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S’è fatto tardi molto presto.

Una quotidianità fatta di email, di notifiche, di straordinari lavorativi, di pranzi consumati in nanosecondi davanti ad un PC. Una quotidianità scandita da appuntamenti, di corse per non perdere quell’ autobus che non passa mai, quel tram stracarico e irrespirabile, di code sul raccordo in cui si potrebbe iniziare e finire  un libro visto il tempo che ci toglie.

 

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Quanta vita che perdiamo dietro questa quotidianità che come uno tsunami ci assorbe e ci devitalizza.Quanto TEMPO che vediamo passarci davanti senza avere modo di assaporarlo.

Madre Teresa di Calcutta diceva

“Trova il tempo di leggere;

trova il tempo di essere amico

Trova il tempo di lavorare;

è la fonte della saggezza,

è la strada della felicità; è il prezzo del successo”.

 

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E tutta la nostra vita gira intorno ad un TEMPO che corre, che scappa, che passa. E intanto nuove foglie cadono, nuova neve scende, nuovi frutti maturano e nuovo grano colora le nostre campagne. Così, ciclicamente, ci rendiamo conto che è passato un altro anno, altri 12 mesi, altri 365 giorni e non abbiamo avuto ancora tempo per fare quella telefonata, per dire TI AMO ; per dire TI VOGLIO BENE dopo quella litigata; per fermarci a guardare il cielo. Però abbiamo avuto tempo per leggere 1 milioni di notifiche, per mettere tanti Mi piace, per occuparci di cose futili che non contribuiscono di certo ad ispessire la nostra anima. Se vogliamo regalarci qualcosa, regaliamoci del TEMPO condividendolo con persone belle, persone genuine, persone positive. Regaliamoci del TEMPO per chiamare quell’amica che è sempre nel nostro cuore; oppure quella persona di cui siamo innamorati.

 

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Evitiamo di investire le nostre risorse frequentando persone che non apportano nessun tipo di crescita, anzi persone che si impossessano di noi, della nostra prudenza, della nostra quotidianità, della nostra serenità. La vita è troppo breve per sprecarla e per lasciarci angosciare e influenzare da chi vuole solo infossarci. Amiamo, ridiamo, balliamo, cantiamo, studiamo, viaggiamo e qualora nell’immediato non possiamo farlo realmente, facciamolo con la nostra mente. Sentiamoci persone libere perché sarà quella LIBERTà a  darci la spinta per dedicare il giusto tempo al lavoro e la maggior parte del tempo alla nostra famiglia; sarà quella LIBERTà che ci permetterà di sorridere anche quando tutto rema contro; sarà quella LIBERTà che ci permetterà di scegliere, sempre consapevolmente e sempre con determinazione.

 

L'albero della vita -Klimt www.mmegalithic.it
L’albero della vita -Klimt
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Coloriamo la nostra vita di tutti i colori dell’arcobaleno, servono tutti, fino all’ultima sfumatura e cerchiamo di vivere questo TEMPO tutto di un fiato.

 

Ilaria Fontana

 

NOTE: Il titolo fa riferimento ad una citazione di Dr. Seuss

50 sfumature di FACEBOOK

Nell’ormai lontano 1997 uno statunitense di nome “Ellison” lancia il primo social network sito SixDegrees.com, con l’obiettivo di creare delle relazioni fra persone.Dopo questo primo tentativo nel 2003, ancora una volta in America, nasce il termine “Social Network” grazie ad un nuovo social,Friendster. Nello stesso periodo nasce anche Myspace. Ecco che nel 2004 un ormai noto Mark Zuckerberg (con l’ausilio di alcuni colleghi di università Andrew McCollum, Eduardo Saverin, Dustin Moskovitz, Chris Hughes) diede inizio a quello che oggi è il social più utilizzato, Facebook, il social che ha cambiato il modo di comunicazione a partire dal linguaggio.

