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..ogni uomo cittadino della sua poleis, attraverso l’utilizzo della legge come ius può partecipare al divenire sociale, ecco perchè vale sempre la pena accompagnare lo studio degli eventi attraverso gli occhi attenti dei flussi sociali che attraversano un paese ricco di storia. La veloce trasformazione, la risposta alle mode, le generazioni e le mentalità che si rinnovano, il pensiero di un uomo che vive il suo tempo fino in fondo, questo è lo spazio della società, lo specchio dei tempi.

La “cultura” delle armi

La violenza d’arma da fuoco si diffonde vertiginosamente. A darne la prova non sono solo i fatti di cronaca ma anche una recente ricerca. Infatti in un’indagine da poco pubblicata sul Jama Internale Medicine hanno stabilito come la violenza legata alle armi da fuoco possa propagarsi tra le comunità come un’epidemia.

A tal proposito gli scienziati delle Università di Harvard e Yale la definiscono “infettiva”. Gli Stati Uniti sono il Paese tristemente noto per la facilità con la quale è possibile procurarsi un’arma; sono numerosi i fatti di cronaca che ci raccontano la follia di persone che da un giorno all’altro si sono armate e hanno commesso stragi nelle scuole, nei cinema e in altri luoghi. Di qualche giorno fa le dichiarazioni da parte di Betsy Devos a proposito delle armi nelle scuole «credo che la cosa migliore è che siano le autorità locali e gli stati a decidere. Mi riferisco al senatore Enzi ed alla scuola del Wyoming di cui parlava, credo che probabilmente lì vi sia un’arma per difendersi da possibili attacchi di orsi grizzly». Devos è la miliardaria sostenitrice della scuola privata e che Donald Trump vorrebbe nominare Ministra dell’istruzione. Si evince quindi quando “la cultura delle armi” sia in effetti radicata negli States.

L’indagine di cui sopra è importante in quanto è la prima a provare come la dinamica della violenza d’arma da fuoco si trasmetta da persona a persona dopo una sparatoria. Coordinatore della ricerca è il sociologo Andrew Papachristos di Yale, che ha fatto ruotare lo studio intorno ai big data raccolti dall’area metropolitana di Chicago relativi al periodo 2006-2014. I ricercatori hanno preso i dati di quel periodo, 138.162 persone, considerandone i loro legami sociali. Di queste solo 9.773 erano coinvolte in fatti, fatali o meno, legati all’uso di arma da fuoco.Con una serie di modelli hanno analizzato il modo in cui la violenza si è diffusa nella loro rete sociale nel corso del tempo, considerando i dati demografici e le zone.

I modelli applicati di solito alle malattie infettive sono risultati più efficaci di quelli puramente demografici e statistici nello spiegare il fenomeno. Un dato interessante riguarda la tempistica d’incubazione. Passano circa 125 giorni prima che un individuo che abbia subito un fatto legato alle armi replichi un simile atteggiamento. Ovviamente ogni Paese ha una differente incidenza del fenomeno. Ma certamente questo studio apre la porta alla ricerca scientifica applicata ai fenomeni sociali.

Barbara Parisse

Ogni cosa che puoi immaginare, la natura l’ha già creata (A.E.)- mostra di Lisa Tibaldi “Trama aurunca- emozioni e creatività del territorio”

In un sabato pomeriggio,convinta di visitare il  Castello mediovale di Itri (Lt) , sono rimasta piacevolmente colpita della mostra sensoriale, che si trovava all’interno della fortezza, della stilista e designer romana, Lisa Tibaldi, dal titolo: “Trama aurunca- emozioni e creatività del territorio”). Il progetto mette in correlazione la rivalutazione dell’ Artigianato,l’amore e la conoscenza della propria terra e la valorizzazione del linguaggio della femoda, di cui lei è protagonista.

La trama aurunca, filo conduttore della mostra, rappresenta l’intreccio di erbe e piante spontanee, come la “Stramma” ,  termine dialettale che indica la strame, pianta selvatica locale.

 

particolari della mostra
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L’intreccio guida tutta la mostra e mostra come la natura crei cose, oggetti, idee che la mente umana può immaginare.

I due abiti/sculture realizzati in “Stramma” chiudono il percorso nello stupore del visitatore che si trova spiazzato dalla bellezza e dalla genialità dell’idea.

