Tutti gli articoli di Ilaria Fontana

Tra le vie del Centro storico di Frosinone, tra storia e leggenda

Salite. Discese. Scale. Un portone dietro l’altro. Pietra viva nei muri. Odore di legna. Nomi associati a grandi eroi. A grandi esempi. A grande battaglie. Questo insegna la toponomastica del capoluogo nel centro storico, tutta imperniata sulle vicende che narrano del percorso dei cittadini italiani verso un regno unito e libero, libero e indipendente.

Si parte con Via del plebiscito, che corrisponde all’antico percorso della via Latina, che attraversa il centro della rocca frusinate fino a via 20 settembre,che rappresenta la data fondamentale per l’unità di italia. Via 20 settembre, che rappresenta il giorno della breccia di Porta Pia a Roma, proprio quando i bersaglieri facevano definitivamente sfumare il potere temporale del papato sui territori romani. Da via 20 settembre si arriva alle vie dedicate ai martiri della libertà frusinate, quale via Nicola Ricciotti e via Angeloni.

Chi sono stati Ricciotti e Angeloni?  Gli stessi eroi ai quali è dedicato il sacrario monumentale in piazza della libertà proprio sotto al palazzo della prefettura, il nostro orgoglio, nel nostro sangue frusinate scorre anche il loro. Eroi. Dalle vie dedicate ai martiri si arriva a via Garibaldi e all’omonima piazza,dove sono evidenti altri segni di storia vissuta dalla cittadinanza per la lotta alla libertà. Infine arriviamo alla meno conosciuta via del Carbonaro che rispecchia l’appartenenza del tessuto sociale degli artigiani e della borghesia nascente alle logge segrete, come la massoneria e ancor di più la carboneria del giovane Giuseppe Mazzini.

Questa via chiusa al traffico veicolare è anche la testimonianza dell’antico assetto urbanistico di Frosinone: essa corre lungo il perimetro dell’antica Rocca frusinate, esattamente ricalcando il circolo delle mura della città alta. Le testimonianze storiche (Annales, tito livio) rappresentano infatti a Frosinone l’edificazione da parte dei romani di tre cinta murarie, le stesse che successivamente divennero basi dei palazzi del centro (Guicciardini, storia d’italia). L’antica via del carbonaro passa dunque tra le botteghe degli artigiani di Frosinone e viene utilizzata essendo stretta e in alcuni casi angusta proprio per mandare i dispacci tra i membri della loggia segreta da bottega a bottega in segreto.

Al turista curioso passare lungo il vicolo restituirà la sensazione di una città unita e a misura di uomo, con i palazzi che si affacciano e gli antri delle antiche botteghe posti a stretta distanza tra loro, quasi a rappresentare che i cittadini erano le vedette nascoste di tutto quanto accadeva di giorno e notte,la vita delle logge segrete a Frosinone conobbe un grande sviluppo rendendo il capoluogo un posto in cui si coltivava la disobbedienza al potere temporale della chiesa. Oggi sul tracciato odierno ci osservano dai balconi antichi mascheroni, quasi a rappresentare l’eterna presenza delle famiglie frusinati che costituirono la prima avanguardia civile ai poteri imposti dal antico principio del potere derivato dalla divinità.

Ilaria Fontana, Paolo Ruggeri

Tornano i PICCOLI PREDATORI DELLA CIOCIARIA PERDUTA

Tornano i piccoli predatori della ciociaria perduta, lo staff del sito www.megalithic.it , in collaborazione con la scuola media campo coni di frosinone, tutti alla conquista della storia e dei segreti di Frosinone.

la copertina del fumetto – II edizione

In continuità con con il progetto 2015-6 , per questo anno 2016-7 i ragazzi affrontano una passeggiata storica nei luoghi chiave del capoluogo al seguito di archeologi, scrittori e ricercatori amatoriali per costruire un percorso che verrà esposto a fine anno dagli alunni delle scuole medie ai tanti curiosi.
Come sempre alla ricerca della conoscenza

vi invitiamo numerosi

PROX TAPPE: 2 Febbraio 2017, 22 febbraio 2017

La “cultura” delle armi

La violenza d’arma da fuoco si diffonde vertiginosamente. A darne la prova non sono solo i fatti di cronaca ma anche una recente ricerca. Infatti in un’indagine da poco pubblicata sul Jama Internale Medicine hanno stabilito come la violenza legata alle armi da fuoco possa propagarsi tra le comunità come un’epidemia.