Facebook
Facebook

 

Postami, taggami, linkami,chattami, retweet, tweet, googlami, indicizzazione, selfie, whatsappami,spam e chi più ne ha, ne metta!: questi solo alcuni dei nuovi slang (ascoltare 2 ragazzini parlare al giorno di oggi viene il mal di testa!) Facebook, uno dei “continenti” più popolosi visti i circa 1,4 miliardi di utenti attivi , Facebook, che da uno strumento è diventata una nostra estensione (lo portiamo ovunque e comunque).

 

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Ormai è parte integrante della società stessa: basta fare una passeggiata ovunque e ascoltare i discorsi delle persone: Facebook è entrato completamente nelle nostre vite!

Ecco alcune sfumature che mi vengono in mente pensando alla facebook mania dei giorni di oggi:

1 : guardo

2 : sono guardato

3- mi guardo

4- in base ai “Mi piace” valgo

5- Se ho tanti follower vuol dire che sono “forte”

6- selfiamoci in ogni posizione e in ogni posto…fa crescere l’autostima (DI CHI?)

7- mi hanno riconosciuto/a..figo

8- vedo dunque sono

9- sono seguito quindi esisto

10- condivido ogni secondo della mia esistenza a partire da quando apro gli occhi…

11- Narcisista io? Macchè (e intanto ci scappa un selfie condiviso immediatamente sul profilo con relativa citazione per attirare “mi piace”)

Andando avanti così facile è arrivare alle 50 sfumature…eppure oggi Facebook e tutto il mondo social network sovrappone la realtà virtuale con la vita reale: non si parla più, non ci  si telefona, ci si meraviglia se qualcuno non condivide la propria vita privata! Quante volte, me compresa, mentre si è immersi nel fare qualcosa della vita reale viene in mente di aggiornare il proprio status? Si è  persa completamente la bellezza che contraddistingue il guardarsi mentre ci si confronta e il far trasparire le proprie emozioni tramite la mimica facciale, aumentando anche la possibilità di mentire e mantenere la relazione ad un livello più distaccato e freddo.

Selfiamoci!
Selfiamoci!

Stiamo vivendo in una realtà sempre più individualista e narcisista in cui, paradossalmente, si è sempre più soli. Dicotomico! E’ nato per creare relazioni tra persone, eppure si sta ottenendo l’effetto contrario.Tante altre cose andrebbero scritte: crea dipendenza,si perde completamente la propria privacy, si perde il contatto con la realtà, ci si può inventare mille volte con nuove identità.

Restiamo umani!
Restiamo umani!

 

Compito di chi come me ha vissuto parte della sua vita (i miei primi 23 anni)  al di fuori del mondo social è quello di insegnare alle nuove generazioni la bellezza del contatto umano, di guardarsi negli occhi più che chattare, la bellezza di parlare e confrontarsi anziché taggarsi, la meraviglia di una foto ricordo che rimanga sotto il cuscino per ricordo con dedica sbiadita anziché farsi un selfie condivido con chiuque.

201406110122200

 

Sta a noi raccontare alle nuove generazioni che internet è un  mezzo favoloso, che con una velocità della luce da risposta ai nostri quesiti, che ci si mette a contatto con persone REALI che sono lontane in un secondo, il tempo di un clock, ma che è sempre più bello passeggiare a piedi nudi sulla sabbia, che è sempre più bello sfogliare le pagine di un libro con le pagine ingiallite, che è sempre più interessante avere mille curiosità e usare internet come uno strumento e non come un grande macrofago che ci mangia letteralmente vivi.