   

Ripartire da ciò che abbiamo e da ciò che la terra ci offre, ripartire dalle nostre tradizioni, dal nostro handmade, dalle nostre radici. Non dobbiamo inventarci nulla, solo vedere cose che la natura ha già creato!

 

P.S. La mostra resterà aperta fino al 19 febbraio 2017 al costo del prezzo di ingresso del castello ( 3.00 euro)

Ilaria Fontana

il referendum costituzionale del 2016 e la loggia p2 (di M.Mancini)

Proprio da qualche giorno si è registrato il forte convincimento degli italiani attraverso il voto del referendum del No alla riforma costituzionale.

La riforma contestata per molti aspetti sembrerebbe non essere nata in questi tempi bensi dettata dalle forze della libera fratellanza massonica già da molto tempo addietro.

L’amico Massimiliano Mancini ha redatto l’articolo che segue rintracciando i documenti del processo alla loggia P2 compiendo il confronto tra il disegno massonico internazionale e quanto davvero è successo in Italia dal 1982 ad oggi, stessa tematica affrontata da moltissimi altri studiosi e giornalisti che si sono occupati dello stesso caso, segno che la vicenda è tale da far crescere i dubbi nei lettori.

 

“IL PROGETTO MASSONICO DI RIFORMA ECONOMICA ISTITUZIONALE”

“il piano di Rinascita Democratica della P2 alla base della riforma costituzionale”

Era il 1982, all’aeroporto di Roma Fiumicino le forze di polizia ispezionano la valigia di Maria Grazia Gelli, figlia di Licio, che stava tornando in Italia da Nizza e nel sottofondo malamente camuffato trovano dei documenti sconcertanti che testimoniano un piano preciso e dettagliato che la P2 ha elaborato per riformare completamente le istituzioni e l’economia italiana noto come Piano di Rinascita Democratica.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1988/06/22/tragico-scontro-in-autostrada-muore-la-figlia.html

Il documento rivelava un piano golpista da realizzare senza forza, ma attraverso le istituzioni e i suoi membri più influenti, un golpebianco, in cui i poteri forti avevano una idea chiara di come rendere il paese strumentale agli interessi di entità sovraordinate e occulte, con buona pace della democrazia, della sana imprenditoria, del finto mercato libero e della finanza corretta.

D’altronde la loggia Propaganda due (nota anche con l’acronimo P2) come dice il nome ha lo scopo di evitare “propaganda” ossia conoscenza dei suoi membri per la loro rilevanza eccezionale, banchieri, deputati, senatori, ministri, generali, e proprio per la loro capacità di influenzare le istituzioni e la finanza noti solamente fra loro e il gran maestro.

Da sempre nella massoneria si è legata ai personaggi più influenti della storia ed in particolare alla finanza, annoverando al suo interno i più grandi banchieri tra i quali Michela Sindona- tessera 501- che legato alla mafia era entrato in affarianche con lo IOR, Alessandro Alessandrini AD di Banco di Roma -tessera 708- Amonastro Zocchi Presidente Banco di Messina-571- Roberto Calvi presidente Banco Ambrosiano-519- Giovanni Cresti DG, Monte dei Paschi di Siena-521- e secondo alcune anche Enrico Cuccia, storico presidente di Medio Banca-(A.Mola Storia della massoneria italiana Bompiani 1992)

Il piano di rinascita democratico, che rappresenta un vero programma golpistico, dichiarava esplicitamente nelle sue premesse che non si prevedeva il rovesciamento del sistema ma allo stesso tempo si rendeva necessario quale ritocco della Costituzione.

Curiosamente anche in questi tempi la grande finanza nazionale e internazionale si è palesemente schierata a favore del SI al referndum costituzionale del 4 dicembre 2016.

Il progetto massonico contenuto nel documento di Gelli del 1982, che non si è riuscito a realizzare  sino ad oggi, trova stranamente attuazione proprio nel disegno di legge di riforma costituzionale sottoposto a referendum.

 

Punti Principali del piano massonico di riforma economica istituzionale noto come Piano di Rinascita Democratico:

  1.  SUPERAMENTO DEL BICAMERALISMO PARITARIO, preminenza della Camera dei Deputati nell’approvazione delle leggi; Senato federale delle Regioni focalizzato sulla legge di bilancio.

