Tutti gli articoli di paolo ruggeri

…teorie, e studi sulle origini della nostra terra, ..siate curiosi.. ( di Ilenia Lungo)

LE MURA MEGALITICHE DEL LAZIO:

LA STRAORDINARIA TESTIMONIANZA DI UNA TERRA SCOMPARSA,

DI UNa��ANTICA CIVILTA� E DEL a�?PRIMATO ITALICOa�?. . .

A�SECONDO GLI STUDI DI ANGELO MAZZOLDI10349071_818126984871623_1982101160205943768_n

A�

La��Italia, il paese della cultura, della storia e della��archeologia A?, in molti casi, ricca di testimonianze provenienti da un passato mitico e leggendario che costituiscono una��evidenza storica eccezionale. Ne A? un esempio, il territorio del Lazio e delle regioni limitrofe, caratterizzato da imponenti vestigia di circuiti megalitici in opera poligonale, taluni piA? integri talaltri piA? esigui, innalzati sulle sommitA� di colline o rilievi montuosi. Scriveva cosA�, a tal proposito, la studiosa americana Louisa Caroline Tuthill nella sua a�?History of Architecturea�? del 1848: a�?In una��etA� precedente a quella dei Romani, la fiera terra da��Italia era abitata da popoli che hanno lasciato monumenti indistruttibili a testimonianza della loro storia. Quelle meravigliose e precoci cittA� da��Italia, che sono state definite ciclopiche, sono fittamente sparse in molte regioni e spesso appollaiate come nidi da��aquila sulle creste delle montagne, ad una tale altitudine che stupisce e disorienta il viaggiatore che oggi le visita esortandolo a chiedersi cosa abbia spinto gli uomini ad edificare in luoghi tanto inaccessibili e a radicarsi alla��interno di tali stupende fortificazionia�?.

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la Villa di Traiano ad Arcinazzo Romano (P.r.)

026Bella ed imponente, posta in un passaggio obbligato nell’unica strada che funge da collegamento tra la zona di sublacum e trevi nel lazio (sublacense), la Villa dell’imperatore iberico Traiano, una struttura che appare ancora oggi dopo millenni, ricca di ogni confort, degna di ospiti illustri.030 Appena accanto alla strada un reticolo di strutture maestose riscoperte nel fine del XVIIA� sec.dc., sono a testimoniare al viandante come i ricchi romani dell’eta imperiale fossero capaci di allestire dimore reali per garantire il giusto ristoro alla corte dell’imperatore nei periodi in cui egli si dedicava alla caccia. Piscine, terme , giardini, giochi di colori, e acque, un piccolo paradiso (approssimativamente 4 km verso Fiuggi)A�posto sui 1000 metri diA�altitudine, intagliato in una stupenda cornice di boschi di castagni e querce, e di monti floridi, pieni di selvaggina.

Ne rimangono in vista, per il visitatore, solo alcune parti restaurate e ripristinate nel loro antico splendore, colonne di marmo di 18 tipi e colori diversi, una fontana con mosaici a pasta vitrea e delfini mossi dallo scorrere dell’acqua, incanalata e distribuita secondo l’antica conoscenza dei popoli latini, con rappresentazioni e affreschi degni dell’antica Pompei.

031Colpisce l’occhio il piccolo museo realizzato in alcune antiche stalle probabilmente poggiate sui basamenti della villa romana, una parte di un affresco rimasto come unico al mondo, secondo la nostra guida d’eccezione (l’Avv. Alessandro Canali), in grado di mostrarci la Vittoria alata imperialeA�romanaA�nella sua splendida effige gloriosa e piA? volte copiata nel corso dei secoli, una progenitrice della minerva italica, una bisnonna della figura piA? utilizzata, finanche dal de la croix durante la rivoluzione francese, per rappresentare la dea del potere di un impero.034

Le colonne ed i capitelli rinvenuti sono di una bellezza che mozza il fiato, intarsiati dai mastri dell’epoca ci fanno pensare che di tale maestria sia rimasta solo la storia ai tempi di oggi.

Nella chiesa del vicino paese di Arcinazzo si rinvengo altre colonne proprio trasportate via dal sito archeologico, cosA� come per altri portali ed epigrafi, oggi facenti parte di architravi e portali cittadini.