A tal proposito gli scienziati delle Università di Harvard e Yale la definiscono “infettiva”. Gli Stati Uniti sono il Paese tristemente noto per la facilità con la quale è possibile procurarsi un’arma; sono numerosi i fatti di cronaca che ci raccontano la follia di persone che da un giorno all’altro si sono armate e hanno commesso stragi nelle scuole, nei cinema e in altri luoghi. Di qualche giorno fa le dichiarazioni da parte di Betsy Devos a proposito delle armi nelle scuole «credo che la cosa migliore è che siano le autorità locali e gli stati a decidere. Mi riferisco al senatore Enzi ed alla scuola del Wyoming di cui parlava, credo che probabilmente lì vi sia un’arma per difendersi da possibili attacchi di orsi grizzly». Devos è la miliardaria sostenitrice della scuola privata e che Donald Trump vorrebbe nominare Ministra dell’istruzione. Si evince quindi quando “la cultura delle armi” sia in effetti radicata negli States.

L’indagine di cui sopra è importante in quanto è la prima a provare come la dinamica della violenza d’arma da fuoco si trasmetta da persona a persona dopo una sparatoria. Coordinatore della ricerca è il sociologo Andrew Papachristos di Yale, che ha fatto ruotare lo studio intorno ai big data raccolti dall’area metropolitana di Chicago relativi al periodo 2006-2014. I ricercatori hanno preso i dati di quel periodo, 138.162 persone, considerandone i loro legami sociali. Di queste solo 9.773 erano coinvolte in fatti, fatali o meno, legati all’uso di arma da fuoco.Con una serie di modelli hanno analizzato il modo in cui la violenza si è diffusa nella loro rete sociale nel corso del tempo, considerando i dati demografici e le zone.

I modelli applicati di solito alle malattie infettive sono risultati più efficaci di quelli puramente demografici e statistici nello spiegare il fenomeno. Un dato interessante riguarda la tempistica d’incubazione. Passano circa 125 giorni prima che un individuo che abbia subito un fatto legato alle armi replichi un simile atteggiamento. Ovviamente ogni Paese ha una differente incidenza del fenomeno. Ma certamente questo studio apre la porta alla ricerca scientifica applicata ai fenomeni sociali.

Barbara Parisse

Ogni cosa che puoi immaginare, la natura l’ha già creata (A.E.)- mostra di Lisa Tibaldi “Trama aurunca- emozioni e creatività del territorio”

In un sabato pomeriggio,convinta di visitare il  Castello mediovale di Itri (Lt) , sono rimasta piacevolmente colpita della mostra sensoriale, che si trovava all’interno della fortezza, della stilista e designer romana, Lisa Tibaldi, dal titolo: “Trama aurunca- emozioni e creatività del territorio”). Il progetto mette in correlazione la rivalutazione dell’ Artigianato,l’amore e la conoscenza della propria terra e la valorizzazione del linguaggio della femoda, di cui lei è protagonista.

La trama aurunca, filo conduttore della mostra, rappresenta l’intreccio di erbe e piante spontanee, come la “Stramma” ,  termine dialettale che indica la strame, pianta selvatica locale.

 

particolari della mostra
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L’intreccio guida tutta la mostra e mostra come la natura crei cose, oggetti, idee che la mente umana può immaginare.

I due abiti/sculture realizzati in “Stramma” chiudono il percorso nello stupore del visitatore che si trova spiazzato dalla bellezza e dalla genialità dell’idea.

   

Ripartire da ciò che abbiamo e da ciò che la terra ci offre, ripartire dalle nostre tradizioni, dal nostro handmade, dalle nostre radici. Non dobbiamo inventarci nulla, solo vedere cose che la natura ha già creato!

 

P.S. La mostra resterà aperta fino al 19 febbraio 2017 al costo del prezzo di ingresso del castello ( 3.00 euro)

Ilaria Fontana

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Buon viaggio Predatori!

Hippy Market, since 1973

BE HAPPY BE HIPPY: questo lo slogan del mercatino Hippy del Club Punta Arabi di Es Canar,  più famoso di Ibiza.