(prevista dagli art.1,2 e 10 della legge di riforma)

2.   Abolizione delle Province

(prevista dagli art. 29 )

3. Riduzione del numero dei parlamentari a 725 (dagli attuali 945)

l’art.55 e 57 della legge di riforma cassata dal referndum ne prevedeva 730

4. Presidente del Consiglio eletto dalla camera

5. Limitazione delle potestà normative regionali con vincolo alle disposizioni statali

6. Agevolazione del volontario disclosure, con la concessione di forti sconti fiscali per agevolare il rientro di capitali esteri di incerta provenienza.

già realizzata da questo governo con la legge del 15 dicembre 2014 n.186

 

Come valutare queste straordinarie analogie, queste precise coincidenze, in un italiche non ha ancora fatto chiarezza sulle stragi e sui tentativi di golpe del suo passato prossimo e che è stataunita proprio dalla massoneria (Giuseppe Garibaldi è stato uno dei più illustri e potenti gran maestri così come Giuseppe Mazzini e i principali patrioti)?

Cosa pensare di questa riforma che viene oggi realizzata non solo con i contenuti ma anche con il metodo indicato nel Piano di Rinascita Democratica, dove l’aggettivo “democratico” sta a significare che la sua applicazione allo stato ed all’economia è prevista in forma evidente e violenta, come i tentativi di golpe e le stragi degli anni 70 e 80, bensì in forma pacifica e occulta, attraverso il controllo dei politici e dell’informazione?

Cosa sarà di questa nazione nella quale la finanza è già troppo controllata da pochi oligarchici gruppi bancari, l’economia è già troppo indirizzata da pochi egemoni gruppi industriali multinazionali, la cui politica è già troppo influenzata dai poteri forti Europei?

Davvero molto sconcertante tutto ciò è soprattutto molto pericoloso nelle sue prospettive istituzionali ed economiche.

(Massimiliano Mancini)

Calamari alla romana: tra storia e .. frittura

Questo piatto, la cui realizzazione consta di pochissimi ingredienti (calamari o totani, farina, olio bollente), pare abbia origini antichissime. Si pensa infatti che sia nato in Spagna, nazione in cui tutt’oggi i LOS CALAMARES A LA ROMANA sono nel menù di tutti i ristoranti.  Dicono che nascano proprio in Andalusia (o antica Betica), terra Romana per eccellenza. Lo dimostrano i due imperatori Adriano e Traiano.

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Quindi la prossima volta che mangerete una buona frittura di calamari, pensate che molto tempo fa, anche in nostri Avi degustavano i nostri stessi sapori!

 

 

S’è fatto tardi molto presto.

Una quotidianità fatta di email, di notifiche, di straordinari lavorativi, di pranzi consumati in nanosecondi davanti ad un PC. Una quotidianità scandita da appuntamenti, di corse per non perdere quell’ autobus che non passa mai, quel tram stracarico e irrespirabile, di code sul raccordo in cui si potrebbe iniziare e finire  un libro visto il tempo che ci toglie.

 

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Quanta vita che perdiamo dietro questa quotidianità che come uno tsunami ci assorbe e ci devitalizza.Quanto TEMPO che vediamo passarci davanti senza avere modo di assaporarlo.

Madre Teresa di Calcutta diceva

“Trova il tempo di leggere;

trova il tempo di essere amico

Trova il tempo di lavorare;

è la fonte della saggezza,

è la strada della felicità; è il prezzo del successo”.

 

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E tutta la nostra vita gira intorno ad un TEMPO che corre, che scappa, che passa. E intanto nuove foglie cadono, nuova neve scende, nuovi frutti maturano e nuovo grano colora le nostre campagne. Così, ciclicamente, ci rendiamo conto che è passato un altro anno, altri 12 mesi, altri 365 giorni e non abbiamo avuto ancora tempo per fare quella telefonata, per dire TI AMO ; per dire TI VOGLIO BENE dopo quella litigata; per fermarci a guardare il cielo. Però abbiamo avuto tempo per leggere 1 milioni di notifiche, per mettere tanti Mi piace, per occuparci di cose futili che non contribuiscono di certo ad ispessire la nostra anima. Se vogliamo regalarci qualcosa, regaliamoci del TEMPO condividendolo con persone belle, persone genuine, persone positive. Regaliamoci del TEMPO per chiamare quell’amica che è sempre nel nostro cuore; oppure quella persona di cui siamo innamorati.

