La mappa interattiva (RE.G.B.I.C.T.)

 

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QUESTA LA MAPPA INTERATTIVA

con questo strumento sarà possibile monitorare i luoghi di interesse culturali e turistici.

La mappa creata con le vostre segnalazioni registrerà luoghi di interesse architettonico, archeologico, mobili e immobili, paesaggi, che appartengono alla tradizione orale e letteraria, dai classici ad oggi.

Attraverso il filtro della rete associativa ad ogni segnalazione verrà automaticamente vagliata e registrata la segnalazione in merito a riferimenti storici, archeologici, e paesaggistici.

Tale strumento ha lo scopo di fornire supporto e riferimenti per ricerche e studi, oltre a rappresentare un rimedio open source alla guerra del degrado e la lotta alla salvaguardia del territorio.

nella mappa la descrizione ufficiale con i riferimenti rintracciati, il nome dell’autore, la foto del luogo, in modalità open source.

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I NOSTRI ARTICOLI

OSCI,TOSCI, VOLCI E VOLSCI…. per alcuni furono la stessa popolazione

Proprio così…, sembra incredibile ma a ben vedere i popoli che, durante le prime fasi di crescita della grande “era romana”, esistevano nei territori del futuro impero, erano, a detta degli antichi scrittori dell’urbe, la progenie di quelle antiche civiltà dalle quali i romani presero la maggior parte delle conoscenze scientifiche e culturali, legate tra loro da lingua e dialetti usanze e tradizioni pre romane.

tavole di Pyrgi (santa marinella-rm) rinvenute in scrittura etrusca e fenicia, simbolo della capacità di interrelazione tra i popoli tirrenici e punici

Popoli italici, che si trovarono per centinaia di anni a lottare contro i romani, in continua ascesa,  erano cittadini, ricchi e nobili, sacerdoti, famiglie e clan, da generazioni abitavano antiche πολεις, popolazioni abituate a dettare  proprie leggi in autonomia all’interno delle mura delle proprie città.

Da qualche tempo ho riscontrato negli scritti, di alcuni autori poco conosciuti, la tesi che tali popolazioni, legate dalla caratteristica di essere di cultura preromana nel centro italia, furono molto spesso accomunate dal mito della loro creazione .

Secondo l’analisi compiuta nell’opera di G. Battista Gennaro Grossi,

http://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-battista-gennaro-grossi_(Dizionario-Biografico)/

di cui andremo a parlare, l’elencazione dei fatti si fa molto semplice, egli scrive che nel divenire storico,  basato sull’antologia degli scritti antichi, nel lazio, da che si possa narrare nella storia, tutto ebbe inizio all’epoca in cui vennero i greci (omero-odissea), lungo il viaggio sulla penisola trovarono popolazioni autoctone, i così detti “aborigeni” (detti dai latini), oppure “autoctoni” (dai greci), secondo l’approfondimento dell’opera, erano abitatori della zona centrale peninsulare italiana, arrivati dal nord, scesero solo dopo che il mare si ritirò e i vulcani si estinsero.

italia ere geologiche

 

Tale ricostruzione viene sposata in linea di massima dalla storiografia e si basa sulla geomorfologia del lazio, attestato che, dopo l’era della glaciazione il mare occupasse buona parte delle pianure laziali, fatta eccezione per i rilievi montuosi degli appennini, e dalla zona vulcanica in particolare a sud dell’odierna Roma.

Secondo la tradizione di Omero, Ulisse, passò per mare, passando dallo jonio, su fino al tirreno, dalle sue cronache un tempo cantate in ogni città, prendiamo spunto per trovare gli unici abitatori incontrati, Ciclopi in sicilia, Eolo nelle Eolie, i Lestrigoni in Lamo (Terracina e piana di Fondi), Circe presso l’isola di Eaa, i Cimmeri presso Cuma e pochi altri cenni in zona italica degni di nota.

viaggio di ulisse -google

 

Non vengono citati altri porti, segno che all’epoca non vi fossero approdi degni di nota, esclusi quelli riportati sopra, che secondo Omero avevano tutti origini mitologiche, come se rappresentassero popolazioni autoctone ed eterne, nel caso dei Lestrigoni e Ciclopi, essi sono descritti come pastori e antropofagi, quasi a delimitarne la fascia di civiltà di appartenenza nella scala di confronto con la cultura greca, già divenuta di alto livello civile.

Logicamente si deduce che Omero non tratta degli aborigeni come popoli venuti da oriente, ne da altre zone lontane, in quanto altrimenti, l’autore avrebbe certamente attestato questa nozione nei suoi racconti.