 

Mappa dell'Hippy Market Ibiza Punta Arabi
Mappa dell’Hippy Market
Ibiza
Punta Arabi

 

Correva l’anno 1973 quando il Club del Punta Arabi ha aperto il suo spazio ad artigiani autoctoni offrendo loro la possibilità di vendere oggetti fatti a mano e tipici dell’isola. Da lì a poco il mercoledì è divenuta una tappa obbligata. Ed oggi, come 40 anni fa, più di 500 artigiani e artisti offrono una grande varietá di oggettistica, vestiti di lino per grandi e piccini, antiquariato , foulards, cosmetica naturale al passante. Ogni mercoledì Es Canar si accende di magia.

 

Hippy Market Ibiza www.megalithic.it
Hippy Market
Ibiza
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Oltre le bancherelle , le stradine del Punta Arabi si riempiono di musica e di spettacoli.

 

Una delle stradine ricca di artigiani,artisti e turisti
Una delle stradine ricca di artigiani,artisti e turisti

 

in una delle stradine del Mercatino
in una delle stradine del Mercatino

Paella, tapas, olio extravergine di oliva, sale, lino, quadri, tatuaggi all’hennè, occhiali di legno, braccialetti di tutti tipi e forme,  tutto “handmade“.  Bancarella dopo bancarella e si entra in una magia che ti rimane nell’anima per i giorni successivi.

Pace, amore, voglia di un mondo migliore, acqua vista come bene comune, senso di comunità. Questo assieme a sensazioni indescrivibili di respira in questo spaccata di comunità.

immancabile la foto ricordo nello stand ufficiale del mercato vestiti da Hippy. Ve la doniamo, sperando che vi abbiamo fatto venire la voglia di partire e visitare quest’isola meravigliosa e, in n mercoledì da aprile ad ottobre visitare l’hippy market, facendovi trasportare dalle musiche, dagli odori, dalla storia.

Foto ricordo #behappybehippy Ibiza Es Canar-punta Arabi Hippy Market
Foto ricordo #behappybehippy
Ibiza
Es Canar-punta Arabi
Hippy Market

Seguiteci!

Buon viaggio

 

Ilaria Fontana

Gruppo megalitic.it

Calamari alla romana: tra storia e .. frittura

Questo piatto, la cui realizzazione consta di pochissimi ingredienti (calamari o totani, farina, olio bollente), pare abbia origini antichissime. Si pensa infatti che sia nato in Spagna, nazione in cui tutt’oggi i LOS CALAMARES A LA ROMANA sono nel menù di tutti i ristoranti.  Dicono che nascano proprio in Andalusia (o antica Betica), terra Romana per eccellenza. Lo dimostrano i due imperatori Adriano e Traiano.

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Quindi la prossima volta che mangerete una buona frittura di calamari, pensate che molto tempo fa, anche in nostri Avi degustavano i nostri stessi sapori!

 

 

Aquarium Cap Blanc – Sa Cova de ses llagostes

El acuario se encuentra dentro de una cueva natural con una extensión aproximada de unos 370 m2, en la cual se han practicado cinco entradas de agua distribuidas en distintos puntos de la gruta a fin que la circulación y renovación del agua sea constante.

 

The aquarium is located inside a natural cave with an area of approximately 370 m2, which have been practiced five innings water distributed in different parts of the cave to the circulation and water renewal is constant.

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Se vi trovate ad ibiza, tra le cose da fare inserite una visita all’ Aquarium Cap Blanc  ( Crta. Cala Gració s/n
Sant Antoni de Portmany
 ). 
La particolarità di questo acquario marino  è che è istallato in una grotta naturale, nella quale si possono osservare specie marine tipiche di Ibiza. L’entrata è di 5 euro per adulti, 3 per bambini e con 2 euro in più puoi avere la torcia oppure il cibo a dare ai pesci presenti nelle vasche. L’acquario ha sfruttato le grotta che veniva usata dai  vecchi pescatori autoctoni come grotta per l’allevamento di aragoste, infatti è conosciuto anche come Grotta delle Aragoste.

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www.megalithic.it –  interno dell’acquario

 

All’interno troviamo diverse specie autoctone, tra cui tartarughe, polpi, stelle marine, scorfani, razze, aragoste, pescecani, scorfani, murene.