 

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Evitiamo di investire le nostre risorse frequentando persone che non apportano nessun tipo di crescita, anzi persone che si impossessano di noi, della nostra prudenza, della nostra quotidianità, della nostra serenità. La vita è troppo breve per sprecarla e per lasciarci angosciare e influenzare da chi vuole solo infossarci. Amiamo, ridiamo, balliamo, cantiamo, studiamo, viaggiamo e qualora nell’immediato non possiamo farlo realmente, facciamolo con la nostra mente. Sentiamoci persone libere perché sarà quella LIBERTà a  darci la spinta per dedicare il giusto tempo al lavoro e la maggior parte del tempo alla nostra famiglia; sarà quella LIBERTà che ci permetterà di sorridere anche quando tutto rema contro; sarà quella LIBERTà che ci permetterà di scegliere, sempre consapevolmente e sempre con determinazione.

 

L'albero della vita -Klimt www.mmegalithic.it
L’albero della vita -Klimt
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Coloriamo la nostra vita di tutti i colori dell’arcobaleno, servono tutti, fino all’ultima sfumatura e cerchiamo di vivere questo TEMPO tutto di un fiato.

 

Ilaria Fontana

 

NOTE: Il titolo fa riferimento ad una citazione di Dr. Seuss

50 sfumature di FACEBOOK

Nell’ormai lontano 1997 uno statunitense di nome “Ellison” lancia il primo social network sito SixDegrees.com, con l’obiettivo di creare delle relazioni fra persone.Dopo questo primo tentativo nel 2003, ancora una volta in America, nasce il termine “Social Network” grazie ad un nuovo social,Friendster. Nello stesso periodo nasce anche Myspace. Ecco che nel 2004 un ormai noto Mark Zuckerberg (con l’ausilio di alcuni colleghi di università Andrew McCollum, Eduardo Saverin, Dustin Moskovitz, Chris Hughes) diede inizio a quello che oggi è il social più utilizzato, Facebook, il social che ha cambiato il modo di comunicazione a partire dal linguaggio.

Facebook
Facebook

 

Postami, taggami, linkami,chattami, retweet, tweet, googlami, indicizzazione, selfie, whatsappami,spam e chi più ne ha, ne metta!: questi solo alcuni dei nuovi slang (ascoltare 2 ragazzini parlare al giorno di oggi viene il mal di testa!) Facebook, uno dei “continenti” più popolosi visti i circa 1,4 miliardi di utenti attivi , Facebook, che da uno strumento è diventata una nostra estensione (lo portiamo ovunque e comunque).

 

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Ormai è parte integrante della società stessa: basta fare una passeggiata ovunque e ascoltare i discorsi delle persone: Facebook è entrato completamente nelle nostre vite!

Ecco alcune sfumature che mi vengono in mente pensando alla facebook mania dei giorni di oggi:

1 : guardo

2 : sono guardato

3- mi guardo

4- in base ai “Mi piace” valgo

5- Se ho tanti follower vuol dire che sono “forte”

6- selfiamoci in ogni posizione e in ogni posto…fa crescere l’autostima (DI CHI?)

7- mi hanno riconosciuto/a..figo

8- vedo dunque sono

9- sono seguito quindi esisto

10- condivido ogni secondo della mia esistenza a partire da quando apro gli occhi…

11- Narcisista io? Macchè (e intanto ci scappa un selfie condiviso immediatamente sul profilo con relativa citazione per attirare “mi piace”)

Andando avanti così facile è arrivare alle 50 sfumature…eppure oggi Facebook e tutto il mondo social network sovrappone la realtà virtuale con la vita reale: non si parla più, non ci  si telefona, ci si meraviglia se qualcuno non condivide la propria vita privata! Quante volte, me compresa, mentre si è immersi nel fare qualcosa della vita reale viene in mente di aggiornare il proprio status? Si è  persa completamente la bellezza che contraddistingue il guardarsi mentre ci si confronta e il far trasparire le proprie emozioni tramite la mimica facciale, aumentando anche la possibilità di mentire e mantenere la relazione ad un livello più distaccato e freddo.

