#AnatoMonday Ep. 16

Buon giorno, Predatori! Bentornati sull’ angolo di Megalithic.it dedicato a Nefart. In questo episodio di #AnatoMonday vi darò qualche dritta su come disegnare uno dei principali muscoli della schina: il Latissimus Dorsi.

Buona settimana!

Fonti:
Michael Hampton – Figure Drawing
Uldis Zarnis and Sandis Kondrats – Anatomy for Sculptors

il video n.2 sui #Talaiot di Mallorca

Come vi avevamo anticipato continua la rassegna info e video sulla civiltà talaiotica maiorchina, eccovi il video n°2 sui talaiot Maiorchini, l’esempio in questione si trova nel territorio di Santa Catalina, è privo di cartelli esplicativi ed è ancora in fase di studio dal nostro team (naturalmente ci riserviamo in seguito di aggiornare la mappa e le info a riguardo).

Alcune peculiarità del manufatto sono davvero degne di nota nello studio complessivo delle strutture talaiotiche compiuto su tutta l’isola di Maiorca.

La pianta dell’edificio è di tipo squadrata, questo fa pensare alle differenze con i “poblados talaiotici” i quali vengono classificati di tipo tondo e con pianta circocentrica con una o due torri tronche al centro.

La tessitura dell’opera megalitica, ricorda una maniera di tipo squadrata, ma allo stesso tempo in prossimità degli angoli sono presenti massi incastrati in maniera poligonale ed alcuni tagli per inserto ed incastro.

Molte le domande su questo stile di tessitura che, per alcuni punti si avvicina alla squadratura nostrana di epoca romana e se ne distanzia poi, per altri, soprattutto per il numero delle pietre più piccole utilizzate complessivamente per l’edificio .

Nel video è possibile appurare che anche in questo caso la base di costruzione dell’edificio è rocciosa, quasi a far pensare che ogni talaiot fosse posizionato su un terreno roccioso, poi lavorato e spianato a seconda delle esigenze del progetto realizzativo della costruzione.

Situato sulla via di passaggio più agevole nella valle, la via è pianeggiante  con leggeri dislivelli e corre parallelamente alla costa ed a due passi dal mare in linea d’aria,  proprio sotto la Sierra de Tramontana, si presenta chiaramente come avamposto di controllo e difesa.

La tessitura poligonale emerge in alcuni punti, ad esempio quelli in cui i massi più grandi vengono tagliati ad angolo retto e restano uniti senza malta o zeppe, con le facce perfettamente levigate anche nei punti di incastro ritagliati ad hoc.

Buona visione!

 

il video n1 sui Talaiot di Mallorca

Ciao ragazzi inizia la pubblicazione del ciclo dei video girati questa estate per descrivere Mallorca, le sue culture millenarie, i resti dei talaiot e delle navetas, uniche vere testimonianze archeologiche non romane di una isola per molti versi rimasta intatta.

Tantissime le somiglianze con i massi poligonali megalitici messi in opera anche nelle nostre città laziali.

Giudicate voi stessi buona visione!

 

#AnatoMonday Ep. 15

Buon giorno Predatori e bentornati su AnatoMonday!

In questo episodio daremo una rapida occhiata ad una coppia di muscoli molto importanti per la nostra schiena. Quindi, senza indugiare oltre, passiamo subito al nostro caro Erector Spinae.

 

Buona settimana!

Fonte:
Michael Hampton – Figure Drawing

 

#AnatoMonday Ep. 14

Bentornati su #AnatoMonday, la rubrica che si preoccupa di aiutarvi a migliorare le vostre abilità nel disegno della figura anche quando l’ estate finisce e il pensiero dell’ inverno inizia ad aleggiare.

Bando alle ciance e passiamo alla lezioncina di questa settimana: Serratus Anterior.

Fonti:
Michael Hampton – Figure Drawing
Uldis Zarnis and Sandis Kondrats – Anatomy for Sculptors

#AnatoMonday Ep. 13

Ciao, Predatori!

