, proprio come ancora appare l’Atlantico che converge e termina nel Golfo del Messico

Platone ci dice che in quel tempo (circa il 9.500 avanti Cristo) Atlantide regnava sia sull’Europa che sull’America e che invece al tempo della sua narrazione non era possibile più arrivare al grande continente che si trovava oltre Atlantide a causa di un mare melmoso che ne impediva la navigazione.

Circa 2000 anni dopo la narrazionedi Platone, Cristoforo Colombo, navigando dalla Spagna verso i Caraibi, si imbatteva in un mare melmoso che rendeva la navigazione complicata

(dai diari di Colombo)

le erbe erano talmente fitte che il mare pareva coagulato”,

google search
google search

a causa dei sargassi, le alghe che proliferano ancora oggi proprio di fronte al Messico.

E probabilmente Platone ne sapeva più di noi sulle civiltà pre-colombiane!

La conoscenza scientifica della odierna storiografia infatti risulta molto limitata nei confronti delle civiltà Azteca e Maya , e pressochè inconsistente per quanto riguarda la civiltàdi Teotiuacan, quella più antica e che ci ha lasciato i monumenti piu grandiosi, oltre ad essere la civilizzazione e che risulta aver influenzato maggiormente la religione, la simbologia e la cosmogonia e le civiltà sia Maya che Azteca.

Gli aztechi difatti giunsero nella valle del Messico relativamente tardi, e solo pochi secoli prima di Cortes. Gli stessi Aztechi pensavano che le immense piramidi di Theotihuacan, situate nella valle del Messico, fossero state costruite dagli Dei e iniziarono a venerare le mostruose sculture e statue che rinvenivano tra quelle maestose strutture

La civiltà Maya, secondo gli studi ufficiali, iniziò a svilupparsi a far data dal 500 a.c., ma dai ritrovamenti archeologici ed in particolar modo dall’esame delle steli, risulta che gli stessi fossero in possesso di conoscenze astronomiche avanzatissime sin dagli albori, circostanza difficile da spiegare se la civiltà fosse effettivamente sorta dal nulla, a meno che non si voglia sostenere che la civiltà Maya sia ben più antica di quanto sino ad ora ritenuto.

google search dei teotihuacan
google search dei teotihuacan

Come detto nulla invece sappiamo su chi ha costruito i monumenti più grandi e straordinari, e che probabilmente è il vero serbatoio di conoscenza da cui hanno attinto nell’ordine Maya, Toltechi e Aztechi:

Quando giunsi per la prima volta nella piana di Thiotiuacan ebbi le netta impressione di trovarmi in un immenso aeroporto, con una gigantesca pista di atterraggio, delineata da geometrie perfette, e sorvegliata da due colossali torri di controllo, costituite dalle piramidi del Sole e della Luna.

Una tale perfetta, colossale geometria, trasuda ancora oggi la volontà dei suoi ideatori di interfacciarsi con il cielo e con le stelle e di rendersi visibili nei confronti dell’uranio e dell’iperuranio.

Ancora oggi è possibile ammirare dall’alto tale metafisiche geometrie salendo su delle mongolfiere che sorvolano il sito.

Peccato come detto che non si sappia nulla su chi le abbia costruite, quando e come. La storiografia ufficiale si ferma di fronte a fatti che non sa spiegare

Un recentissimo ritrovamento archeologico ha gettato ancora piu mistero su questo sito, richiamandomi alla mente proprio Platone.

dal Timeo

Il metallo che ora ha soltanto un nome, l’oricalco, veniva estratto in molte parti dell’isola ed era a quel tempo il più prezioso dopo l’oro 

Alcuni mesi fa all’interno della Piramide di Quetzoalcoatl, sono state ritrovate sette sfere di pirite, un materiale che non si trova in Messico e cha dagli antichi era considerato prezioso in quanto molto simile all’oro, ma meno pregiato. Un calco dell-oro (oro di rame o degli stolti), in greco: oricalco!

http://poeta-mistico.blogspot.it/2015/05/di-s.html
http://poeta-mistico.blogspot.it/2015/05/di-s.html

Ma gli enigmi non finiscono nella valle del Messico. Nella contigua valle di Puebla, alle pendici del vulcano Popocatepetl in perenne eruzione, si erge la piu grande piramide al Mondo, 4 volte il volume della Piramide di Cheope: la piramide di Cholula, sulla cui cima gli Spagnoli costruirono anche una basilica, pensando probabilmente che si trattasse di una collina naturale.

Anche in questo caso nulla sappiamo su chi la abbia costruita, come e quando, come su cosa rappresentasse questa gigantesca testa umanoide che ancora si puo vedere ai piedi della piramide.

