…quello che dovremmo sapere sui Volsci.. (di Massimiliano Mancini)

 I VOLSCI COME ENTITA’ POLITICA E CULTURALE

Analizzando la storia dei Volsci emergono alcuni dubbi di ordine sociologico, ossia se si debba intenderli unitariamente come un popolo, oppure più genericamente come un’organizzazione non strutturata, sotto il profilo politico e sociale, e dunque come un raggruppamento frammentario e disorganizzato di piccoli gruppi sociali o tribù. 10341429_10203644081653446_1047210424800710992_n

E sull’inquadramento di questo popolo ci sono opinioni molto divergenti, ad esempio c’è chi li descrive “un’orda predatoria, valorosissima ma disordinata” (Quilici, Quilici Gigli 1997), capaci di abbandonare in breve tempo, i costumi montanari in favore della navigazione e di un’agricoltura efficiente.

Altri invece gli attribuiscono una struttura sociale stabile e strutturata e un’evoluzione politica capace di tessere rapporti con il mondo circostante e di instaurare reti di amicizie politiche ed economiche su più fronti (Musti 1992).

Il problema non è terminologico bensì sostanziale, poiché la conoscenza della loro struttura sociale e politica consente d’interpretarne la storia nella globalità e tutte le loro vicende in senso specifico.

ELEMENTI CARATTERIZZANTI UN POPOLO

Il concetto di popolo e nazione richiede innanzitutto una definizione e un approfondimento di natura sociologica, ma in quest’analisi la storia dei Volsci sarà valutata solamente riguardo al loro profilo politico e culturale.

Il concetto di popolo, riferito, non solo nei tempi moderni, ma anche a periodi antichi, tra tutte le altre caratteristiche deve implicare la coscienza e una stretta comunanza politica e sociale tra tutti i membri.Carte_GuerresRomanoVolsques_389avJC

La comunanza politica si concretizza nella condivisione di un’organizzazione e di una struttura politica unitaria. Questo elemento è presente già nelle società tribali primitive, mentre l’idea di stato unitario, con forti implicazioni territoriali e istituzionali, sociali e culturali, rappresenta una tappa avanzata del cammino evolutivo del genere umano.

La comunanza politica può sussistere anche con la condivisione di legami di tipo federale, e in generale dalla condivisione di una coscienza politica unitaria.

Pertanto si può parlare di popolo etrusco e di comunanza politica tra tutte le città stato dell’Etruria, nonostante la presenza di diverse leghe etrusche, per la coscienza di unitarietà e di un legame etnico e politico presente in quegli uomini che si definivano unitariamente Rasenni (Mommsen 1991).

La comunanza politica, intesa dunque come coscienza di unitarietà di un popolo, può raggiungere livelli di coscienza in cui essa è sentita con tale profondità dai membri di un gruppo per cui si può parlare di popolo anche quando ne manchi il territorio.

Il popolo ebreo, ad esempio, nonostante la dominazione babilonese prima e la sottomissione romana dopo il 70 d.C., che diede inizio alla diaspora, pur rimanendo per quasi 1.900 anni senza territorio, i suoi membri tuttavia hanno mantenuto immutato il loro legame con un territorio per lunghi secoli rimasto astratto, così come la loro coscienza di popolo unico è rimasta immutata, nonostante fossero dispersi in tutto il mondo.

Il concetto di comunità implica quindi un comune patrimonio simbolico fatto di lingua, legami culturali, sociali e comunanza etnica dei membri del gruppo, tradizioni storiche, mitologiche e religiose comuni, specifiche forme di produzione artistica e artigianale.

LE ISTITUZIONI POLITICHE DEI VOLSCI

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Sotto il profilo politico-istituzionale, i Volsci, nella loro storia, si mantennero sostanzialmente legati alla struttura della città stato, raggiungendo forme di aggregazione federale riunite intorno alla città guida, che la storiografia indica come capitali individuandole nelle città di Anzio e di Ecetra.

La stessa tradizione storiografica opera, sin dalle prime narrazioni delle vicende dei Volsci, una netta distinzione tra i due principali gruppi socio-politici: i Volsci Ecetrani e i Volsci Anziati.