L’acquario funge da centro di recupero per le specie marine(fa parte del progetto CREM(CENTRO DE RECUPERACIÓN DE ESPECIES MARINAS ), in particolare di tartarughe. Inoltre lavora sulla sensibilizzazione per la conservazione delle specie marine, collaborando con le Università e amministrazioni locali.

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www.megalithic.it
All’interno diverse specie

In conclusione, se vi trovate ad Ibiza, il Gruppo Megalithic.it vi  consiglia caldamente di investire mezz’ora del vostro tempo per la visita di questo insolito acquario.

Buona vacanza!

 

Ilaria Fontana

 

 

 

I Piccoli Predatori della Ciociaria perduta vi danno appuntamento il 27 maggio e 4 giugno.

Il  progetto “Piccoli predatori della Ciociaria perduta 2016”,  è giunto al momento della presentazione finale al pubblico, lo sforzo dei volontari e volto alla realizzazione della campagna di sensibilizzazione alla tutela dei beni culturali e paesaggistici della provincia di Frosinone iniziata nel 2014 dall’Associazione culturale “Ci Vediamo in provincia “.

Il progetto è giunto alla sua seconda edizione (per vedere la prima ed. clicca qui) e sarà mostrato al pubblico durante la premiazione dei giovani studenti e la consegna dei premi ai partecipanti.

Fumetto realizzato durante il progetto "I piccoli predatori della Ciocairia perduta" - I ed. - 2015
Fumetto realizzato durante il progetto “I piccoli predatori della Ciocairia perduta” – I ed. – 2015

 

Protagonisti delle attività di quest’anno sono i ragazzi dell’Istituto comprensivo Frosinone Quarto così suddivisi:

i ragazzi della scuola secondaria di primo grado plesso Campo Coni ci danno appuntamento il 27 maggio alle ore 16.00 presso l’Auditorium comunale  P. Colapietro;

mentre per i  ragazzi della scuola primaria, l’appuntamento è fissato per il 4 giugno alle ore 16.00 presso l’Aula Magna dell’Istituto di Istruzione Superiore “Brunelleschi Da Vinci” (ragioneria)  di Frosinone.

 

Lezione con i piccoli Predatori della Ciociaria perduta
Lezione con i piccoli Predatori della Ciociaria perduta

 

L’idea di fondo del Gruppo Megalithic  (Associazione “Ci vediamo in provincia”) è quello di avvicinare gli alunni delle classi primarie e secondarie di primo grado ai temi della tutela della tradizione culturale e paesaggistica per riuscire a valorizzare e tutelare i beni culturali e del paesaggio della splendida terra ciociara attraverso il progetto scolastico chiamato “I Piccoli Predatori della Ciociaria Perduta”.

I bambini al centro del progetto hanno svolto diverse attività ( hanno partecipato ad incontri tematici con dibattiti sulla storia dei nostri luoghi, hanno redatto un questionario basato su quanto conoscono del loro territorio, scritto un racconto raccolto dalla tradizione orale delle loro famiglie, si sono cimentati con giochi sviluppati per l’apprendimento dell’archeologia, hanno realizzato un video e costruito i personaggi di un fumetto inedito) coadiuvati dall’aiuto di volontari dell’associazione e partner del progetto come archeologi, scrittori , fumettisti, registi, ricercatori locali.

Sul sito www.megalithic.it sarà pubblicato il racconto finale, un video e ad un fumetto inediti, a testimonianza del lavoro fatto per non dimenticare i luoghi più rappresentativi e le vicende storiche locali. L’operazione di riscoperta del proprio territorio continuerà attraverso giochi e quiz che verranno pubblicati nella rubrica del sito” megalithic.it – piccoli predatori – archeologic games ” , una apposita pagina del sito dedicata ai più piccoli, per la riscoperta del patrimonio della provincia di Frosinone, e l’approfondimento di temi internazionali correlati alla storia e la natura.

la copertina del fumetto - II edizione
la copertina del fumetto – II edizione

 

Il percorso didattico di questo anno ha coinvolto più di 250 bambini  si è sviluppato attraverso 16 appuntamenti in classe condotti dall’ideatore Dott. Paolo Ruggeri, affiancato rispettivamente dallo scrittore di saggi sui popoli italici, Dottor Massimiliano Mancini, per parlare dei Volsci; dalla giovane studentessa di archeologia Ilenia Lungo, per spiegare i primi passi dell’archeologia moderna e scoprire i siti archeologici più importanti del mondo, infine dal fumettista Stefano Spaziani, per creare i personaggi e le storie del fumetto dedicato alla città di Frosinone.