Una testimonianza della forza della manodopera romana ai tempi del IA� sec. dopo cristo che oggi vale la pena visitare proprio accanto a ristorantini tipici e una splendida natura incontaminata.

https://www.facebook.com/MuseoCivicoDellaVillaDiTraianoAdArcinazzoRomanoA�A� 038

…la tecnologia delle mura megalitiche??…

 

 

Nello specifico, quello che ci interessa in questa sezione A? la retro applicazione ingegneristica delle forze necessarie a porre in opera le costruzioni illustrate. Arpino_wall

Negli ultimi anni, le teorie sulle tecniche costruttive e gli studi su questa particolare tipologia di costruzione non sono state abbastanza approfondite, per diversi motivi, quello che ci interessaA�A? che daA�oltre oceano invece continuano a parlare di nuove scoperte sulla capacitA� di pochi altriA�popoli sulla terra, (ne esisterebbero uguali anche a machu picchu), con la stessa tecnica, infatti, si facevano scorrere le acque in cittA�, e si sottraeva la terra alla montagna mediante terrazzamenti capaci di resistere a qualsiasi cataclisma, oltre cheA�al logorio degli anni.

Quello che non si sa per certo A? come si sia potuto scegliere di tagliare le cime delle montagne per costruirvi sopra muri di massi enormi senza malta ne altro legante.

"Porta Maggiore"Nella ricerca, ufficialmenteA�di queste tecnologie in italia non esistono studi accademici, nonostante da millenni esistano ritrovamenti di queste meravigliose opere dell’ingegno. Uno studioso molto accreditato detiene attualmente la cattedra del politecnico di Milano in Archeoastronomia, ed anche lui, nonostante sia riuscito a decifrare alcune risposte sulle mura di questa nostra regione, in campi tecnici e sceientifici di ingegneria,A�avanza diverse domande sulla capacitA� di spostamento dei massiA�pesanti fino a centinaia di tonnellate su posti ripidi e scoscesi, insomma difficilissimi a riprodursi con le tecniche attuali.

In alcuni altri luoghi sulla terra esistono cave con obelischi tagliati e pronti ad essere issati, pesantissimi anche per i nostri tempiA�e perfettamente intagliati.

La parte piA? interessante del discorso nelle storie tramandate dai tanti appassionati riguarda la capacitA� di spostare i massi attraverso macchinari tecnologici capaci di far lievitare gli oggetti, cose da fantascienza. Eppure proprio in italia esistono degli studi che sta compiendo l’universitA� di pisa sulla capacitA� delle onde sonore di creare campi di gravitA� per far lievitare e manovrare gli oggeti.

http://www4.fisica.unimi.it/fisica-curiosa/305-levitazione-acustica

http://www.lescienze.it/news/2013/07/17/news/levitazione_acustica_controllo_oggetti-1745459/

Forse sarA� questo il caso di approfondire sia quanto sappiamo sia quanto ancora non sappiamo in merito all’argomento, perchA? proprio da questi nuovi punti di arrivo della scienza forse riusciamo a capire anche la nostra storia umana.

“Porta Maggiore” 

La porta minore illuminata durante l'equinozio d'autunno
La porta minore illuminata durante l’equinozio d’autunno

 

la mappa preistorica di Frosinone dei predatori della ciociaria perduta

italo bidittu italo bidittu 2Salve predatori, mettiamola cosA�, oggi mi A? venuto in mente che sarebbe stato utile per la tana dei predatori, diramare la mappa dei giacimenti preistorici e quaternario della provincia di Frosinone, l’estratto del bollettino del 1976-77 a cura del prof Bidittu, uno dei primi predatori della ciociaria perduta, di lui si raccontano storie appassionanti, fu lui infatti a ritrovareA�l’ Homo cepranensis, Argil per gli amici.

In queste due elaborate mappe con relative spiegazioni, si trovano le informazioni basilari che dobbiamo possedere per avere unA� riferimento di base nella ricerca territoriale che compiamo. In questa mappa si precisano una miriade di piccoli territori con ritrovamenti archeologici di diverse ereA�preistoriche, adA�Es. per Frosinone,A�punti come Selva dei muli, Fontanelle, etc..