Si tratta di un edificio che, visto lo stato di interramento, potrebbe tranquillamente avere alcune migliaia di anni.

http://1.bp.blogspot.com/-oC8uXqcw-SQ/TfUzJ856WpI/AAAAAAAACJ0/U2XYUH-iCOk/s1600/atlantisbolivia.org.bmp
http://1.bp.blogspot.com/-oC8uXqcw-SQ/TfUzJ856WpI/AAAAAAAACJ0/U2XYUH-iCOk/s1600/atlantisbolivia.org.bmp

Gli archeologi sono comunque riusciti ad accertare che questa civiltà ebba un grande influsso in tutto il centro-america, in particolare sugli insediamenti Maya dello Yucatan e del Guatemala. Gli dei di Theotiuacan erano destinati a diventare gli stessi dei dei Maya, anche se con nomi differenti. Cosi come i sacrifici, anche umani, che gli stessi praticavano. Non abbiamo reperti di scrittura della civiltà di Teotihuacan, e quindi sarebbe utilissimo poter decifrare completamente la scrittura geroglifica Maya, che invece risulta ancora in parte incomprensibile.

https://www.google.it/maps/place/Teotihuac%C3%A1n+de+Arista,+Stato+del+Messico,+Messico/@19.6930739,-98.8458928,3a,75y,60.86h,85.57t/data=!3m8!1e1!3m6!1s-vbaBcF5tf_4%2FVZ-Cny8cg5I%2FAAAAAAAAm6w%2F3MpyA8a8Q0sDF0KgneERwfmoflG8G2YYA!2e4!3e11!6s%2F%2Flh4.googleusercontent.com%2F-vbaBcF5tf_4%2FVZ-Cny8cg5I%2FAAAAAAAAm6w%2F3MpyA8a8Q0sDF0KgneERwfmoflG8G2YYA%2Fw203-h101-n-k-no%2F!7i9728!8i4864!4m5!3m4!1s0x85d1eaf94e01ddc9:0xc77ed523147164da!8m2!3d19.685267!4d-98.8721186!6m1!1e1
https://www.google.it/maps/

Alcune datazioni su stele Maya fanno riferimento a decine di migliaia di anni prima di Cristo, pertanto una decifrazione completa di questa scrittura potrebbe permettere di far luce anche sulla civiltà di Teotihuacan

Purtroppo probabilmente non sarà mai possibile arrivare ad una comprensione completa dei geroglifici Maya, nonostante la antica lingua Maya sia tutt’ora parlata da alcuni milioni di persone….

continua..

il quadro della madonna del calice di Frosinone

p.ruggeri www.megalithic.it madonna del calice (frosinone)
p.ruggeri
www.megalithic.it
madonna del calice (frosinone)

Qualche tempo fa, mentre passeggiavo con l’amico Giancarlo Pavat (scrittore e ricercatore, uno dei massimi esperti di labirinti in Italia) per le vie di Frosinone, mentre eravamo intenti a tentare di ricostruire la trama storica poco conosciuta del centro storico di Frosinone.

Intenti a ispezionare portali ed edifici alla ricerca di qualche cenno di storia dimenticata che, proprio poco prima dell’incrocio tra Via xx Settembre e e Via Rattazzi, scorgemmo su al terzo piano di un edificio una nicchia ed un edicola, con un quadro, da li scattammo qualche foto e tentammo di capire di che quadro si trattasse, nel quadro si vedeva una madonna con un bambino che porgeva allo spettatore un calice (sacro Graal).

tratto da google maps
tratto da google maps

 

 

Da subito, visto il comune propendere tra me ed il mio caro amico alla ricerca di messaggi subliminali nei dipinti e simbologie poco conosciute, quasi nel tentativo di giungere a spiegare ogni opera attraverso ogni piccolo dettaglio, ci guardammo quasi increduli, giA� assaporando il sapore della scoperta, pensando entrambe a chissA� quale messaggio legato a qualche occulto e magico rituale dimentico…..