Questo evidenzia una struttura culturale e politica abbastanza differenziata, contemporaneamente, implica la presenza di forti elementi di comunanza culturale e di una coscienza di appartenenza a uno stesso popolo.

Sotto il profilo politico, la separazione tra i due gruppi di Volsci è dimostrata anche dal fatto che nei documenti storici, quando si narrano le battaglie, in alcuni casi ci si riferisce genericamente ai Volsci, spesso si cita specificatamente la guerra combattuta dai Volsci Anziati oppure dai Volsci Ecetrani, oppure il ruolo di Anzio ed Ecetra, le capitali dei due gruppi politici volsci, dei due eserciti.

Ad esempio, per citare qualche passo dalla tradizione storiografica:

… Ecetranorum Volscorum legati,…

Tito Livio (Ab Urbe condita libri 2,25).

[…gli ambasciatori dei Volsci di Ecetra,…]

Ita fusi Volsci Antiates, …

Tito Livio (Ab Urbe condita libri 2, 33).

[Così furono sbaragliati i Volsci Anziati…]

Sedictio tum inter Antiates Latinosque coorta, 

Tito Livio (Ab Urbe Condita Libri 6,33)

[Allora tra Anziati e Latini sorse una contesa,]

Eodem anno descisse Antiates apud plerosque auctores invenio;

Tito Livio (Ab Urbe Condita Libri 3,23)

[Presso la maggior parte degli autori ho trovato che in quello stesso anno ci fu una rivolta degli Anziati;]

Antiates in agrum Ostiensem Ardeatem Solonium incursiones fecerunt.

Tito Livio (Ab Urbe Condita Libri 8,12)

[Gli Anziati effettuarono incursioni nei territori di Ostia, Ardea e Solonio.]

 

(2) Tres tribuni postquam nullo loco castra Volscorum esse, nec commissuros se proelio apparuit, tripartito ad devastandos fines discesserunt. (3) Valerius Antium petit, Cornelius Ecetras;  quacumque incessere, late populati sunt tecta agrosque, ut distinerent Volscos;

Tito Livio (Ab Urbe Condita Libri 4,59, 2-3)

[(2)I tre tribuni, vedendo che i Volsci non avevano posto il campo in alcun luogo, e che non sarebbero venuti a battaglia, divisi in tre colonne andarono a devastare il territorio nemico. (3) Valerio si diresse ad Anzio, Cornelio verso Ecetra: dovunque passarono misero a sacco per largo tratto le case e i campi, per tenere divise le forze dei Volsci.] (Traduzione Perelli 1979).

IL PATRIMONIO LINGUISTICO E CULTURALE VOLSCO

Anche l’evoluzione culturale dei due gruppi fu differente a causa dei diversi scambi e influenze culturali che interessarono la loro storia, ma non per questo snaturato rispetto l’etnia di origine.

I Volsci Anziati, stabiliti nel territorio costiero, erano più aperti agli incontri con tutte le popolazioni dei grandi popoli navigatori, come i Cartaginesi e i Fenici con i quali riuscirono ad avere frequenti scambi commerciali.

Viceversa i Volsci Ecetrani, situati nell’entroterra, nel territorio dell’odierna Ciociaria, dovettero rimanere più chiusi ma più legati alle tradizioni della propria etnia, la civiltà safina, grazie ai legami con i confinanti popoli dei Marsi, dei Sabini e, in seguito, dei Sanniti.

Possiamo concludere quindi che nel popolo dei Volsci si possa intravedere una coscienza di popolo, sebbene con una differenziazione politica e culturale nei due gruppi dei Volsci Anziati e dei Volsci Ecetrani.

Questo fenomeno non è inusitato nei popoli antichi, lo rileviamo, ad esempio, anche nella civiltà dei Sanniti, altro popolo safino, anch’essi suddivisi in vari gruppi, tra i quali i Sanniti Pentri, abitanti le zone dell’entroterra del Sannio e legati alla guida della capitale Bovianum, i Sanniti Carecini, Caudini e Irpini (Salmon 1985).

Alla luce di queste premesse, i Volsci possono essere considerati un popolo unico, nel senso di una Κοινη (Koinè), termine greco che individua una comunanza linguistica e culturale, anche con valenza sociale e politica (Mancini 2014).

 

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