La storia ha la necessita di essere letta a ritroso per dare alcune risposte, la preistoria getta delle basi importantissime, fino all’eta del ferro, della quale cominciamo ad avere i primi resoconti scritti tramandati secoli prima diA�Cristo. Il caso dei Volsci indicati anche all’interno di questo resoconto del ’77,.. insomma , da quando Erodoto, e via via, gli altri cominciarono a narrare.

Ecco la documentazione che dobbiamo possedere per capire in quale provincia siamo, la nostra civiltA� deve essere riscoperta e valorizzata, la vita dell’uomo accompagna questo territorio da sempre, questa A? una forza che ci appartiene, che oggi deve fare la differenza,A�altri territori nel mondo non godono della stessa antica presenza umana, edA�alcune peculiaritA� devono ancora essere spiegate.

Questo deve essere il nostro orizzonte, la mappa dei nostri territori serve a crescere, diventa predatore della tua cittA�, partecipa alA�registro dei beni di interesse culturale e turisticoA�conosci la tua identitA�,A�e falla conoscere agli altri,A�invia una tua segnalazione alla mail: civediamoinprovincia@gmail.com

FACCIAMOLO PER IL PATRIMONIO, FACCIAMOLO PER IL NOSTRO TERRITORIO!

ecco come la vediamo noi..

10013550_10203817789474116_2013200716_nSalve predatori,

da oggi stiamo diffondendo in tutta la provincia, attraverso la rete delle associazioni, dei meet up, dei cittadini, questo volantino che serve a metterci in moto per la salvaguardia, e la tutela del nostro patrimonio, ….date un occhiata e stampate dal sito questo fumetto A? il primo ma ne seguiranno altri.

E’A�cosA� che ci immaginiamo, …siamo pronti a prendere possesso del vostro tempo libero, e siamo convinti che ne servirA� molto per raggiungere l’obiettivo di mappare i nostri luoghi. Chi conosce meglio dei residenti i quartieri di queste cittA� italiane meglio di noi, nessuno.

il nostro patrimonio A? talmente vasto che ovviamente qualche pezzetto del puzzle della storia sarA� facile dimenticarselo lungo la strada…

La ciociaria come tantissimi altri posti al mondo possiede un insieme di frammenti di storia di valore globalmente accertato. Quello che ci distanzia dal mondo, invece, appare l’incapacitA� di gestire, e la noluttA� di far proliferare il territorio secondo metodi sostenibili e innovativi.

Nel campo del turismo culturale appare invalicabile la concezione che nel lazio trovino posto esclusivamenteA�i tour organizzatiA�di tipoA�religioso, eA� questo perchA? si crede che non vi siano attrazioni nel campo del turismo della tradizione.

La vera scintilla che accende gli occhi del turista A? la curiositA�, ed A? la guida vera, quella che sa descrivere anche un sasso come quella particella del tutto che oggi A? solo un ipotesi ricostruttiva.

L’occhio di un predatore scandisce le linee di congiunzione degli architravi esposti alle intemperie da secoli, riconosce negli enigmi del paesaggio le antiche rovine di antiche dighe e abbeveratoi o mulini.

Il naso si raffina a forza di terra e antichi profumi, come quello del gelsomino notturno, o quello del rosmarino selvatico che cresce ai piedi degli altari e dei templi disseminati da Circei ad Alba fucens..

Le mani accerezzano con fame di scoperta i basamenti, le mura, gli affreschi dimenticati, scansano le rocce e gli arbusti per restituir la luce alle antiche vie che costeggiano i ruscelli.

Oggi con l’ausilio di tutti e qualche accorgimento elettronico siamo pronti per restituirci la nostra identitA�, il percorso che ci aspetta A? lungo, e tortuoso, ma lambisce un confine che alla fine attraverseremo sicuramente, partecipando alla nostra gloria che fu per riabbracciare un paese che ci ha dato tutto e che non va nA? dimenticato nA? deriso.