Ideatore progetto Dott. Paolo Ruggeri
Ideatore progetto Dott. Paolo Ruggeri

 

Nel ringraziare tutto il corpo docente e il Dirigente scolastico Dott. Giovanni Guglielmi per la partecipazione,  nonché lo sponsor ufficiale del Progetto:  la“centrale del latte del frusinate”;

I Predatori della Ciociaria perduta al completo vi aspetteranno per condividere questa bellissima avventura il 27 maggio e il 4 giugno, non mancate!

Sponsor  ufficiale : Centrale del latte del frusinate
Sponsor ufficiale : Centrale del latte del frusinate

 

Staff Gruppo Megalithic

 

 

 

S’è fatto tardi molto presto.

Una quotidianità fatta di email, di notifiche, di straordinari lavorativi, di pranzi consumati in nanosecondi davanti ad un PC. Una quotidianità scandita da appuntamenti, di corse per non perdere quell’ autobus che non passa mai, quel tram stracarico e irrespirabile, di code sul raccordo in cui si potrebbe iniziare e finire  un libro visto il tempo che ci toglie.

 

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Quanta vita che perdiamo dietro questa quotidianità che come uno tsunami ci assorbe e ci devitalizza.Quanto TEMPO che vediamo passarci davanti senza avere modo di assaporarlo.

Madre Teresa di Calcutta diceva

“Trova il tempo di leggere;

trova il tempo di essere amico

Trova il tempo di lavorare;

è la fonte della saggezza,

è la strada della felicità; è il prezzo del successo”.

 

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E tutta la nostra vita gira intorno ad un TEMPO che corre, che scappa, che passa. E intanto nuove foglie cadono, nuova neve scende, nuovi frutti maturano e nuovo grano colora le nostre campagne. Così, ciclicamente, ci rendiamo conto che è passato un altro anno, altri 12 mesi, altri 365 giorni e non abbiamo avuto ancora tempo per fare quella telefonata, per dire TI AMO ; per dire TI VOGLIO BENE dopo quella litigata; per fermarci a guardare il cielo. Però abbiamo avuto tempo per leggere 1 milioni di notifiche, per mettere tanti Mi piace, per occuparci di cose futili che non contribuiscono di certo ad ispessire la nostra anima. Se vogliamo regalarci qualcosa, regaliamoci del TEMPO condividendolo con persone belle, persone genuine, persone positive. Regaliamoci del TEMPO per chiamare quell’amica che è sempre nel nostro cuore; oppure quella persona di cui siamo innamorati.

 

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Evitiamo di investire le nostre risorse frequentando persone che non apportano nessun tipo di crescita, anzi persone che si impossessano di noi, della nostra prudenza, della nostra quotidianità, della nostra serenità. La vita è troppo breve per sprecarla e per lasciarci angosciare e influenzare da chi vuole solo infossarci. Amiamo, ridiamo, balliamo, cantiamo, studiamo, viaggiamo e qualora nell’immediato non possiamo farlo realmente, facciamolo con la nostra mente. Sentiamoci persone libere perché sarà quella LIBERTà a  darci la spinta per dedicare il giusto tempo al lavoro e la maggior parte del tempo alla nostra famiglia; sarà quella LIBERTà che ci permetterà di sorridere anche quando tutto rema contro; sarà quella LIBERTà che ci permetterà di scegliere, sempre consapevolmente e sempre con determinazione.

 

L'albero della vita -Klimt www.mmegalithic.it
L’albero della vita -Klimt
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Coloriamo la nostra vita di tutti i colori dell’arcobaleno, servono tutti, fino all’ultima sfumatura e cerchiamo di vivere questo TEMPO tutto di un fiato.

 

Ilaria Fontana

 

NOTE: Il titolo fa riferimento ad una citazione di Dr. Seuss