Lungo il Fiume Cosa, (via dell’acquedotto romano) l’antico acquedotto che non c’è più

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Purtroppo non ci sono volute troppe ricerche  per raggiungere la consapevolezza che il dubbio  relativo all’esistenza di un antico acquedotto lungo le sponde del Fiume Cosa fosse solo destinato a retrocedere dinnanzi allo sdegno ed all’incredulità.

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fontana Bussi P.Ruggeri www.megalithic.it

Di fronte alla stampa del vecchio bollettino del circolo degli studi storici di Frosinone degli anni in cui lo scempio ebbe inizio. Ci troviamo precisamente intorno agli anni 60′, anni in cui tutto ebbe a succedere, la spinta della speculazione edilizia aveva messo nel mirino la zona vicina alla fontana Bussi e al vecchio ponte romanico, erano già anni, a sentir parlare, in realtà, che la zona di viale Roma era stata posta in opera per l’erezione di alcuni nuovi edifici residenziali. Il lavoro andava avanti e non tardarono a venir fuori spunti di interessante ricerca archeologica, non fosse altro per la chiara certezza di Giuseppe De Mattheis rimasta grazie alla sua opera Saggio storico di Frosinone, come di altri prima di lui, che proprio in quella zona si celassero le vestigia di una antico anfiteatro Romano e di altre antiche rovine di acquedotti e fonti , mulini e quant’altro, proprio lungo le sponde cittadine del Fiume Cosa.

Va menzionata la geografia e i riferimenti geologici del sito, in  poche righe, una stretta valle si forma quando la pendenza naturale del terreno porta  le acque del fiume cosa  ed il suo corso a ridosso delle basi della collina di arenaria che costituisce l’altura, coperta da fitta boscaglia, che conduce fino alla sommità del monte su cui sorgeva la millenaria rocca di Frosinone. Proprio lungo le anse, poco prima della piana dell’odierno piazzale De Mattheis, situata verso nord dal fiume, furono costruiti nei secoli, diversi manufatti, l’acquedotto era costituito da un muraglione, di cui resta ancora visibile la fattura, che funge da primo sbarramento, ed un canale rialzato per l’acqua con archi di tipo rinascimentale descritto in figura.

 

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per gentile concessione di I.Bidittu

nell’articolo si sottolinea al lettore la dicitura leggibile: “risulterebbe del periodo medioevale-rinascimentale e siicuramente ricostruito su antiche basi romane..”;..ahimè, quindi era tutto vero , la Via dell’antico acquedotto romano prendeva il nome dall’antica opera e corre ancora oggi lungo la linea del tracciato dell’antico manufatto.

A ben vedere esiste ancora un acquedotto che passa li e probabilmente è il risultato dell’incanalamento delle acque fatto secoli fa, vista la zona da sempre ricca di sorgenti, o forse è ancora lo stesso residuo di acquedotto antico che scorre sotto terra, ma a noi giunge solo la toponomastica del luogo.

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antico ponte sul cosa (Viale Roma) Frosinone P.Ruggeri www.megalithic.it

Liquidare con due righe l’ammasso di residui storici degli apparati di approvvigionamento idrico risulta impossibile per chi ama la storia e la scoperta, ancor di più per chi ama i luoghi della propria dimora, questo dunque è il nostro caso, infatti, va di certo ricordato l’impianto che sempre da quel muro che sbarra ancora oggi il corso del fiume, faceva da raccolta per cisterna e pompa quando si giunse in età moderna.lapide pio IX La machina hidraulica salientem eretta da papa pio IX, papa che impresse il proprio nome nella storia di questo mondo, ci sovviene proprio per dimostrare quanto fosse stata importante l’acqua corrente per la vita umana, e si, che Frosinone, ne aveva sempre avuta molta, a valle, appunto, ma poca o pochissima a monte (almeno questo starebbe a giustificare il perchè dell’opera voluta dal papa).

cisterna e residui di impianto idraulico P.Ruggeri www.megalithic.it
cisterna e residui di impianto idraulico
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edifici contenitivi dell’impianto P.Ruggeri www.megalithic.it

Tale ingegnosa risoluzione pratica ingegneristica permetteva all’acqua delle sorgenti, note fin dai tempi di Tito Livio, di risalire, attraverso la montagna fino al palazzo della delegazione apostolica, oggi comunemente noto come palazzo della prefettura. La Lapide scheggiata in foto ne ricorda la messa in funzione. Dell’impianto si dice che fu smontato e solo alcuni pezzi, sempre secondo voci degli abitanti, sarebbero giacenti nei depositi del museo archeologico cittadino….Comunque, gli alloggiamenti eretti  che ancora oggi restano sul posto si possono descrivere con un edificio del quale si fa mostra nella foto,