Scatta una foto al bene che intendi registrare e inviala a questo indirizzo : civediamoinprovincia@gmail.com

 

 

 

A? arrivato THICO il primo predatore della ciociaria

VOLANTINO 1ciao ragazzi vi presento THICO nato dalla penna di STEFANO SPAZIANI un giovane fumettista che ha sposato la nostra causa, quella della lotta per la registrazione dei beni culturali e paesaggistici sul web in modo di creare un registro georeferenziato dei luoghi che vanno salvati e riscoperti.

Ognuno di noi conosce il proprio territorio, e puA? essere un predatore come Thico, lui cerca in modo curioso i cenni dei monumenti architettonici o naturali e li registra con una foto ed una segnalazione per inviarla alla tana dei predatori, il centro della rete che si tesse tra volontari sul territorio. Professori, e amanti , cittadini e turisti in un unico net in cui la storia la fa da padrona. Archeologia e tutte le teorie affini, leggende e miti della tradizione orale tornano a contare e ogni luogo partecipante torna ad incuriosire lo spettatore.

Questo personaggio sarA� al centro di una capagna di sensibilizzazione promossa dall’associazione Ci vediamo in provincia , e tanti Meet-up dislocati sul territorio. La linea di sviluppo del progetto A? di lungo raggio e mira a svolgere un servizio sociale e a creare un indotto culturale turistico sostenibile.

FACCIAMOLO PER IL PATRIMONIO

p.ruggeri

come fare per incrementare la mappa dedicata ai luoghi che amiamo…: costruiamo il REGISTRO DEI BENI DI INTERESSE CULTURALE E TURISTICO

Ecco come salvare e registrare i siti piA? interessanti e importanti nel nostro territorio.

il registro A? gratuito ed A? supportato dal lavoro di semplici utenti, volontariamente, e da gruppi di lavoro riconosciuti dalla Associazione “Ci vediamo in provincia”.

Il registro ha la finalitA� di registrare sul web e rendere accessibile al pubblico i seguenti tipi di beni, quelliA�riconosciuti dal codice dei beni culturali e paesaggistici, o in alternativa beni di interesse turistico e culturale, scelti, tra quelli segnalati, attraverso una rete messa a disposizione dal sito www.megalithic.it, in collaborazione tra studiosi e archeologi professionisti e non.

In poco tempo e pochi passi sarete in grado di interagire con il mondo del web, seguite questo mini riassunto che segue.

Per essere un predatore basta avere questi requisiti:

disporre di una fotocamera;

disporre di un account di posta elettronica;

essere informati sul proprio territorio;

COME SI COLLABORA:

inviare una mail all’indirizzo di posta elettronica :

“civediamoinprovincia@gmail.it“.

descrivere il bene oggetto di richiesta di registrazione su mappa georeferenziata, allegare una foto chiara e visibile del luogo selezionato.

in breve tempo saremo noi a contattarvi, insieme collaboreremo a dare il giusto risalto all’informazione in collaborazione ad una fitta rete di esperti del settore, in modalitA� gratuita e di volontariato.

Se dopo il vaglio dei riferimenti storici e di tradizione, il bene sarA� riconosciuto come bene culturale o paesaggistico, o di chiaro interesse turistico, lo stesso, sarA� registrato sulla mappa,A�la “scoperta” verrA� attribuitaA�conA�la pubblicazione delA�nome del predatore (oppure del gruppo di lavoro)A�che avrA� segnalato il luogo.

Dal momento della segnalazione, un team di volontari collaborerA� al fine di rendere fruibile al pubblico la “scoperta”, approfondendo, qual’ora fosse necessario, tutti i riferimenti storici e/o culturali del posto, al fine diA�pubblicare il risultato sul registro.

L’associazionismo, il volontariato,A�e la curiositA�, sono il motore della rivoluzione digitale del territorio, la cultura e la tecnologia sono i collanti del mondo che vogliamo creare.

Buon lavoro e buona scoperta a tutti.

non esitate a contattarci per maggiori informazioni.

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Paolo Ruggeri

LA TOMBA SANT’ANGELO DI FROSINONE

1 Il mausoleo romano lasciato nel degrado 2 3

IL MAUSOLEO CHE ANCORA NON PUO’ ESSERE VISITATO….