 

In effetti non A? cosA� facile imbattersi in quadri di questo tipo in questa nostra” poleis”, rimanemmo anche colpiti dal posizionamento della nicchia, in quanto essa rimane incastonata tra blocchi di pietra in alto quasi fosse nascosto…. Ancora oggi rimane accesa la curiositA� su questo dipinto sul quale continueremo a chiedere e tentare di scoprire…,

quello che invece possiamo dire oggi con certezza A? che in alcuni altri paesi qui intorno potreste ritrovarne un altra copia, infatti G. Pavat mi ha gentilmente avvertito che nelle sue ricerche su alcuni paesi limitrofi, ha riscontrato la presenza dello stesso tipo di dipinto, anche se con alcuni elementi di diversitA� nei colori delle vesti A? il caso di Patrica, vicino a Via Kennedi, cosa che ha portato a quanto sto per raccontarvi:

(l’articolo correlato al link http://www.ilpuntosulmistero.it/la-contea-del-mistero-a-spasso-per-patrica-fr-alla-ricerca-di-enigmatiche-simbologie-1-parte/)

 

il quadro A? stato identificato come riproduzione di un opera che attualmente A? conservata presso il museo dedicato a San Gaspare Del Bufalo, sito ad Albano. L’opera in questione A? chiamata comunemente Madonna del Calice, auxilium christianorum, …del preziosissimo sangue.

Essa secondo quanto riportano le cronache del processo di beatificazione di San Gaspare, con le testimonianze dei suoi fratelli e seguaci, sarebbe stata donata dal papa pio VII al Santo il quale l’avrebbe scelta con la preghiera a tutti i suoi seguaci che fosse esposta in tutte le missioni che al sacerdote la chiesa romana chiedeva, una missione di evangelizzazione che secondo quanto riferiscono le fonti, fosse capace di arrivare li, dove nessuno avrebbe voluto portare la parola del signore;

Infatti si ricorda che il santo fosse divenuto la figura popolare del predicatore dei briganti proprio nelle zone del Frusinate . Don Gaspare avrebbe fatto disegnare il dipinto da un artista diverso dal reale autore, aggiungendo alla tela il particolare del calice contenente il preziosissimo sangue appunto. In effetti l’autore del quadro originale sarebbe Pompeo Batoni (Lucca,A�1708A�a�� Roma, A�1787)A�il dipinto A? davvero bellissimo ed il particolare del calice calza a pennello come anticipato A�anche per le interpretazioni di vicinanza a quella iconografia cristiana simbologica che si apre al nuovo mondo..

https://www.google.it/maps/@41.8669566,12.532138,3a,75y,150.06h,91.02t/data=!3m6!1e1!3m4!1sNllJAX4Xx8bvmmua7ajXpw!2e0!7i13312!8i6656
https://www.google.it/maps/@41.8669566,12.532138,3a,75y,150.06h,91.02t/data=!3m6!1e1!3m4!1sNllJAX4Xx8bvmmua7ajXpw!2e0!7i13312!8i6656

Per approfondire anche i risultati di tale evangelizzazione al curioso non sarA� sfuggito neanche l’edificio della chiesa della parrocchia di San Gaspare del Bufalo realizzata dal famoso ingegner Nervi sita presso il quartiere tuscolano in Via Rocca di Papa, famosa per essere chiaramente un edificio rappresentante diverse icone A�massoniche : la piramide, il compasso, l’occhio onniscente, la squadra, e la stessa simbologia A? visibile ancora piA? accuratamente anche dal satellite.

 

 

 

 

 

 

Nervi famoso ingengnere ha anche realizzato la sala Nervi nella cittA� del Vaticano, per alcuni un serpente sempre richiamando il culto simbolico dei free masons…

google https://www.google.it/maps/@41.8663949,12.532761,277m/data=!3m1!1e3
google
https://www.google.it/maps/@41.8663949,12.532761,277m/data=!3m1!1e3

 

 

 

 

 

 

 

Un legame molto difficile da dipanare ma devo ammettere che mi sto facendo (come al solito) un idea tutta mia sulla questione: strano costatare come negli ultimi anni, sembra che le opere ed i monumenti realizzati secondo i canoni e le figure retoriche del culto massonico inseguano i loro persecutori, come a giocarsi di loro dopo la loro morte.

nervi

 

 

 

 

 

 

 

 

infatti ricostruendo gli episodi narrati delle biografie dei santi si scorge un richiamo alla memoria di quanto fatto contro le sette ed i settari, con il miracolo di aver riportato uomini dal segreto culto alla grazia dei sacramenti.

https://www.google.it/search?q=nervi+serpente&espv=2&biw=1366&bih=623&tbm=isch&imgil=UABR2nzj2D-kBM%253A%253BqAX31CfmNjFPBM%253Bhttp%25253A%25252F%25252Fwww.losai.eu%25252Fperche-la-sala-udienze-del-vaticano-ha-la-forma-di-un-serpente%25252F&source=iu&pf=m&fir=UABR2nzj2D-kBM%253A%252CqAX31CfmNjFPBM%252C_&usg=__awBBN1_oTTr9IGf-eIKuWg5dOtY%3D&ved=0ahUKEwijyPryoMnMAhWG8RQKHewXC6wQyjcIMA&ei=9YwuV-P5JIbjU-yvrOAK#imgrc=UABR2nzj2D-kBM%3A
https://www.google.it/search?q=nervi+serpente

Quindi la domanda sorge spontanea: come mai le cronache narrano di un aspra rivalitA� fra il santo e le sette, e poi il quadro delle missioni dell’ordine del sacro sangue riporta un bambino con il calice?