Selfiamoci!
Selfiamoci!

Stiamo vivendo in una realtà sempre più individualista e narcisista in cui, paradossalmente, si è sempre più soli. Dicotomico! E’ nato per creare relazioni tra persone, eppure si sta ottenendo l’effetto contrario.Tante altre cose andrebbero scritte: crea dipendenza,si perde completamente la propria privacy, si perde il contatto con la realtà, ci si può inventare mille volte con nuove identità.

Restiamo umani!
Restiamo umani!

 

Compito di chi come me ha vissuto parte della sua vita (i miei primi 23 anni)  al di fuori del mondo social è quello di insegnare alle nuove generazioni la bellezza del contatto umano, di guardarsi negli occhi più che chattare, la bellezza di parlare e confrontarsi anziché taggarsi, la meraviglia di una foto ricordo che rimanga sotto il cuscino per ricordo con dedica sbiadita anziché farsi un selfie condivido con chiuque.

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Sta a noi raccontare alle nuove generazioni che internet è un  mezzo favoloso, che con una velocità della luce da risposta ai nostri quesiti, che ci si mette a contatto con persone REALI che sono lontane in un secondo, il tempo di un clock, ma che è sempre più bello passeggiare a piedi nudi sulla sabbia, che è sempre più bello sfogliare le pagine di un libro con le pagine ingiallite, che è sempre più interessante avere mille curiosità e usare internet come uno strumento e non come un grande macrofago che ci mangia letteralmente vivi.

 

"La realtà è una illusione molto persistente." A. Einstein
“La realtà è una illusione molto persistente.”
A. Einstein

 

Concludo con una citazione di Paolo Bianchi (Inchiostro antipatico, 2012) che faccio mia:
“Nell’immenso guazzabuglio di internet bisognerà imparare a distinguere fra contenuti di qualità e le fregnacce. L’educazione consisterà soprattutto in questo, nella capacità di selezionare. La conoscenza sarà sempre meno un bene esclusivo o scarso, ma sarà continuamente rinnovabile, come l’acqua e l’aria. Resterà la nostalgia della carta, ma solo in chi l’avrà conosciuta.”
Ilaria Fontanagruppo megalithic.it

Il gruppo Infioratori “Echi di un tempo” ci raccontano chi sono e in particolare la rassegna Expo d’Arte Ciociara di Alatri a cui hanno partecipato.

Il Gruppo Megalithic ha incontrato il gruppo Infioratori “Echi di un tempo” contrada Basciano per farsi raccontare  la rassegna Expo d’Arte Ciociara di Alatri svolta domenica 30 agosto a cui il gruppo ha partecipato. “L’evento, curato da Lucio Lucchetti, con il supporto dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Alatri, ha coinvolto più di settanta artisti, che hanno animato con le loro opere e creazioni il centro storico della città ernica” così ci introduce alla descrizione dell’Evento la Portavoce del gruppo Paola Stirpe che  ci descrive l’arte dell’infiorata, come un’arte antichissima che consiste nel realizzare tappeti per mezzo di fiori. “Le prime infiorate, allestite per la festività cattolica del Corpus Domini, si fanno risalire alla fine del Settecento: da Roma e dai Castelli Romani, la tradizione si è poi gradualmente diffusa, soprattutto nelle zone dell’Italia Centrale”, orgogliosa continua la nostra Paola. Alla mia domanda “Chi è il Gruppo ‘Echi di un tempo’?” ,come un fiume in piena, Paola racconta la storia della nascita del loro gruppo,uniti da una passione e da un amore coinvolgente per l’Infiorata. Mi racconta che il gruppo nasce nell’anno 2006, grazie ad un progetto didattico proposto da Marilena Lepori, insegnante.

 

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Il Gruppo a lavoro
Il Gruppo all’opera

Dopo una positiva esperienza iniziale, la passione per l’arte delle infiorate aumentò non solo tra i bambini, ma anche fra i genitori ed abitanti della contrada “In maniera del tutto spontanea si decise di creare un gruppo di infioratori esterno all’istituzione scolastica. Non si è mai costituita una vera e propria associazione legale: il gruppo è composto da amici, da semplici persone accomunate da una passione“continua . Descrive il gruppo con cui fa parte con una citazione di Henry Ford  che cito testualmente:“Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme un successo”.

