Il villaggio Talaiotico di “Ses Paisses” ad Artà (Maiorca-Spain)

Ses Paisses come appariva negli anni 60, dal libro “Civiltà Mediterranee” G.Lilliu H.Schubart

Nell’ambito delle civiltà più affini alla “nostra” del centro italia, si intende quelle che usavano recintare le proprie città di mura poligonali ( comprendendo anche quelle dette in “opus incertum”), viene collocata anche la civiltà Talaiotica delle isole Baleari spagnole.

Secondo alcuni tra i più importanti studiosi dell’archeologia Sarda (G.Lilliu) infatti i cosiddetti “popoli del mare” erano identificabili in quelle popolazioni che abitavano il mediterraneo, chiamati anche popoli delle torri,  in arabo “Talaya” ( a ben vedere se fosse anche dal greco θυρσος, da cui anche Tirreni) di tale civiltà, si parla dunque esclusivamente per i ritrovamenti compiuti dagli archeologi sulle isole delle Baleari, Mallorca e Minorca.

Centinaia di torri rinvenute in entrambe le isole maggiori in anni di scavi, costruite con massi, privi di alcuna malta o legante, vennero erette lungo le coste e poi anche disseminate lungo i punti di avvistamento interni delle isole, insediamenti che divennero punti di riferimento, a volte crescevano nella popolazione fino a divenire veri centri di aggregazione per l’esigua civiltà rurale, fin dal 8°sec. a.c. conosciuta e temuta sui campi di battaglia europei.

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Gli honderos mallorchini, usavano le fionde e riuscivano a lanciare anche grandi sassi, erano mercenari utilissimi in battaglia, gli abitanti dei “poblados talaioticos”, piccoli villaggi che crescevano intorno alla torre principale.

Esistono diverse tipologie di questi villaggi, sorprende l’uso delle pietre per la somiglianza che hanno nell’architettura megalitica più recente del mediterraneo, Lilliu archeologo Sardo conoscitore profondo del fenomeno delle civiltà delle torri nel mediterraneo, fu il fautore di una campagna di scavi che rese il sito alla sua antica forma, e ne scrisse in diversi libri.

tratto dal libro “civiltà mediterranee” g.lilliu -schubart 

Secondo lo studio di Lilliu, i talaiot erano usati come luoghi di culto in primis, poi da tombe e anche in altri modi che non conosciamo, nel descrivere il tipo del culto religioso per secoli adoperato in loco, va preso in considerazione che la forma della torre serviva ad innalzare il sacerdote nel momento rituale verso un divino celeste e urano nel medesimo momento, trovandosi di fronte a queste torri anche oggi sembra quasi di immaginare il sacerdote con le mani al cielo, una volta raggiunto il bordo della sommità della torre, invocare gli dei.

Altri aspetti della medesima genia furono le navetas e le taulas, le ultime circoscritte a minorca, mentre le prime , sono presenti su mallorca  e minorca.

navetas de Can Gaia port colom mallorca
p.ruggeri megalithic.it
p.ruggeri ww.megalithic.it

Come già spiegato la presenza di torri erette in opera poligonale senza legante, con basi megalitica, ci accomuna in maniera indussolubile a questi popoli isolani del mediterraneo, alcuni particolari architettonici sono davvero difficili da incontrare, ad oggi, si citano  esempio la torre sulla porta dell’antica Norba, o la curva dell’avamposto poligonale vicino porta stupa di Ferentino.

In effetti esistono diversi talayot costruiti anche di base quadrata, e di questi parliamo proprio per la maggiore affinità con le costruzioni poligonali e megalitiche che nella nostra terra in scala maggiore sembrerebbero identiche.

 

Tali maestrie nel caso dei taliot e dei nuraghe sono chiaramente identificate dall’archeologia in legame tra loro, e mi sovviene di aver letto che secondo lilliu in qualche modo tali costruzioni furono chiaro esempio e marchio di popolazioni antiche della zona anatolica.

Il Villaggio di Ses Paisses si trova a due passi da un rio che garantisce l’acqua agli abitanti, visitarlo riporta il turista ad una vita antica dura e frugale, ma ricca di suggestione noturalistica, il portale realizzato con un trilithion megalitico ci narra la maestria nell’incastonare le pietre tra di loro, per garantire la sicurezza e la visibilità della postazione sul resto del territorio.

buona visione

 

 

 

 

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