….un dubbio sorge anche a voi…. lo so ….predatori 😉

Trevi..

trevi chiesa s.pietro www.megalithic.it p.ruggeri
trevi chiesa s.pietro
www.megalithic.it
p.ruggeri

La piccola cittA� di Trevi e le prime valli dell’Aniene sono una felice certezza nella toponomastica della parte nord della provincia di Frosinone, ci troviamo per intenderci sull’unica strada che taglia direttamente verso il vecchio bacino del lago Fucino Alba Fucens dista 40 chilometri circa considerando i cartelloni stradali che indicano la distanza dall’odierna Avezzano (strada che poi si A? rivelata chiusa da anni, comunemente A�chiamata Simbruina proprio perchA? attraverso il passo dei monti simbruini ).

IMG_2065
palazzo Caetani P.Ruggeri www.megalithic.it

Treba augusta A? il vecchio nome latino di epoca romana (probabilmente a Ienne) il fatto che il nome derivi dalla forma topografica dell’abitato Treba deriverebbe dall’esser un trivio una piccola valle che nasce dal punto di incontro di tre catene montuose diverse

La cittA� romana sarebbe oggi ai piedi dell’acropoli o civita nella quale poggia le sue radici la rocca con torre del vecchio palazzo Caetani, nel contesto paesaggistico dei monti e della valle il risultato visivo A? eccezionale.IMG_2044

Il paese A? bellissimo dall’arco di ingresso la chiesa di san pietro con la cripta di san Pietro eremita di capistrello cittadina al dila del passo dei simbruini che lega il lazio all’abruzzo.

L’altipiano si inclina verso le montagne in una conca con le tre catene montuose distinte ed i collegamenti con le cittA� maggiori del lazio, un po’ un ombelico del mondo sovrastato da questa torretta medievale quasi come una torre di controllo aerea sulla valle.IMG_2025

La cittadina accoglie i turisti con cartelli esplicivi e un museo molto attraente per il visitatore l’impatto A? davvero accogliente –

Trevi racchiude anche diversi sentieri che si inerpicano su tutti i versanti rocciosi della conca che sale oltre i 2000 metri sul livello del mare , ci sono piccole cappelle lungo il cammino ed A? facile immaginare che tali sentieri fossero tra i piA? antichi del centro lazio, lo scenario riempie gli occhi, A�l’altitudine fa il resto.

All’interno del palazzo torregiante dei caetani c’A? il museo cittadino molto interessante

interno del museo del palazzo caetani trevi www.megalithic.it P.Ruggeri
interno del museo del palazzo caetani trevi
www.megalithic.it
P.Ruggeri

nel primo vano d’ingresso A? allestita una sala con alcuni capitelli in stile ionico_italico davvero imponenti alcuni riadattati come fonti battesimali, vengono direttamente rintraciati nella chiesa cittadina testimoniano l’antico tempio pagano. Ci troviamo in territorio attestato come Equo, ma la vicinanza con i marsi e gli ernici ed i volsci fa di questa zona una zona adatta al passaggio di genti del centro lazio e abruzzo A�da millenni, A? la cultura dell’alta ciociaria . Nel museo A? possibile visitare la torre e le stanze ristrutturate
gli ambienti sono davvero suggestivi e la visuale A? eccezionale, sul tetto si puA? apprezzare il panorama che toglie il fiato.

IMG_1969
palazzo caetani P.Ruggeri www.megalithic.it
trevi P.Ruggeri www.megalithic.it
trevi
P.Ruggeri www.megalithic.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lungo il Fiume “Cosa”, (via dell’acquedotto romano) l’antico acquedotto che non c’é più

1157404_297666180376077_1703923366_n
p.ruggeri www.megalithic.it

Purtroppo non ci sono volute troppe ricerche per raggiungere la consapevolezza che il dubbio relativo all’esistenza di un antico acquedotto di Frosinone lungo le sponde del Fiume Cosa fosse solo destinato a retrocedere dinnanzi allo sdegno ed all’incredulità.

In realtà già il nome del fiume nasconde al pubblico una sorpresa tutta da studiare, infatti dal punto di vista etimologico il nome Cosa deriva dalle fonti più antiche ed accreditate come tito livio che in latino lo chiama già così “…frusino apud Cosam…”, secondo alcuni la parola sarebbe di origine etrusca o comunque preromana, sul tema faremo un apposito articolo a breve.

