Ad Amaseno uno dei rari Santuari neogotici del lazio: L’Auricola

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Bellissima, una collinetta di origine carsica che si erge sulla valle dell’antica Castrum Sancti Laurentii odierna Amaseno, prende il nome dal fiume navigabile già in antichità, scorre in questa splendida valle in cui ancora oggi  solo a due passi dalle strade principali di collegamento si possono scorgere tra i campi resti di acquedotti, piccoli porti, etc.

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Dal sapore quasi rituale tanto da ricorrere nel toponimo la probabile origine pagana dedicata a qualche divinità delle rocce, così come al solito come narrano i locali, la chiesa attuale è il rifacimento di un antico insediamento medievale, al suo interno l’opera di restauro fu affidata alle maestranze del M. doebbing,

Bernardo-Doebbing
padre doebbing google.it

e dei fratelli minori della provincia della Sassonia, i quali costruirono l’odierna magnifica chiesa, attorno alla vecchia, rispettando i locali precedenti e gli affreschi medievali che nonostante i secoli passati sono ancora visibili.

auricola Una delle cose che non vanno taciute è proprio il fattore dell’abbandono che stranamente hanno coinvolto questi luoghi.

La chiesa originale  era dislocata in modo perpendicolare all’attuale, secondo l’interpretazione dei luoghi offerti dalle foto del santuario precedenti al restauro dei frati recolletti di sassonia, attualmente l’entrata (la facciata odierna) si trova sul muro di destra dell’antica chiesa, con l’effetto al visitatore di trovarsi proprio alla destra il vecchio altare, con una nicchia tipica del luogo del sancta sanctorum , al di sopra lungo tutta la parete gli affreschi medievali amaseno auricola 025amaseno auricola 043appenacostituisce un problema per la curia che non riesce ad assicurarne la fruizione dei fedeli se non in alcune date precise a ridosso delle festività.

Questa chiesa racchiude diversi racconti sulla sua lunga storia, che dopo alcune indagini siamo qui a riportare.

Innanzi tutto va menzionato il fatto che attualmente l’antico insediamento cristiano e diviso in due parti , da una parte la chiesa vera e propria tornata in uso alla curia solo in tempi moderni e dall’altra il vecchio monastero compreso il sotto tetto del santuario che furono venduti e attualmente non appartengono più alla chiesa restaurati con la finalità di rendere il monastero un complesso residenziale turistico con piscina e stalle per il maneggio.

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Desta scalpore il fatto che proprio qualche anno fa  il complesso destinato al turismo rurale fosse finito nelle mani di un clan camorristico e fu posto sotto sequestro dalla magistratura.

Da alcuni residenti interrogati a riguardo, riceviamo diversi racconti su strani avvenimenti che riguardano in primo luogo il santuario, che sembrerebbe fosse stato utilizzato dai boss e addirittura dalla massoneria per i loro segreti appuntamenti rituali.amaseno auricola 049

teatro più recente sarebbe stato proprio il sotto tetto utilizzato la notte come nascondiglio dai boss latitanti, ma ancor più indietro nella storia il santuario fu teatro di un abbandono repentino e ancora avvolto dal mistero, fu infatti intorno al 1930 che i frati minori sassoni abbandonarono in un giorno tutti i loro possedimenti senza portar via niente in processione se ne andarono dal loro monastero mentre si dice recitassero delle novene particolari…lasciarono addirittura le mense imbandite a sentire i racconti.

Di vero, pare che la famiglia di possidenti ecclesiastici che aveva donato la gestione della terra non fosse più in accordo con lo stesso ordine del monastero, motivo per il quale senza ulteriori indugi, raggiunto il punto di culmine del diverbio, i frati avrebbero deciso di abbandonare.

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San giuseppe (chiesa gemella) http://www.borgosantelia.it/wp-content/uploads/2014/03/image-6.jpg

gli stessi frati frati si reggistra un attività pressocchè identica presso una località più a nord del lazio nella provincia di Viterbo precisamente presso Civita Castellana.

L’interno fa decisamente capire la similitudine di intenti architettonici di restauro e allo stesso tempo innalzamento di chiese di stile che definirei neo gotico.

i Recolletti dunque nel periodo dei primi dell’ottocento sembrava operassero in tutto il centro italia, ma l’aspetto di somiglianza continua con il fatto che anche a civita castellana il santuario denominato santa maria ad rupes ha in se alcuni richiami alla topografia dei luoghi ossia rocciosi e posti su colline come quella curiosa di Amaseno, ricca di cavità sacre e miracolose,.

In particolare il nome auricola deriverebbe proprio dal toponimo antico che richiama il luogo santo delle rocce.

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Molto ancora c’è da scoprire in questa splendida città e la collina dell’auricola appare come una collina antichissima ed enigmatica in quanto sembrerebbe ancora racchiudere al suo interno qualcosa di dimentico , sorgenti cavità inesplorate, forse tunnel e antichi resti sacri, probabilmente una sepoltura della quale nessuno vuole più parlare da un po’.

 

 

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