Nella spiegazione l’autore usa l’espressione aborigeni/autoctoni riferendosi a molti autori come Plinio o  Aurelio Vittore, si passa per il primo alla descrizione degli Umbri e nel secondo nei popoli scampati al diluvio per essersi rifugiati in grotte sui monti, carattere comunque comune anche agli umbri.

“L’alba dell’umanità”, del pittore Franco De Franchis, l’uomo a phi di Sezze, Lt. (mesolitico)

Per Strabone gli stessi popoli di origine arcana e remota sono i Sabini, che anche secondo Diodoro Siculo, vantavano origini da un re iperboreo, che si sarebbe pregato fin dalle origini, presso le zone delle sorgenti del Danubio.

Quindi dai sabini sarebbero nate le colonie picentine e dei Sanniti, così come quelle popolazioni chiamate aborigene del lazio costiero,  spiegava Dionigi di Alicarnasso, questi, discendenti della sabinia, sarebbero scesi nei territori occupati dai Siculi (loro fratelli) per impossessarsi del territorio che va tra il Tevere ed il Liri.

Così anche nell’eneide di Virgilio, suddividendoli come raggruppati sotto i diversi re, sia per gli Italici,  i Sabini.

Gli aborigeni, nel loro primo stadio di civilizzazione, venivano concepiti come antichi sciiti, goti e germani, privi di leggi, dislocati presso terreni dove tutto era di tutti, Giustino, li descrive in quei tempi in cui non v’erano leggi, ne agricoltura organizzata, erano dunque i re/capi ad affrontare ogni responso per tutte le dispute, risultando leggendari per le loro virtù di reggere la convivenza in armonia tra le genti.

La religione degli aborigeni laziali, secondo Dionigi, era rivolta verso il Pico, uccello spedito da Giove, a rendere oracoli posto su di un tronco ligneo sacro, vengono citati anche diversi oracoli, in terre dalle caratteristiche geomorfologiche eccezionali, come laghi vulcanici e solfatare a nord di roma.

Poi venne l’era di Saturno, fu per tutti il tempo in cui gli aborigeni discesero dai monti e affinarono le leggi e l’agricoltura.

tempio di Saturno Roma V° sec.a.c.

Saturno cacciato dall’olimpo raggiunse il lazio e fondò le città  della pentapoli laziale (Atina;Anagni;Alatri;Arpino;Aquino), il Dio saggio era talmente venerato dai latini che il suo culto si tradusse anche in Roma, dove trovò uno dei suoi altari principali, così come riporta Virgilio nell’eneide.

Per quanto riguarda le civiltà, in epoca proto storica, presenti sul territorio del centro italia, in primis, l’autore specifica che furono gli etruschi i primi abitatori d’Italia, venuti a civilizzare le coste tirrene, abitualmente chiamati “tosci” (tusci-etrusci-) dai romani,  sono identificati nei classici  come i primi conquistatori del Lazio, essi stabiliti in primo luogo presso le zone costiere a nord del Tevere, avrebbero poi risalito i fiumi e raggiunto i monti degli appennini, via via scomponendosi attraverso la fondazione di nuove colonie tosche, fino alle coste della campania, dove poi infine, furono chiamati Osci, con Capua come capitale.

presenza etrusca in italia

Successivamente queste colonie stabilite, si sarebbero distaccate fra loro, dotandosi delle mura poligonali di cinta e forti torri (θυρςος- torri- da cui tirreni -in greco), divennero di fatto città stato a se e nonostante avessero, in principio, adottato i riti “tosci”, avrebbero poi fondato i loro riti “osci” o “volsci” .

Suggestiva la ricostruzione, anche se, pone il dubbio sull’eventuale datazione dell’arrivo dei tosci , per alcuni autori sarebbe avvenuta 17 lustri lunari (un lustro circa 5 anni ) prima della guerra di Troia avvenuta approssimativamente nel dodicesimo secolo avanti Cristo.

L’etimologia e la linguistica uniscono i vocaboli dalla medesima radice lessicale,  nel testo si segue un percorso storico dialettale, di base il vocabolo “tosch” veniva utilizzato per indicare gli etruschi,  gli abitanti del luogo,  prima del’arrivo dei coloni greci, secondo il Grossi,  dalla medesima radice, ne segue la trasformazione successiva del medesimo vocabolo originale: “tosci” in “osci” e poi dalla “osch” al vocabolo finale “volsch”.

Un libro carico di riferimenti al territorio laziale, getta una luce antologica sui riferimenti degli antichi testi definiti classici sul nostro territorio,  pieno di suggestioni dell’ottocento, oltre a disegnare una sorta di mappa storica,  è capace di destare la curiosità del lettore fin dal suo inizio.

