IL TOUR DELLE GROTTE DI FALVATERRA (by Paola Baldassarra)

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Siamo stati predatori in tour oggi? Forse si, abbiamo seguito, come fecero i Volsci, il percorso del Liri luogo sponda destra mentre si avvia alla foce,  non lontano dalla terra di Argil, poco dopo la confluenza con il fiume Sacco,l’antico Trerus e ci siamo trovati nella zona Nord orientale dei monti Ausoni, nel territorio di Falvaterra. Il geologo e speleologo Augusto Carè  ci accoglie all’interno del Centro visite del Monumento Naturale delle Grotte di Falvaterra e del Rio Obaco, creato ai piedi di un meraviglioso ambiente dove un sentiero porta verso la collina e verso le mura poligonali e gli insediamenti archeologici. Mentre aspettiamo di poterci recare a visitare le Grotte, siamo attratti da un giuoco di rocce, pietre e piante: è la riproduzione fedele di un labirinto “baltico”.1924379_10202835378306478_8356872444615496781_n

E’ Paolo che ci mette a conoscenza che il manufatto ripropone uno dei misteriosi labirinti unicursali cioè quelli con una sola entrata, un solo percorso ed una sola uscita, generalmente al centro e che è connesso con il mondo del sacro, del trascendente, della spiritualità, dell’energia.008

Lanostra visita, più da predatori che da turisti, inizia dallagenesi delle Grotte, il sistema sotterraneo di oltre 5 chilometri è anche il motivo della sua rara bellezza, bellezza che, come ci spiega il dott. Augusto, si apprezza molto di più visitandole in tutto il percorso, sia a piedi, naturalmente ben attrezzati per un percorso speleoturistico, che con canotti, che possono portare l’esploratore fino all’interno, facendogli scoprire paesaggi sotterranei  inimmaginabili, ma è una straordinaria ed emozionante avventura anche quel poco che riusciamo a vedere percorrendo le comode passerelle metalliche.029

In alcuni periodi dell’anno, quando il fiume raggiunge la massima portata, il riflesso dell’acqua pura rende ancora più fantastico questo mondo. Appena entriamo, dopo aver percorso il cunicolo d’accesso, da una tana di colonie di troglofiliche qui hanno nascondigli inviolabili, un pipistrello vola sulle nostre teste quasi a darci il benvenuto. Riesce difficile elencare la quantità di cose singolari, uniche, scenografiche, preziose che la natura ha regalato alle grotte.013

Su uno dei primi tratti guardando in basso, si può ammirare un laghetto color verde smeraldo, nel buio della grotta è il primo corso del fiume sotterraneo ben visibile. Camminando scopriamo la bellissima formazione della prima “medusa”, particolarmente suggestiva per la presenza di calcare biancastro, poi troviamo stalattiti e stalagmiti, colonne di varia forma e dimensionee geometrie improbabili anche per l’artista più creativo, pareti verticali ornate da curiosi merletti e strani drappeggi, ed anche un piccolo presepe su una protuberanza che si affaccia sul corso d’acqua Infine sullo sfondo un altro laghetto di smeraldo a doppia vasca che segna il limite di ciò che abbiamo potuto ammirare, oltre ci sono stanze ancora più preziose e forme d’acqua che riflettono  ombre e  luci di rocce di forme fantastiche. 022Abbiamo visto solo una piccola parte di questo bellissimo tesoro naturale, ma abbiamo, attraverso l’affascinante e dettagliata descrizione del geologo che ci ha guidato in questa avventura, sognato di aver viaggiato lungo tutto il tratto dell’Obaco guardando i colori e i riflessi dell’acqua, di aver visto i piccoli crostacei trasparenti detti Nipharguse qualche raro pesce, di aver ammirato il percorso turistico completo, dalleMarmitte dei giganti al Lago lungo.018

Un ultimo saluto alla bellezza di questa grotta scavata dalla terra all’acqua come percorso non solo fisico, ma mistico. Forse magico.

 

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Mentre ci avviamo verso la strada diamo uno sguardo alle montagne maestose, imponenti, ripide immaginando il tramonto e scorgiamo da lontano, sulla cima più alta, una bandiera che sventola, forse il ricordo di giovani campeggiatori che da quel posto più alto volevano ammirare una valle che ha tanto da raccontare e guardare quel fiume che entra nella Montagna.

Come a significare che sono ostacoli da superare, sfide da vincere.

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http://www.grottedifalvaterra.it/

Infine il meeting tra predatori di Isola d.L., Frosinone e Ceprano, ha dato la possibilità al nostro ospite Carè di raccontarci tutto l’iter che ha dovuto intraprendere per rendere fruibile tutto il percorso, attraverso la costante opera di richiesta di finanziamenti regionali ed europei, affiancato dagli uffici comunali e regionali, per la precisione tre diversi finanziamenti ottenuti per sistemare le passerelle creare le gallerie di accesso (anche senza barriere architettoniche per i disabili) e costruire su una vecchia cava in disuso un punto di raccolta turistico affidato ai volontari lsu comunali, che diverrà in futuro un museo geologico dell’area.12002939

I nostri complimenti e ringraziamenti doverosi al nostro amico Augusto Carè sono stati accompagnati dalla promessa di pubblicizzazione del sito sulla nostra rete che tornerà ad avvalersi della sua capace opera al più presto.

buon lavoro e buona visita

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