segnalazione (di Rossella Bartoli) Nova Feltria e Talamello (RN)

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p.ruggeri www.megalithic.it (Talamello)
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p.ruggeri www.megalithic.it (rocca di San Leo)
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p.ruggeri wwwmegalithic.it (talamello )

Sede di importanti iniziative di valorizzazione di prodotti tipici, a Novembre Talamello diventa la capitale del formaggio di fossa: caciotta, tipica della zona, che viene fatta riposare e maturare 3 mesi in fosse ottenute nel banco di roccia arenaria su cui è fondato il paese stesso (il nome infatti deriva da thalamos, cioe’ grotte, abitazione) prendendo il nome di L’Ambra di Talamello (così “battezzata” dal poeta Tonino Guerra), considerati gli odori e i sapori con cui si arricchisce. Questa usanza di mettere il formaggio nelle fosse non nasce con intento culinario: tutto il procedimento pare risalga al medioevo quando gli allevatori della zona dovevano nascondere i formaggi ai predoni e ai ladri; o piu’ semplicemente era necessario che li conservassero per un periodo piu’ lungo senza che questi seccassero eccessivamente.

SANTUARIO DEL SANTISSIMO CROCIFISSO

foto su google immagini santuario talamello santissimo crocifisso
foto su google immagini santuario talamello santissimo crocifisso

Sempre in questa piccola, ma preziosa chiesetta si può ammirare una statua lignea policroma del XV secolo raffigurante la Madonna con il Bambino. IL CROCIFISSO Fra le opere di pittura medievale, il crocifisso di Talamello è certo fra le più conosciute del nostro Montefeltro, oltre ad essere fra le immagini religiose una delle più antiche e senz’altro fra le più venerate. Prova di questa devozione popolare è il gran numero di fedeli che da tutta la Diocesi ogni anno arrivano al Santuario di Talamello, in occasione della “Festa del Crocifisso” che si celebra il lunedì di Pentecoste. Così come lo vediamo oggi, il dipinto è frutto dell’ultimo intervento di restauro effettuato nel 1995 in concomitanza con la mostra organizzata dal Meeting di Rimini dedicata alla Pittura riminese del Trecento

tratto da google immagini  talamello interno chiesa santissimo crocifisso
tratto da google immagini talamello interno chiesa santissimo crocifisso

, che ha restituito un’opera di grande valore artistico. 21 Nel Santuario del Santissimo Crocifisso, di origine seicentesca, nella piazza principale del borgo talamellese, è custodito un prezioso crocifisso dipinto; si tratta di un’immagine del Crocifisso di Giotto che fu trasferita dal Poggiolo a Talamello nel 1870. Emanuele e Rossella – 18 luglio 2015 1 23 Il bellissimo Crocifisso è un dipinto su tavola attribuito per un lungo periodo a Giotto ma fatto risalire successivamente ad un suo allievo, Giovanni da Rimini nel XIV secolo.

Caratterizzato da forme potentemente rilevate dal chiaroscuro, presenta nei lobi le figure del Cristo giudice, in alto, e ai lati quelle della Maddalena e di San Giovanni Evangelista.

E’ un’ opera importantissima per comprendere lo sviluppo della cosiddetta Scuola giottesca. Si dice che l’immagine sia miracolosa: più volte si rese protagonista di guarigioni inspiegabili e miracolose. Da sempre oggetto di devozione, essa era custodita un tempo nella Chiesa del Poggiolo. Qui i fedeli si rivolgevano per aiuto alla figura del Redentore, come ad esempio nel 1854, quando l’incendio divampato nella miniera di zolfo della vicina Perticara sembrava indomabile o quando, nell’anno successivo, il colera stava uccidendo la popolazione. In epoche successive, il Crocifisso guarì miracolosamente molti ammalati che a lui rivolsero le loro preghiere fiduciose. Sempre in questa piccola, ma preziosa chiesetta si può ammirare una statua lignea policroma del XV secolo raffigurante la Madonna con il Bambino.

Talamello, cuore del Montefeltro, è noto anche come patria del musicista-musicologo Amintore Galli, autore dell’Inno dei Lavoratori.

TALAMELLO, come per miracolo collocato su una pittoresca appendice del Monte Aquilone, sorge su uno sperone di roccia, sulla sponda sinistra del fiume Marecchia ed è un antico borgo ricco di storia antica.

Di origine anteriore al IX secolo appartenne come Feudo alla chiesa Feretrana, fu sotto il giogo dei Faggiolani, e dei Malatesta nelle dispute con i Montefeltro e infine sede dei Vescovi da Montefeltro, e del Governatore della Romagna a cui Sigismondo Malatesta venne a chiedere la pace.

Per chi capita in paese é d’obbligo una sosta alla grande fontana che abbellisce la piazza del paese e la camminata boscosa fino al Pincio, dove, tra castagni, pini e ricco sottobosco, si può ammirare tutta la Valmarecchia.

In piazza Garibaldi si segnala Palazzo Rusticucci. È una delle più belle residenze del centro storico. La caratteristica architettonica principale è la presenza di una merlatura del piano superiore. L’area è chiamata anche il castello. Il prestigioso patrimonio pittorico di Talamello è stato, nel 2002, arricchito con l’apertura del Museo-pinacoteca Gualtieri “Lo splendore del reale”, costituito da oltre 40 tele che il pittore di origini talamellesi Fernando Gualtieri ha donato al Comune.

Ringraziamo Rossella Bartoli lasciandovi il link per contattarla

http://www.villacercis.org/

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