Le mie considerazioni a fine lettura sono state molte, in quanto, per la prima volta, leggendo, ero stato messo di fronte ad una ricostruzione storica basata su studi del diciannovesimo secolo, quindi prive delle scoperte dell’ultima era.

Nonostante il passaggio dei tempi condivido il fine dello scrittore, esplicitare la domanda che gli rivolge l’amico epistolare lettore dell’opera: chi furono gli antichi aborigeni citati dai classici abitanti dei nostri luoghi d’origine?

Torneremo su questi argomenti sviluppando approfondimenti specifici su alcuni dei restanti temi trattati dall’autore, attraverso nuovi articoli legati al nostro territorio.

Approfittando della vostra attenzione nella riscoperta di tematiche antiche affrontate poco ancora oggi, con il solito spirito di approfondimento, vi lascio con il solito : “continua…”

copertina libro G.B.G.Grossi

 

 

#AnatoMonday Ep. 16

Buon giorno, Predatori! Bentornati sull’ angolo di Megalithic.it dedicato a Nefart. In questo episodio di #AnatoMonday vi darò qualche dritta su come disegnare uno dei principali muscoli della schina: il Latissimus Dorsi.

Buona settimana!

Fonti:
Michael Hampton – Figure Drawing
Uldis Zarnis and Sandis Kondrats – Anatomy for Sculptors

il video n.2 sui #Talaiot di Mallorca

Come vi avevamo anticipato continua la rassegna info e video sulla civiltà talaiotica maiorchina, eccovi il video n°2 sui talaiot Maiorchini, l’esempio in questione si trova nel territorio di Santa Catalina, è privo di cartelli esplicativi ed è ancora in fase di studio dal nostro team (naturalmente ci riserviamo in seguito di aggiornare la mappa e le info a riguardo).

Alcune peculiarità del manufatto sono davvero degne di nota nello studio complessivo delle strutture talaiotiche compiuto su tutta l’isola di Maiorca.

La pianta dell’edificio è di tipo squadrata, questo fa pensare alle differenze con i “poblados talaiotici” i quali vengono classificati di tipo tondo e con pianta circocentrica con una o due torri tronche al centro.

La tessitura dell’opera megalitica, ricorda una maniera di tipo squadrata, ma allo stesso tempo in prossimità degli angoli sono presenti massi incastrati in maniera poligonale ed alcuni tagli per inserto ed incastro.

Molte le domande su questo stile di tessitura che, per alcuni punti si avvicina alla squadratura nostrana di epoca romana e se ne distanzia poi, per altri, soprattutto per il numero delle pietre più piccole utilizzate complessivamente per l’edificio .

Nel video è possibile appurare che anche in questo caso la base di costruzione dell’edificio è rocciosa, quasi a far pensare che ogni talaiot fosse posizionato su un terreno roccioso, poi lavorato e spianato a seconda delle esigenze del progetto realizzativo della costruzione.

Situato sulla via di passaggio più agevole nella valle, la via è pianeggiante  con leggeri dislivelli e corre parallelamente alla costa ed a due passi dal mare in linea d’aria,  proprio sotto la Sierra de Tramontana, si presenta chiaramente come avamposto di controllo e difesa.

La tessitura poligonale emerge in alcuni punti, ad esempio quelli in cui i massi più grandi vengono tagliati ad angolo retto e restano uniti senza malta o zeppe, con le facce perfettamente levigate anche nei punti di incastro ritagliati ad hoc.

Buona visione!

 

il video n1 sui Talaiot di Mallorca

Ciao ragazzi inizia la pubblicazione del ciclo dei video girati questa estate per descrivere Mallorca, le sue culture millenarie, i resti dei talaiot e delle navetas, uniche vere testimonianze archeologiche non romane di una isola per molti versi rimasta intatta.

Tantissime le somiglianze con i massi poligonali megalitici messi in opera anche nelle nostre città laziali.

Giudicate voi stessi buona visione!

 

#AnatoMonday Ep. 15

Buon giorno Predatori e bentornati su AnatoMonday!

In questo episodio daremo una rapida occhiata ad una coppia di muscoli molto importanti per la nostra schiena. Quindi, senza indugiare oltre, passiamo subito al nostro caro Erector Spinae.

 

Buona settimana!

Fonte:
Michael Hampton – Figure Drawing

 

#AnatoMonday Ep. 14

Bentornati su #AnatoMonday, la rubrica che si preoccupa di aiutarvi a migliorare le vostre abilità nel disegno della figura anche quando l’ estate finisce e il pensiero dell’ inverno inizia ad aleggiare.