Che siate sotto l’ obrellone, o che siate già ritornati alle vostre vite quotidiane, un buon modo per combattere le pesantezze del lunedì è quello di seguire #AnatoMonday e imparare qualcosa di nuovo. Bando alle ciancie quindi e passiamo all’ argomento della settimana: obliqui!

A presto!

Fonti:
Michael Hampton – Figure Drawing
Uldis Zarnis and Sandis Kondrats – Anatomy for Sculptors

 

Tra le vie del Centro storico di Frosinone, tra storia e leggenda

Salite. Discese. Scale. Un portone dietro l’altro. Pietra viva nei muri. Odore di legna. Nomi associati a grandi eroi. A grandi esempi. A grande battaglie. Questo insegna la toponomastica del capoluogo nel centro storico, tutta imperniata sulle vicende che narrano del percorso dei cittadini italiani verso un regno unito e libero, libero e indipendente.

Si parte con Via del plebiscito, che corrisponde all’antico percorso della via Latina, che attraversa il centro della rocca frusinate fino a via 20 settembre,che rappresenta la data fondamentale per l’unità di italia. Via 20 settembre, che rappresenta il giorno della breccia di Porta Pia a Roma, proprio quando i bersaglieri facevano definitivamente sfumare il potere temporale del papato sui territori romani. Da via 20 settembre si arriva alle vie dedicate ai martiri della libertà frusinate, quale via Nicola Ricciotti e via Angeloni.

Chi sono stati Ricciotti e Angeloni?  Gli stessi eroi ai quali è dedicato il sacrario monumentale in piazza della libertà proprio sotto al palazzo della prefettura, il nostro orgoglio, nel nostro sangue frusinate scorre anche il loro. Eroi. Dalle vie dedicate ai martiri si arriva a via Garibaldi e all’omonima piazza,dove sono evidenti altri segni di storia vissuta dalla cittadinanza per la lotta alla libertà. Infine arriviamo alla meno conosciuta via del Carbonaro che rispecchia l’appartenenza del tessuto sociale degli artigiani e della borghesia nascente alle logge segrete, come la massoneria e ancor di più la carboneria del giovane Giuseppe Mazzini.

Questa via chiusa al traffico veicolare è anche la testimonianza dell’antico assetto urbanistico di Frosinone: essa corre lungo il perimetro dell’antica Rocca frusinate, esattamente ricalcando il circolo delle mura della città alta. Le testimonianze storiche (Annales, tito livio) rappresentano infatti a Frosinone l’edificazione da parte dei romani di tre cinta murarie, le stesse che successivamente divennero basi dei palazzi del centro (Guicciardini, storia d’italia). L’antica via del carbonaro passa dunque tra le botteghe degli artigiani di Frosinone e viene utilizzata essendo stretta e in alcuni casi angusta proprio per mandare i dispacci tra i membri della loggia segreta da bottega a bottega in segreto.

Al turista curioso passare lungo il vicolo restituirà la sensazione di una città unita e a misura di uomo, con i palazzi che si affacciano e gli antri delle antiche botteghe posti a stretta distanza tra loro, quasi a rappresentare che i cittadini erano le vedette nascoste di tutto quanto accadeva di giorno e notte,la vita delle logge segrete a Frosinone conobbe un grande sviluppo rendendo il capoluogo un posto in cui si coltivava la disobbedienza al potere temporale della chiesa. Oggi sul tracciato odierno ci osservano dai balconi antichi mascheroni, quasi a rappresentare l’eterna presenza delle famiglie frusinati che costituirono la prima avanguardia civile ai poteri imposti dal antico principio del potere derivato dalla divinità.

Ilaria Fontana, Paolo Ruggeri

#AnatoMonday Ep. 12

Buona estate, Predatori!

In questo caldo Lunedì di Agosto, AnatoMonday vi porta alla scoperta dei segreti più utili per disegnare degli addominali realistici.

Spero vi sia utile, buona settimana!