Andiamo avanti nel viaggio accompagnati mano nella mano dalla nostra Paola.

La loro passione li ha portati ovunque: gli infioratori di Basciano hanno infiorato a Roma, in occasione della festa di Santa Francesca Romana ai Fori Imperiali; a piazza S. Pietro, in occasione del V Congresso delle Arti Effimere; in occasione del passaggio della “Fiaccola di San Benedetto” ad Alatri; hanno realizzato creazioni artistiche per eventi culturali, solidali ed aziendali; in occasione della presentazione dei Calendari della Città di Alatri negli anni 2013 e 2014. Nell’anno 2012, si è aggiudicato il primo premio, “Panno dell’Infiorata”, durante la XVIII edizione de “Infioralatri”, legata alle festività del Corpus Domini di Alatri, rappresentando, interamente con fiori freschi, l’enigmatica figura del “Cristo nel Labirinto””.

L'opera "Il Cristo nel labirinto" realizzata da Echi di un tempo
L’opera “Il Cristo nel labirinto” realizzata da Echi di un tempo

Gli infioratori di Basciano amano sperimentare, creare, e partecipare alle più diverse ricorrenze: non realizzano solamente infiorate a tema religioso ed esclusivamente con fiori ed erbe, ma anche creazioni artistiche (necessario è fare sempre una distinzione tra le tecniche), lavorando con diversi materiali come sale, pangrattato, caffè, etc.

Opera ultimata realizzata dal gruppo Echi di un tempo
Opera ultimata realizzata dal gruppo Echi di un tempo
Il Gruppo Infioratori Basciano omaggia Flavio Fiorletta
Opera realizzata durante Expo Arte Alatri

 

E proprio una creazione artistica è stata realizzata domenica 30 agosto, dedicata all’artista Flavio Fiorletta (Pittore, cultore di storia locale, amministratore, fondatore del gruppo folk “Aria di Casa Nostra”, del coro “Monti Pratelle”, del Circolo “Amici di Alatri”)realizzata utilizzando sali colorati, caffè, cenere e materiali vari.  In merito alla realizzazione dell’opera di Flavio Fiorletta a nome di tutto il Gruppo Paola ci dice che  è stato un vero onore per tutto il  gruppo infioratori “Echi di un tempo”, sottolineando la soddisfazione per l’ottima riuscita dell’iniziativa e per l’ulteriore esperienza condivisa.

Il Gruppo Infioratori Basciano omaggia Flavio Fiorletta
Il Gruppo Infioratori Basciano omaggia Flavio Fiorletta

 

Risentiremo parlare di loro, un gruppo eterogeneo e pieno di vita. Se è vero che “Una passione genuina è come un torrente di montagna; non ammette ostacoli; non può scorrere all’indietro; deve andare avanti” come la descrive lo scrittore Christian Nestell Bovee, questi ragazzi hanno davanti a loro una strada già segnata e piena di cose belle.

 

Il gruppo "Echi di un tempo"
Il gruppo “Echi di un tempo”

 

N.B. foto gentilmente concesse dal Gruppo Echi di un tempo

 

 

Ilaria FontanaGruppo Megalithic.it

Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza

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Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza :  la conoscenza non ha né età né limiti. La storia è il cammino dell’uomo verso o contro la verità, la conoscenza, verso o contro la virtù, la tensione del cuore. Per questo la storia può insegnarci, affascinarci, saper di universale, di personale; può corrispondere alla nostra sete di sapere cosa è l’uomo e come l’uomo ha concepito, nel tempo, il suo essere ed il suo fine. Può corrispondere alla nostra sete di saper cosa è la civiltà in cui viviamo, il passato in cui affondiamo le radici. Quando vediamo una montagna, quando abbiamo di fronte il mare, l’orizzonte, la luna come non ci viene in mente che è la stessa luna, lo stesso orizzonte, lo stesso mare che hanno visto i nostri avi. Perché il passato è sempre il fondamento del presente. Questa la continua poesia in cui noi viviamo e siamo catapultati.