P.Ruggeri www.megalithic.it
P.Ruggeri www.megalithic.it
20160318_123537
fontana Bussi P.Ruggeri www.megalithic.it

Di fronte alla stampa del vecchio bollettino del circolo degli studi storici di Frosinone degli anni in cui lo scempio ebbe inizio. Ci troviamo precisamente intorno agli anni 60′, anni in cui tutto ebbe a succedere, la spinta della speculazione edilizia aveva messo nel mirino la zona vicina alla fontana Bussi e al vecchio ponte romanico, erano già anni, a sentir parlare, in realtà, che la zona di viale Roma era stata posta in opera per l’erezione di alcuni nuovi edifici residenziali. Il lavoro andava avanti e non tardarono a venir fuori spunti di interessante ricerca archeologica, non fosse altro per la chiara certezza di Giuseppe De Mattheis rimasta grazie alla sua opera Saggio storico di Frosinone, come di altri prima di lui, che proprio in quella zona si celassero le vestigia di una antico anfiteatro Romano e di altre antiche rovine di acquedotti e fonti , mulini e quant’altro, proprio lungo le sponde cittadine del Fiume Cosa.

Va menzionata la geografia e i riferimenti geologici del sito, in poche righe, una stretta valle si forma quando la pendenza naturale del terreno porta le acque del fiume cosa ed il suo corso a ridosso delle basi della collina di arenaria che costituisce l’altura, coperta da fitta boscaglia, che conduce fino alla sommità del monte su cui sorgeva la millenaria rocca di Frosinone. Proprio lungo le anse, poco prima della piana dell’odierno piazzale De Mattheis, situata verso nord dal fiume, furono costruiti nei secoli, diversi manufatti, l’acquedotto era costituito da un muraglione, di cui resta ancora visibile la fattura, che funge da primo sbarramento, ed un canale rialzato per l’acqua con archi di tipo rinascimentale descritto in figura.

salto dello schioppo frosinone
per gentile concessione di I.Bidittu

nell’articolo si sottolinea al lettore la dicitura leggibile: “risulterebbe del periodo medioevale-rinascimentale e sicuramente ricostruito su antiche basi romane..”;..ahimè , quindi era tutto vero , la Via dell’antico acquedotto romano prendeva il nome dall’antica opera e corre ancora oggi lungo la linea del tracciato dell’antico manufatto.

A ben vedere esiste ancora un acquedotto che passa li e probabilmente A? il risultato dell’incanalamento delle acque fatto secoli fa, vista la zona da sempre ricca di sorgenti, o forse A? ancora lo stesso residuo di acquedotto antico che scorre sotto terra, ma a noi giunge solo la toponomastica del luogo.

20160318_122759
antico ponte sul cosa (Viale Roma) Frosinone P.Ruggeri www.megalithic.it

Liquidare con due righe l’ammasso di residui storici degli apparati di approvvigionamento idrico risulta impossibile per chi ama la storia e la scoperta, ancor di piA? per chi ama i luoghi della propria dimora, questo dunque A? il nostro caso, infatti, va di certo ricordato l’impianto che sempre da quel muro che sbarra ancora oggi il corso del fiume, faceva da raccolta per cisterna e pompa quando si giunse in età moderna.lapide pio IX La “machina hidraulica salientem” eretta da papa pio IX, papa che impresse il proprio nome nella storia di questo mondo, ci sovviene proprio per dimostrare quanto fosse stata importante l’acqua corrente per la vita umana, e si, che Frosinone, ne aveva sempre avuta molta, a valle, appunto, ma poca o pochissima a monte (almeno questo starebbe a giustificare il perchè dell’opera voluta dal papa).

cisterna e residui di impianto idraulico P.Ruggeri www.megalithic.it
cisterna e residui di impianto idraulico
P.Ruggeri www.megalithic.it
20160318_123106
edifici contenitivi dell’impianto P.Ruggeri www.megalithic.it

Tale ingegnosa risoluzione pratica ingegneristica permetteva all’acqua delle sorgenti, note fin dai tempi di Tito Livio, di risalire, attraverso la montagna fino al palazzo della delegazione apostolica, oggi comunemente noto come palazzo della prefettura. La Lapide scheggiata in foto ne ricorda la messa in funzione. Dell’impianto si dice che fu smontato e solo alcuni pezzi, sempre secondo voci degli abitanti, sarebbero giacenti nei depositi del museo archeologico cittadino….Comunque, gli alloggiamenti eretti che ancora oggi restano sul posto si possono descrivere con un edificio del quale si fa mostra nella foto,