 

"La realtà è una illusione molto persistente." A. Einstein
“La realtà è una illusione molto persistente.”
A. Einstein

 

Concludo con una citazione di Paolo Bianchi (Inchiostro antipatico, 2012) che faccio mia:
“Nell’immenso guazzabuglio di internet bisognerà imparare a distinguere fra contenuti di qualità e le fregnacce. L’educazione consisterà soprattutto in questo, nella capacità di selezionare. La conoscenza sarà sempre meno un bene esclusivo o scarso, ma sarà continuamente rinnovabile, come l’acqua e l’aria. Resterà la nostalgia della carta, ma solo in chi l’avrà conosciuta.”
Ilaria Fontanagruppo megalithic.it

Immagini : dell’esistenza, l’essenza!

IMG_ART_AlboPressORE 7:00: Sveglia

ORE 7:15:Sveglia

ORE 7:30: Sveglia

“Ok, altri 5 minuti”; “Ilaria, devi alzarti”; “Sonnissimoo”, “Oggi non je la posso fa”; “Ok, Ilaria…sei in piedi … attivati”.

20 minuti e mi ritrovo sul grande raccordo romano per ben 45 km che possono durare dalla mezzora all’eternità!

Ho imparato a vedere di tutto in macchina: donne che si truccano, uomini che mangiano, persone al telefono, che cantano, che urlano, che si lavano i denti.

Ok, arrivo a lavoro e sono già pronta per andarmene vista la stanchezza, ma inizio la mia attività.

Telefonate, mail, riunioni, posta, fotocopie, studio documenti, di corsa in biblioteca,al primo piano, al terzo,al quinto, al piano terra e intanto la mattinata corre.

Ritorno in ufficio, telefonate, burocrazia, archivio, rassegna stampa.

Improvvisamente mi fermo, guardo fuori la finestra e vedo due pappagalli verdi, bellissimi e rari! Due pappagallini che volano e si cercano in un cielo blu color infinito e con nuvole che sembrano zucchero filato. Il pensiero va a chi mi ama e mi aspetta e il mio volto cambia e il mio cuore si riempie di gioia improvvisa.

Squilla il telefono e ancora con quell’immagine nella mente rispondo e continuo a fare il mio lavoro e mi immergo totalmente nelle scartoffie.

Continua la mia giornata tra mensa, altre riunioni, altri doveri, altre telefonate fino alla sera quando dopo tante ore di lavoro mi rimetto in macchina, pronta ad affrontare quei 45 km che mi dividono da casa.

Nel percorso per arrivare alla macchina, ecco di nuovo i pappagallini, si, proprio quelli di stamattina che alla luce del tramonto sono ancora più verdi e vedo sul loro profilo delle striature gialle e rosse splendide.  Se stamattina parlavano tra loro volando, ora sono vicini su un ramo di Pinus Pinea coccolandosi e li invidio per la tranquillità che hanno e che mostrano.

Oggi il  mio viaggio di ritorno è riflessivo. Quanto tempo della giornata togliamo agli affetti e all’essenzialità della quotidianità? Quanto tempo perdiamo su cose superficiali e quanto poco tempo investiamo su ciò che ci fa bene? Quante ore nell’arco delle 24 che ci offre la giornata ci soffermiamo su immagini che ci portano della gioia al cuore? Forse troppe poche!

E nel frattempo arrivo a casa, con i 2 pappagallini nella testa e mi siedo, prendo il telefono ma stavolta faccio l’unica telefonata che avrei voluto fare durante tutta la giornata e mi ricollego al mio cuore, alla mia essenzialità, al profumo che mi fa sognare, al sorriso che mi fa riprendere, all’immagine dietro cui tutto ha un senso.

Vado a letto con la determinazione e il bisogno di trovare il tempo per le cose vere senza le quali niente di tutto ciò che faccio vale la pena di farlo.

ORE 7:00: Sveglia

ORE 7:15:Sveglia

ORE 7:30: Sveglia

“Ok, altri 5 minuti”; “Ilaria, devi alzarti”; “Sonnissimoo”, “Oggi non je la posso fa”; “Ok, Ilaria…sei in piedi … attivati”…

Un altro giorno è iniziato: penso ai 2 pappagallini…e sorrido

Elmetto e si ricomincia!!!!