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attuale sede della protezione civile,inoltre si trova un locale parzialmente interrato che corrisponde alla cisterna originale;

la macchina raccoglieva le acque dal Fiume Cosa e grazie al peso del corso d’acqua riusciva ad azionare una pompa idraulica, realizzata da ingegneri della corte papale, che pompava acqua potabile raccolta dalle sorgenti limitrofe.

casette di captazione acqua sorgiva P.Ruggeri www.megalithic.it
casette di captazione acqua sorgiva
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A supporto e corollario, le sorgenti sono ancora collocate in tutta quella zona, oggi sono visibili le caratteristiche edificazioni a piccole casette nelle zone di captazione di acqua da sorgente, che da tempo, ormai visto il degrado ambientale, registrano anche allagamenti periodici in inverno, probabilmente proprio perchè imbrigliare la forza di un fiume a carattere torrentizio non sempre  è caratteristica dell’opera edile dell’uomo moderno in zona, mentre in passato era addirittura reso meno complesso dalle conoscenze antiche…..

salto dello schioppo antico muraglione P.Ruggeri www.megalithic.it
antico muraglione
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Non è un mistero che la rete di acquedotti che imbriglia sorgenti e corsi d’acqua nel territorio ciociaro, della provincia frusinate, sia ormai divenuto sconosciuto anche agli addetti ai lavori, immaginate dovere lottare con un mostro del quale non avete assolutamente alcun riferimento, visti i continui rimaneggiamenti, e le gestioni passate.

Sta di fatto che a veder bene anche l’altro attraversamento sul fiume cosa di epoca più recente corrisponde alla antica zona della mola, che etimologicamente corrisponde all’attività secolare di mulino per farina, ancora oggi in funzione nonostante non utilizzi più alcuna ruota.

In effetti si possono rinvenire sul luogo che sta alla base dei magazzini una serie di resti di incanalamento e deviazione dell’acqua probabilmente di epoca moderna che anticamente serviva da energia a caduta di acqua per il mulino.

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zona mola vecchia e ponte mazzini

Si ricorda che il fiume prima di giungere a Frosinone già da Alatri mostra i resti degli antichi insediamenti umani e le opere di sbarramento romani frequenti,

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ALatri chiusa per mulino restaurata Fiume Cosa
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Alatri muraglione di sbarramento Fiume Cosa

probabilmente fondati su antichi manufatti preesistenti, strade, chiuse, ponti, fonti e acquedotti si rincorrono lungo le sponde ripide e scoscese del Cosa.

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Capitolo a parte e ancora da scrivere, riguarda i riti e le sepolture che sul bordo delle strade e dei fiumi o degli acquedotti si rinvengono, il caso della Tomba S-Angelo, il Colle dedicato a Marte, dove fu rinvenuta la statua del dio, collocata a Roma…..

Tornando alle ipotesi che si avanzano credo si possa tracciare un infinità di percorsi fognari anche nel caso della colonia frusinate a valle della cittadella, in modo da rendere la generale idea che in quel punto, non a caso furono insediamenti di tutti i tipi, nonostante ad ascoltar i tanti testimoni attuali, oggi non se ne sovviene più nessuno…..

Tornando alle ipotesi avanzate dal De Mattheis e predecessori,

anfiteatro frosinone
https://www.google.it/search?q=anfiteatro+frosinone&espv=2&biw=1366&bih=623&tbm=isch&tbo=u&source=univ&sa=X&ved=0ahUKEwiSuOu-z8jLAhXBeg8KHZ2sB1MQsAQIKA#imgrc=Rbrfe19VkEBU1M%3A

fu rinvenuto proprio li, dove si pensava fosse, un anfiteatro romano e non a caso il reticolo di acque imbrigliato con primitiva sapienza anche dai romani, avrebbe di certo significato un opportunità per i costruttori romani, nell’edificare la loro arena proprio dove l’acqua scorreva, anche per eventuali scopi legati a rappresentazioni di tipo navali, Naumachie.

Inoltre le condutture che passavano accanto alla strada arrivavano alle antiche terme pubbliche che Silla aveva voluto per i suoi veteres.

Il punto è che in questo taccuino ho trovato lo spazio di scrivere quanto mi gira in testa da un po’ questa è una indagine su Frosinone e come diceva Erodoto in questo lavoro si diventa testimoni, come coloro che hanno assistito ai fatti, con gli occhi, la vista e lo sguardo, consultando antichi scritti, leggendo le pietre conoscendo quanto più si può sulle nostre origini, devono essere ascoltati gli anziani, continua…..

 

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