P.Ruggeri www.megalithic.it
P.Ruggeri
www.megalithic.it

attuale sede della protezione civile,inoltre si trova un locale parzialmente interrato che corrisponde alla cisterna originale;

la macchina raccoglieva le acque dal Fiume Cosa e grazie al peso del corso d’acqua riusciva ad azionare una pompa idraulica, realizzata da ingegneri della corte papale, che pompava acqua potabile raccolta dalle sorgenti limitrofe attraverso condotte forzate incastonate nella collina fino all’odierno palazzo della prefettura.

casette di captazione acqua sorgiva P.Ruggeri www.megalithic.it
casette di captazione acqua sorgiva
P.Ruggeri www.megalithic.it

A supporto e corollario, le sorgenti sono ancora collocate in tutta quella zona, oggi sono visibili le caratteristiche edificazioni a piccole casette nelle zone di captazione di acqua da sorgente, che da tempo, ormai visto il degrado ambientale, registrano anche allagamenti periodici in inverno, probabilmente proprio perchè imbrigliare la forza di un fiume a carattere torrentizio non sempre riesce.

Questa la triste caratteristica dell’opera edile dell’uomo moderno in zona, mentre in passato era addirittura reso meno complesso dalle conoscenze antiche…..

salto dello schioppo antico muraglione P.Ruggeri www.megalithic.it
antico muraglione
P.Ruggeri www.megalithic.it

Non è un mistero che la rete di acquedotti che imbriglia sorgenti e corsi d’acqua nel territorio ciociaro, della provincia frusinate, sia ormai divenuto un insieme di percorsi sconosciuto anche agli addetti ai lavori, immaginate di dover lottare con un mostro del quale non avete assolutamente alcun riferimento, visti i continui rimaneggiamenti, e le gestioni passate.

Sta di fatto che a veder bene anche l’altro attraversamento sul fiume cosa di epoca più recente corrisponde alla antica zona della mola vecchia, che etimologicamente corrisponde all’attività secolare di mulino per farina, toponomastico ancora oggi in funzione nonostante non utilizzi più alcuna ruota o mola meccanica.

In effetti si possono rinvenire sul luogo che sta alla base dei magazzini una serie di resti di incanalamento e deviazione dell’acqua probabilmente di epoca moderna che anticamente serviva da energia a caduta di acqua per il mulino.

google search cartoline frosinone
google search cartoline frosinone
salto-dello-schioppo-2
zona mola vecchia e ponte mazzini

Si ricorda che il fiume prima di giungere a Frosinone già da Alatri mostra i resti degli antichi insediamenti umani e le opere di sbarramento romani frequenti,

12963868_683686241774067_2854817755912393773_n
ALatri chiusa per mulino restaurata Fiume Cosa
12974285_683686738440684_6886277325555297689_n
Alatri muraglione di sbarramento Fiume Cosa

probabilmente fondati su antichi manufatti preesistenti, strade, chiuse, ponti, fonti e acquedotti si rincorrono lungo le sponde ripide e scoscese del Cosa.

mappa-frosinone-3

Capitolo a parte e ancora da scrivere, riguarda i riti e le sepolture che sul bordo delle strade e dei fiumi o degli acquedotti si rinvengono, il caso della Tomba S-Angelo, il Colle dedicato a Marte, dove fu rinvenuta la statua del dio, collocata a Roma in chissà quale collezione di pezzi unici.

Tornando alle ipotesi che si avanzano credo si possa tracciare un infinità di percorsi fognari anche nel caso della colonia frusinate a valle della cittadella, in modo da rendere la generale idea che in quel punto, non a caso furono insediamenti di tutti i tipi, nonostante ad ascoltare i tanti testimoni ancora in vita, oggi non  ne sovviene più nessuno…..

Tornando alle ipotesi avanzate dal De Mattheis e predecessori,

anfiteatro frosinone
https://www.google.it anfiteatro frosinone

fu rinvenuto proprio li, dove si pensava fosse, un anfiteatro romano e non a caso il reticolo di acque imbrigliato con primitiva sapienza anche dai romani, avrebbe di certo significato un opportunità per i costruttori romani, nell’edificare la loro arena proprio dove l’acqua scorreva, anche per eventuali scopi legati a rappresentazioni di tipo navali, Naumachie.

Inoltre le condutture che passavano accanto alla strada arrivavano alle antiche terme pubbliche che Silla aveva voluto per i suoi veteres, oggi posizionate sotto la villa comunale di Frosinone.