Fonti:

Michael Hampton – Figure Drawing
Uldis Zarnis and Sandis Kondrats – Anatomy for Sculptors

il sacromonte varese

Sacromonte (Varese)

sacro monte di Varese
p.ruggeri
www.megalithic.it

Sulla prima schiera di vette delle prealpi lombarde di Varese nei giorni di aria limpida a dir vero sempre più rari, sembrerebbe di essere proprio sulle vette del cielo.

sacromonte Varese
p.ruggeri
www.megalithic.it

Il panorama potrà però sembrarvi probabilmente meno lontano visto il continuo stazionamento delle nebbie lungo la linea della discesa a valle, dal lago di varese fino alla pianura padana.

interno santuario adorazione dei magi
p.ruggeri
www.megalithic.it

Luoghi incantati e ricchi di storia e di intrecci di popoli basati su guerre e commerci in tempo di pace, le alpi, sempre ostiche al passaggio e la pianura padana, nata per fare floridi commerci in italia del nord, fanno il contrasto paesaggistico nel quale si intagliano gli osservatori naturali offerti all’uomo, posizioni di vantaggio e di controllo su quanti attraversavano quei luoghi.

antica chiesa precedente al santuario
p.ruggeri
www.megalithic.it

Il sacro monte di Varese è proprio uno di questi luoghi ancestrali, oggi visitabile comodamente grazie ad una strada ben realizzata permette ai turisti di assaporare il passato della zona, offre una storia sacra che lega il cristianesimo italiano a quello europeo, tagliando in modo netto le differenze che i secoli hanno riavvicinato tra le leggi, le religioni, gli usi i popoli italiani al di quà delle alpi ed i popoli europei al di là.

sepolture medievali
p.ruggeri
www.megalithic.it

Proprio così infatti il sacro monte gode di una posizione storica di spicco tra i luoghi monumentali degni di essere investiti della certificazione unesco alla propria importanza.

antichi simboli nella zona della vechhia chiesa
p.ruggeri
www.megalithic.it

Ad 844 metri sul livello del mare si poggia l’antica chiesa del borgo restaurata ed oggi visitabile ricca di dipinti della tradizione cristiana del medioevo, comunemente chiamata cripta del santuario della madonna sovrastante, la leggenda vuole che il luogo fu sacro anche per il passaggio di sant’ambrogio di cui nella paleo chiesa viene affrescata la figura a testimonianza della devozione locale.

p.ruggeri
www.megalithic.it

svariati dipinti stupendi restaurati ed esposti,nei locali sottostanti al santuario moderno anch’esso emozionante e ricco di ex voto sempre più recenti segno della continua devozione.


p.ruggeri
www.megalithic.it
p.ruggeri

Il borgo è stupendo e sembra che il tempo si sia fermato lì, molti i riferimenti sacri che a seguito dell’avvento della chiesa riformista permettono di individuare lo sforzo nei secoli passati del clero di costituire dei punti di riferimento geografici precisi per il cristianesimo e gli stati cristiani lontani da quelli del nord europa.

I sacri monti di piemonte e lombardia sono molti  e corrono infatti lungo tutte le prealpi, sono dunque dei baluardi della fede dal 1600 dc in poi, per tutti i passanti nell’area, di notte si illuminano e rendono eterno il richiamo della croce cristiana della chiesa apostolica romana sulle terre italiane vicine ai confini quasi a ricordarlo nei continui confronti con i popoli d’oltralpe.

il mandillion e Santa Veronica ed il mandylion, mentre sulla destra Sant’Ambrogio
www.megalithic.it

Il cammino per giungere in cima è arricchito dalle cappelle della via crucis disseminate sulla montagna lungo il sentiero sacro, che rivivono ogni anno durante le feste e le processioni legate al culto della passione di cristo.

Furono inoltre predisposti lungo gli stessi monti sacri anche avanposti e trincee strategiche soprattutto durante le guerre alpine fino alla prima ed alla seconda guerra mondiale, infatti oltre ad essere luoghi sacri essi rappresentano luoghi importantissimi per la visibilità sul territorio sottostante.

La visita è d’uopo per chi si trovasse da quelle parti, ringraziamo Marco e Chiara per averci guidato fin lassù a vedere quelle meraviglie.

 

I PREDATORI DELLA CIOCIARIA PERDUTA