SELFIE: l’ autoscatto moderno.

La parola di questa estate é sicuramente #selfie, parola entrata in maniera prepotente nella nostra vita.

khaloFrida Kahlo, pittrice celebrata in una recente mostra a Roma, ne è stata la promotrice con i suoi # autoritratti.

Ecco, il selfie altro non é che un’autorappresentazione elaborata in uno scatto che rappresenta l’istante infinito, dal suo significato iconografico.

Frida non si autocelebrava  perché era vanitosa o narcisista, lei era un soldato, una donna che non ha mai mollato, nonostante la vita l’avesse messa davanti a problematiche importanti, sia per la sua salute, sia per il rapporto che aveva con il mondo in cui viveva.

Lei probabilmente utilizzava la sua arte per rivelarsi, realizzavafrida khalo  autoscatti pittorici, tele in cui urlava libertà, speranza, forza, coraggio. Ecco il messaggio che propone in ogni sua opera: la forza dell’icona come strumento, come espressione di eroina, politica e femminista.

Cosa ci ha portato oggi alla necessità di “autocelebrarci” ovunque? Cosa ci porta ad autorappresentarci durante  la nostra quotidianità in rappresentazioni prive di ogni riscontro? Cosa cambia oggi rispetto a ieri?

Oggi il selfie é una mania, una moda, un’ossessione. É un modello sociale. É parte integrante del linguaggio del nostro tempo.

Basta girare sui social network più noti e notare migliaia di volti, di occhi, di bocche. Personaggi famosi? No, tanti “lo” in fila.images6L4YZ4YY

Una richiesta di aiuto o narcisismo puro? In una società di plastica, in una società finta, in una società superficiale e dove l’ importante é apparire e “figurare” dove si colloca il selfie?

La società é in fieri, muta velocemente e sicuramente la rivoluzione tecnologica va di pari passo con la rivoluzione sociale. In quest’ottica il selfie diventa come la chiave di lettura delle nostre vite tra dieci, venti, cento anni. Il selfie forse altro non ê che una conferma della nostra vita, indifesa, eterea, infinita esistenza e una voglia estrema di confermare in questo mondo un nostro sorriso, un nostro momento. Nasconde un timore, una paura, un sentirsi infinitamente piccoli e finiti e rappresenta l’unico modo per affermarsi  e per celebrare sorrisi, occhi, mani,  un momento, un secondo.

Vita,   ricordi, memoria,  eterno, fotografia…flash immobile, nel tempo!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un pensiero su “SELFIE: l’ autoscatto moderno.”

  1. Complimenti per la disamina Ilaria; in un mondo che ho difficoltà a capire (sempre di più…) e, per rimanere sempre e comunque aggiornati tramite i principali mass-media, mi rendo conto di “violentare” la mia persona. Come? Cercando, con grande difficoltà, di stare al passo del “fottuto” quotidiano di turno; è da tantissimo tempo che vado ripetendo come una nenia che uno dei tanti mali inguaribili della nostra epoca è la celerità o velocità (che dir si voglia). Il tutto avviene in maniera così veloce, o meglio frenetica, che poi una qualunque madre dimentica il proprio figlio in auto (quante volte accade?) o, con riferimento all’attualità, una povera orsa viene uccisa perché vittima d’un dosaggio sbagliato….(quando capiremo che l’istinto è prerogativa dell’animale in quanto tale sarà, ahimè, troppo tardi).
    Oggigiorno è tutto un “selfare” e, come giustamente asserisci tu, è la parola dell’estate (una volta c’era la canzone col proprio ritornello…); non saprei dire se è, implicitamente, una richiesta d’aiuto o, più semplicemente, una forma di mero narcisismo (propendo più per quest’ultima). A me? A me serve per cristallizzare l’attimo e concedergli, dunque, una sorta di “eternità”.
    I miei più sinceri saluti.

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