(Aggiornamento 2021) proprio sotto al ponte di viale roma, nel fiume Cosa a due passi dalla fontana bussi, ho rinvenuto una base di colonna antica probabilmente di epoca romana

https://www.anagnia.com/2020/12/12/frosinone-rinvenuto-antico-manufatto-in-pietra-nellalveo-del-fiume-cosa-avvisate-le-autorita-locali/

dopo solo un mese dal rinvenimento che ha ridestato attenzione archeologica in quella zona ecco che venne scoperta anche una domus romana

Le Terme romane sul fiume Cosa: la sorprendente scoperta a Frosinone

Il punto è che in questo taccuino ho trovato lo spazio di scrivere quanto mi gira in testa da un po’, questa è una indagine su Frosinone e come diceva Erodoto in questo lavoro si diventa testimoni, come coloro che hanno assistito ai fatti, con gli occhi, la vista e lo sguardo, consultando antichi scritti, leggendo le pietre conoscendo quanto più si può sulle nostre origini, devono essere ascoltati gli anziani, continua…..

La Villa di Cesare e Massenzio a San Cesareo (Rm)

La sensazione di ritrovarsi nel bel mezzo del passato ti toglie il respiro, A�questo quanto si prova nel passaggio a ridosso dei limiti che l’uomo moderno ha posto lungo i confini dell’insediamento dell’area archeologica abbandonata di San Cesareo, tristi barricate che fanno scomparire quanto di piA? bello come paese possediamo: la nostra storia antica.

cesare e massenzio11
P.Ruggeri www.megalithic.it (panoramica dei terreni sondati S.Cesareo)
cesare e massenzio1
P.Ruggeri www.megalithic.it Strada Labicana (S. Cesareo)

Proprio al centro della cittadina, divenuta solo in tempi recenti comune a se stante dopo essere stata per anni frazione di Zagarolo(RM), esiste una gigantesca Villa romana che secondo gli studi effettuati risulta di grande pregio in quanto racchiude in se i tesori A�delle antiche gens romane, in particolare secondo le testimonianze dell’epoca sarebbe infatti appartenuta a Cesare e di seguito a Massenzio, una enorme distesa nel centro di San Cesareo, una proprietA� privata che invece di divenire un attrazione unica al mondo alle porte di roma, A? stata al centro di progetti di chiese e centri residenziali, il simbolo di quel degrado cittadino che invece di essere condannato rimane addirittura protetto dalla burocrazia e dalle attivitA� dei Comuni italiani.

Nel corso dei sondaggi archeologici susseguitisi dal 2010, a seguito di un progetto edificatorio che interessava terreni privati posti proprio nel centro dell’abitato di San Cesareo, cominciarono a tornare alla luce un infinitA� di costruzioni romane, porzioni di vie e acquedotti, tali da far immediatamente ipotizzare la presenza di un insediamento antico, successivamente sempre durante l’ultima fase dei sondaggi ritornarono alla luce mosaici eccezionali di alto pregio che fecero addirittura scalpore nel mondo degli archeologi e degli addetti ai lavori.

cesare e massenzio5
P.Ruggeri www.megalithic.it (i mosaici abbandonati con pensilina divelta)

Di questi ritrovamenti se ne parlA? anche sulle maggiori testate nazionali, vi furono convegni in cui si mostrarono i ritrovamenti ma ben presto essendoci gli interessi dei costruttori in gioco si riusci a porre i ritrovamenti sotto un velo di silenzio quasi assordante.

cesare e massenzio7
P.Ruggeri (le ruspe abbandonate sul terreno dell’area archeologica)

oggi di tutto quel silenzio e dei progetti della chiesa che avrebbe definitivamente coperto ogni risultanza non restano che alcune pensiline e delle ruspe abbandonate in loco che abbiamo documentato in alcuni scatti.

Pensare che i gruppi di mosaici e le porzioni delle antiche vie non siano ancora oggi dopo 6 lunghi anni divenuti un riferimento culutrale e turistico da sfruttare per la sistemazione urbana della cittadina alle porte di Roma sono una sconfitta per tutti, vedere che un potenziale museo a cielo aperto giaccia senza alcuna protezione alle intemperie non fa contento nessuno e soprattutto i tanti cittadini e i comitati che stanno lottando al fine di recuperare il valore di attrazione identitario di una popolazione ci fa rabbrividire, eppure nonostante questo A�ancora non vogliamo dimenticare.