Da sempre la Storia ha subito atti dediti a cancellarla e la memoria, il filo che ci unisce, non si può perdere. Eppure storicamente abbiamo eventi più o meno noti in cui l’Uomo per il suo delirio di onnipotenza, di immortalità  e di presunzione, ha tentato di rendere storia il suo presente cancellando i tempi antichi. Basta ricordare i giacobini francesi, che cancellarono le ricorrenze e le feste del calendario cristiano, per far dimenticare la storia a cui essi si riferivano, alla storia di regime, figlia della scuola di regime, all’ansia devastatrice della rivoluzione culturale cinese, alla volontà dei Khmer rossi cambogiani di eliminare i libri del passato e persino tutti coloro che, portando gli occhiali, potevano essere pericolosi lettori, e magari difensori, di una cultura e di una storia passata, basta ricordare l’incendio della Biblioteca di Alessandria che ha distrutto  interi volumi che raccontavano la prima Cultura mondiale (che poi diede la forza all’impero ellenico di primeggiare)  per far posto alla “saggezza mediterranea” che poi divenne romana. Pensando alle diverse forme di arte che la Biblioteca conteneva, un pensiero va ai giorni di oggi e più precisamente al ricordo delle 12 persone uccise per il solo motivo di mettere su carta la loro arte . I nomi della strage di Charlie Ebdo: Stephane Charbonnier, alias Charb, vignettista e direttore; Georges Wolinski, vignettista; Jean Cabut, alias Cabu, vignettista; Bernard Verlhac, alias Tignous, vignettista; Philippe Honoré, vignettista; Bernard Maris, economista ed editorialista; Elsa Cayat, psicologa e giornalista; Michel Renaud, ex consigliere del sindaco di Clermont Ferrand; Mustapha Ourrad, correttore di bozze; Fréderic Boisseau, addetto alla portineria; Franck Brinsolaro, poliziotto; Ahmed Merabet, poliziotto.

12 nomi che rappresentano un tentativo moderno di  tappare la bocca e di indirizzare la Storia unilateralmente, interpretando quella passata in maniera del tutto soggettiva da parte di una mente che opera a nome del suo Dio per cancellare il tratto di una matita che però oggi ha la forza di continuare ad esser usata.

Dobbiamo ripartire dalle nostre radici, dai nostri sassi, dalle nostre pietre che parlano: sarà dal loro studio che si rafforzerà la nostra identità. Tuteliamo i nostri ricordi, la nostra memoria, siamo curiosi di cercare l’origine di ogni cosa e difendiamo i beni che stanno per essere sostituiti da un mare di cemento in alcuni casi, da un centro commerciale in altri, da incendi in altri ancora, dalla prepotenza di supremazia nella totalità degli eventi.

La storia è una guida alla ricerca dell’uomo”, così Biagi la definiva: non alessandriastanchiamoci mai di studiarla.

la pubblicità ed il controllo sociale (by Chiara Risi)

  

“ Tre cose mi servono prima di una gara: la musica, la sicurezza di vincere, ed esserci con la testa.” Questo quanto recita Federica Pellegrini, la campionessa di nuoto, nella pubblicità di uno shampoo. A seguire una voce presenta il prodotto:  “H…&Shoul..rs: libera la tua cute da forfora, prurito e secchezza, lasciando i capelli splendidi.”“… e la mia mente libera di concentrarsi sulla gara” aggiunge Federica Pellegrini.

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Già, perché se non esistesse H…&Shoul..rs , Federica Pellegrini avrebbe un grande problema durante la gara: pensare a quale shampoo utilizzare.

Ma non è questo il punto. Non è Federica Pellegrini il problema, presa solo a titolo esemplificativo.

Il punto è il seguente: abbiamo davvero bisogno di un personaggio famoso che ci dia indicazioni? Che ci dica quale shampoo comprare, con cosa fare colazione, quali vestiti e quale comprare, chi votare, o che programma guardare…

Davvero siamo così influenzabili dalla pubblicità? Dalla televisione in generale?