Bando alle ciance e passiamo alla lezioncina di questa settimana: Serratus Anterior.

Fonti:
Michael Hampton – Figure Drawing
Uldis Zarnis and Sandis Kondrats – Anatomy for Sculptors

#AnatoMonday Ep. 13

Ciao, Predatori!

Che siate sotto l’ obrellone, o che siate già ritornati alle vostre vite quotidiane, un buon modo per combattere le pesantezze del lunedì è quello di seguire #AnatoMonday e imparare qualcosa di nuovo. Bando alle ciancie quindi e passiamo all’ argomento della settimana: obliqui!

A presto!

Fonti:
Michael Hampton – Figure Drawing
Uldis Zarnis and Sandis Kondrats – Anatomy for Sculptors

 

Tra le vie del Centro storico di Frosinone, tra storia e leggenda

Salite. Discese. Scale. Un portone dietro l’altro. Pietra viva nei muri. Odore di legna. Nomi associati a grandi eroi. A grandi esempi. A grande battaglie. Questo insegna la toponomastica del capoluogo nel centro storico, tutta imperniata sulle vicende che narrano del percorso dei cittadini italiani verso un regno unito e libero, libero e indipendente.

Si parte con Via del plebiscito, che corrisponde all’antico percorso della via Latina, che attraversa il centro della rocca frusinate fino a via 20 settembre,che rappresenta la data fondamentale per l’unità di italia. Via 20 settembre, che rappresenta il giorno della breccia di Porta Pia a Roma, proprio quando i bersaglieri facevano definitivamente sfumare il potere temporale del papato sui territori romani. Da via 20 settembre si arriva alle vie dedicate ai martiri della libertà frusinate, quale via Nicola Ricciotti e via Angeloni.

Chi sono stati Ricciotti e Angeloni?  Gli stessi eroi ai quali è dedicato il sacrario monumentale in piazza della libertà proprio sotto al palazzo della prefettura, il nostro orgoglio, nel nostro sangue frusinate scorre anche il loro. Eroi. Dalle vie dedicate ai martiri si arriva a via Garibaldi e all’omonima piazza,dove sono evidenti altri segni di storia vissuta dalla cittadinanza per la lotta alla libertà. Infine arriviamo alla meno conosciuta via del Carbonaro che rispecchia l’appartenenza del tessuto sociale degli artigiani e della borghesia nascente alle logge segrete, come la massoneria e ancor di più la carboneria del giovane Giuseppe Mazzini.

Questa via chiusa al traffico veicolare è anche la testimonianza dell’antico assetto urbanistico di Frosinone: essa corre lungo il perimetro dell’antica Rocca frusinate, esattamente ricalcando il circolo delle mura della città alta. Le testimonianze storiche (Annales, tito livio) rappresentano infatti a Frosinone l’edificazione da parte dei romani di tre cinta murarie, le stesse che successivamente divennero basi dei palazzi del centro (Guicciardini, storia d’italia). L’antica via del carbonaro passa dunque tra le botteghe degli artigiani di Frosinone e viene utilizzata essendo stretta e in alcuni casi angusta proprio per mandare i dispacci tra i membri della loggia segreta da bottega a bottega in segreto.

Al turista curioso passare lungo il vicolo restituirà la sensazione di una città unita e a misura di uomo, con i palazzi che si affacciano e gli antri delle antiche botteghe posti a stretta distanza tra loro, quasi a rappresentare che i cittadini erano le vedette nascoste di tutto quanto accadeva di giorno e notte,la vita delle logge segrete a Frosinone conobbe un grande sviluppo rendendo il capoluogo un posto in cui si coltivava la disobbedienza al potere temporale della chiesa. Oggi sul tracciato odierno ci osservano dai balconi antichi mascheroni, quasi a rappresentare l’eterna presenza delle famiglie frusinati che costituirono la prima avanguardia civile ai poteri imposti dal antico principio del potere derivato dalla divinità.

Ilaria Fontana, Paolo Ruggeri

#AnatoMonday Ep. 12

Buona estate, Predatori!

In questo caldo Lunedì di Agosto, AnatoMonday vi porta alla scoperta dei segreti più utili per disegnare degli addominali realistici.

Spero vi sia utile, buona settimana!

Fonti:

Michael Hampton – Figure Drawing
Uldis Zarnis and Sandis Kondrats – Anatomy for Sculptors

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I PREDATORI DELLA CIOCIARIA PERDUTA