Questo l’intento di tutti quelli che pensano a come tutelare la nostra storia , ecco perchA? mi sono recato sul posto per farvi partecipi di questa lotta che passa anche per interrogazioni regionali provinciali e comunali, perchA? nulla A? ancora perso finchA? c’A? la speranza di cambiare gli errori A�fatti.

cesare e massenzio3
P.Ruggeri (la strada risorge a soli due metri dal calpestio )

Sono in contatto con amici che si danno da fare anche in quel posto e sicuramente insieme riusciremo a riaddrizzare questa strada verso il futuro un futuro sostenibile che A? a portata di click e che vogliamo in tanti rendere reale.

Oggi basta recarsi sul luogo e sbirciare tra le reti di soleggiante apposte ormai da anni per respirare un aria che sa di eternitA�, basta cercare altre notizie riguardo quei luoghi per addentrarsi in un area che partirebbe da Santa Croce in Gerusalemme di Roma per giungere fino ai territori a nord dell’odierna Anagni per rendersi conto di quanto grande poteva essere questa Villa .

Con l’ardore dei combattenti ci cingiamo a difesa della nostra identitA� e della nostra storia, cosA� a San Cesareo , come sulle sponde del fiume Cosa a Frosinone, sotto i palazzi stretti tra antichi anfiteatri sotterrati e terme romane, tra fontane e necropoli cerchiamo spazio vitale per la rinascita di un territorio, e se passate di lA� ricordatevi che per legge tutto quello che A? di interesse storico A? anche vostro.

 

Sa��A? fatto tardi molto presto.

Una quotidianitA� fatta di email, di notifiche, di straordinari lavorativi, di pranzi consumati in nanosecondi davanti ad un PC. Una quotidianitA� scandita da appuntamenti, di corse per non perdere quella�� autobus che non passa mai, quel tram stracarico e irrespirabile, di code sul raccordo in cui si potrebbe iniziare e finireA� un libro visto il tempo che ci toglie.

 

 www.megalithic.it
www.megalithic.it

 

Quanta vita che perdiamo dietro questa quotidianitA� che come uno tsunami ci assorbe e ci devitalizza.Quanto TEMPO che vediamo passarci davanti senza avere modo di assaporarlo.

Madre Teresa di Calcutta diceva

a�?Trova il tempo di leggere;

trova il tempo di essere amico

Trova il tempo di lavorare;

A? la fonte della saggezza,

A? la strada della felicitA�; A? il prezzo del successoa�?.

 

www.megalithic.it
www.megalithic.it

 

E tutta la nostra vita gira intorno ad un TEMPO che corre, che scappa, che passa. E intanto nuove foglie cadono, nuova neve scende, nuovi frutti maturano e nuovo grano colora le nostre campagne. CosA�, ciclicamente, ci rendiamo conto che A? passato un altro anno, altri 12 mesi, altri 365 giorni e non abbiamo avuto ancora tempo per fare quella telefonata, per dire TI AMO ; per dire TI VOGLIO BENE dopo quella litigata; per fermarci a guardare il cielo. PerA? abbiamo avuto tempo per leggere 1 milioni di notifiche, per mettere tanti Mi piace, per occuparci di cose futili che non contribuiscono di certo ad ispessire la nostra anima. Se vogliamo regalarci qualcosa, regaliamoci del TEMPO condividendolo con persone belle, persone genuine, persone positive. Regaliamoci del TEMPO per chiamare quella��amica che A? sempre nel nostro cuore; oppure quella persona di cui siamo innamorati.

 

www.megalithic.it
www.megalithic.it

 

Evitiamo di investire le nostre risorse frequentando persone che non apportano nessun tipo di crescita, anzi persone che si impossessano di noi, della nostra prudenza, della nostra quotidianitA�, della nostra serenitA�.A�La vita A? troppo breve per sprecarla e per lasciarci angosciare e influenzare da chi vuole solo infossarci. Amiamo, ridiamo, balliamo, cantiamo, studiamo, viaggiamo e qualora nella��immediato non possiamo farlo realmente, facciamolo con la nostra mente. Sentiamoci persone libere perchA� sarA� quella LIBERTA� aA� darci la spinta per dedicare il giusto tempo al lavoro e la maggior parte del tempo alla nostra famiglia; sarA� quella LIBERTA� che ci permetterA� di sorridere anche quando tutto rema contro; sarA� quella LIBERTA� che ci permetterA� di scegliere, sempre consapevolmente e sempre con determinazione.

 

L'albero della vita -Klimt www.mmegalithic.it
L’albero della vita -Klimt
www.megalithic.it

 

Coloriamo la nostra vita di tutti i colori della��arcobaleno, servono tutti, fino alla��ultima sfumatura e cerchiamo di vivere questo TEMPO tutto di un fiato.

 

Ilaria Fontana

 

NOTE: Il titolo fa riferimento ad una citazione di Dr. Seuss