 

 

A quanto pare si. Addirittura una ricerca scientifica ha dimostrato come la vendita di una particolare razza canina possa essere fortemente condizionata dalla presenza di un cane di quella razza in un film famoso. pubblicità 2

Ancora, altri articoli accademici mostrano la correlazione tra l’essere esposti a pubblicità di un determinato prodotto (alcol, sigarette, cibo) ed acquistare quel prodotto. Ma chi ci garantisce che il prodotto pubblicizzato sia migliore di quelli non pubblicizzati? Lo spazio pubblicitario è acquistato in base alla qualità di ciò che si sta promuovendo o in base alla disponibilità finanziaria del soggetto che promuove il prodotto?

Noam Chomsky ci aveva messo in guardia, quando scrisse le 10 regole per il controllo sociale. Con la decima regola ci avverte che per controllare meglio la popolazione bastaconoscere la gente meglio di quanto essa si conosca. Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno creato un crescente divario tra le conoscenze della gente e quelle di cui dispongono e che utilizzano le élites dominanti. Grazie alla biologia, alla neurobiologia e alla psicologia applicata, il “sistema” ha potuto fruire di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia fisicamente che psichicamente. Il sistema è riuscito a conoscere l’individuo comune molto meglio di quanto egli conosca sé stesso. Ciò comporta che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un più ampio controllo ed un maggior potere sulla gente, ben maggiore di quello che la gente esercita su sé stessa.”imagesRYP236GD

Pensiamoci, non è quello che accade attraverso la pubblicità? Più in generale, non è quello che accade attraverso le televisioni? In quali altri ambiti viene applicata questa regola?

Non lasciamoci influenzare. Informiamoci direttamente e scegliamo liberamente: lo shampoo, l’auto, il vestito; ma anche quale giornare comprare, chi votare, ecc…

Nessun personaggio famoso può influenzare le nostre scelte, tanto più se non è esperto in materia ma sta solo recitando un copione in cambio di un bel ritorno economico!

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SELFIE: l’ autoscatto moderno.

La parola di questa estate é sicuramente #selfie, parola entrata in maniera prepotente nella nostra vita.

khaloFrida Kahlo, pittrice celebrata in una recente mostra a Roma, ne è stata la promotrice con i suoi # autoritratti.

Ecco, il selfie altro non é che un’autorappresentazione elaborata in uno scatto che rappresenta l’istante infinito, dal suo significato iconografico.

Frida non si autocelebrava  perché era vanitosa o narcisista, lei era un soldato, una donna che non ha mai mollato, nonostante la vita l’avesse messa davanti a problematiche importanti, sia per la sua salute, sia per il rapporto che aveva con il mondo in cui viveva.

Lei probabilmente utilizzava la sua arte per rivelarsi, realizzavafrida khalo  autoscatti pittorici, tele in cui urlava libertà, speranza, forza, coraggio. Ecco il messaggio che propone in ogni sua opera: la forza dell’icona come strumento, come espressione di eroina, politica e femminista.

Cosa ci ha portato oggi alla necessità di “autocelebrarci” ovunque? Cosa ci porta ad autorappresentarci durante  la nostra quotidianità in rappresentazioni prive di ogni riscontro? Cosa cambia oggi rispetto a ieri?

Oggi il selfie é una mania, una moda, un’ossessione. É un modello sociale. É parte integrante del linguaggio del nostro tempo.

Basta girare sui social network più noti e notare migliaia di volti, di occhi, di bocche. Personaggi famosi? No, tanti “lo” in fila.images6L4YZ4YY

Una richiesta di aiuto o narcisismo puro? In una società di plastica, in una società finta, in una società superficiale e dove l’ importante é apparire e “figurare” dove si colloca il selfie?

La società é in fieri, muta velocemente e sicuramente la rivoluzione tecnologica va di pari passo con la rivoluzione sociale. In quest’ottica il selfie diventa come la chiave di lettura delle nostre vite tra dieci, venti, cento anni. Il selfie forse altro non ê che una conferma della nostra vita, indifesa, eterea, infinita esistenza e una voglia estrema di confermare in questo mondo un nostro sorriso, un nostro momento. Nasconde un timore, una paura, un sentirsi infinitamente piccoli e finiti e rappresenta l’unico modo per affermarsi  e per celebrare sorrisi, occhi, mani,  un momento, un secondo.

Vita,   ricordi, memoria,  eterno, fotografia…flash immobile, nel tempo!