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Isola di Ibiza, Santuario della Dea Tanit, Es Culleran

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i cartelli sul percorso lasciati dagli hippy

Cari amici predatori, siamo andati a scovare alcune delle più interessanti testimonianze della storia delle isole Pitiuse, così chiamate da Plinio il vecchio antico viaggiatore e storiografo latino, per la caratteristica chioma dei pini mediterranei che avvolge le isole Baleari oggi chiamate Ibiza e Formentera.

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le preghiere di pietra www.megalithic.it p.ruggeri

Principalmente va inquadrata la storia antichissima delle genti che popolarono le isole minori delle baleari, infatti diversi resti testimoniano il passaggio dell’uomo in queste terre emerse già dall’eta preistorica, le rotte di collegamento marittimo tra il continente africano e quello europeo portarono l’uomo a percorrere il tragitto passando per le isole che si affacciano a pochi chilometri al largo di Valencia, nella splendida cornice del mar mediterraneo.

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un labirinto recente

Il passaggio della storia e gli incroci delle vicende dell’europa e del nord africa contraddistinguono la nascita della cultura autoctona fino alla conquista degli spagnoli di queste ambite rocce innalzate sul mare.

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ilsito dies culleram www.megalithic.it p.ruggeri

La Dea Tanit è la principale divinità punica che ebbe sull’isola di Ibiza molto seguito, tanto da lasciare testimonianze ancora ad oggi nel tessuto delle tradizioni del posto.

Uno degli esempi più toccanti per trasmettere la sensazione di antichissimi riti pagani  ai turisti è rappresentato dal santuario di cui stiamo scrivendo, visitabile e raggiungibile grazie ad un sentiero realizzato per scendere e risalire in piena sicurezza dai luoghi archeologici, poco conosciuto e non riportato sulle mappe turistiche ma degno di una visita accurata, si trova sul lato dell’isola che è rivolta verso la bellissima cala marittima di Sant Vincent

il dio che dorme su es culleram p.ruggeri www.megalitihic.it
il dio che dorme su es culleram
p.ruggeri
www.megalitihic.it

E’ curioso che proprio sulla sommità dei monti nei quali è nato il santuario di Es Culleram, esiste un profilo ben distinguibile antropomorfo, quasi a significare che sotto al dio che dorme esiste l’entrata (carsica) nel mondo nascosto dal quale attingere conoscenze e vita (acqua).

labirinto in bassorilievo es culleram p.ruggeri www.megalithic.it
labirinto in bassorilievo
es culleram
p.ruggeri www.megalithic.it

proprio all’entrata delle cavità del santuario esiste un megalite sul quale è stato tratteggiato un antico labirinto a modo di bassorilievo, e non appare così remota la possibilità che abbia qualche significato riguardante anche la presenza di acqua e cavità un nesso mitico che era degno di nota nei tempi in cui l’acqua era strettamente connessa alla vita e alla sopravvivenza e le cavità offrivano sicuro rifugio a quanti le conoscevano.

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statua votiva

tornando alla dea Tanit va ricordato che durante le guerre puniche gli scrittori latini riferirono che i seguaci della dea erano ritualmente impegnati a sacrificare individui per chiedere benevolenza, riti che però non sono mai stati accertati, e che apparterrebbero allo strascico propagandistico che i romani utilizzarono per screditare i loro acerrimi nemici, proprio ad ibiza infatti i cartaginesi arruolarono alcuni guerrieri divenuti famosi come i fiondatori delle baleari che durante le guerre puniche contro i romani divennero temutissimi.

 

I Cartaginesi ne erano custodi nel mediterraneo ma prima di loro furono i fenici, una dea che viene identificata con un simbolo tra i più conosciuti che nasconde all’interno concezioni geometriche essenziali per l’uomo moderno.

Fantastico il sentiero per giungere alle grotte, disseminato di preghiere di pietra probabilmente tipiche degli hippy che presiedono l’area ancora oggi.

sul luogo abbiamo avuto modo di rinvenire un interessante labirinto su pietra tratteggiato a mo di bassorilievo, oltre a quello allestito dagli hippy.

maps
maps

Insomma ancora dovremo tornare sul tesoro ricevuto da questa stupenda isola come per quanto riguarda il simbolo, tornerò a tempo dovuto intanto gustatevi il video descrittivo del luogo in spirito predatori tour….

buona visione 😀

 

Hippy Market, since 1973

BE HAPPY BE HIPPY: questo lo slogan del mercatino HippyA�del Club Punta Arabi di Es Canar, A�piA? famoso di Ibiza.

 

Mappa dell'Hippy Market Ibiza Punta Arabi
Mappa dell’Hippy Market
Ibiza
Punta Arabi

 

Correva l’anno 1973 quando il Club del Punta Arabi ha aperto il suo spazio ad artigiani autoctoni offrendo loro la possibilitA� di vendere oggetti fatti a mano e tipici dell’isola. Da lA� a poco il mercoledA� A? divenuta una tappa obbligata. Ed oggi, come 40 anni fa, piA? di 500A�artigiani e artisti offrono una grande varietA? di oggettistica, vestiti di lino per grandi e piccini, antiquariato , foulards, cosmetica naturale al passante. Ogni mercoledA� Es Canar si accende di magia.

 

Hippy Market Ibiza www.megalithic.it
Hippy Market
Ibiza
www.megalithic.it

Oltre le bancherelle , le stradine del Punta Arabi si riempiono di musica e di spettacoli.

 

Una delle stradine ricca di artigiani,artisti e turisti
Una delle stradine ricca di artigiani,artisti e turisti

 

in una delle stradine del Mercatino
in una delle stradine del Mercatino

Paella, tapas, olio extravergine di oliva, sale, lino, quadri, tatuaggi all’hennA?, occhiali di legno, braccialetti di tutti tipi e forme, A�tutto “handmade“. A�Bancarella dopo bancarella e si entra in una magia che ti rimane nell’anima per i giorni successivi.

Pace, amore, voglia di un mondo migliore, acqua vista come bene comune, senso di comunitA�. Questo assieme a sensazioni indescrivibili di respira in questo spaccata di comunitA�.

immancabile la foto ricordo nello stand ufficiale del mercato vestiti da Hippy. Ve la doniamo, sperando che vi abbiamo fatto venire la voglia di partire e visitare quest’isola meravigliosa e, in n mercoledA� da aprile ad ottobre visitare l’hippy market, facendovi trasportare dalle musiche, dagli odori, dalla storia.

Foto ricordo #behappybehippy Ibiza Es Canar-punta Arabi Hippy Market
Foto ricordo #behappybehippy
Ibiza
Es Canar-punta Arabi
Hippy Market

Seguiteci!

Buon viaggio

 

Ilaria Fontana

Gruppo megalitic.it

Calamari alla romana: tra storia e .. frittura

Questo piatto, la cui realizzazione consta di pochissimi ingredienti (calamari o totani, farina, olio bollente), pare abbia origini antichissime. Si pensa infatti che sia nato in Spagna, nazione in cui tutt’oggi iA�LOS CALAMARES A LA ROMANA sono nel menA? di tutti i ristoranti. A�Dicono che nascano proprio in Andalusia (o antica Betica), terra Romana per eccellenza. Lo dimostrano i due imperatori Adriano e Traiano.

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Quindi la prossima volta che mangerete una buona frittura di calamari, pensate che molto tempo fa, anche in nostri Avi degustavano i nostri stessi sapori!